Questo pupazzetto non ci rappresenta, ma esprime lo stato d'animo della precarietà,
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D.O.C.









martedì 8 dicembre 2009

LA CANZONE DI UNA UMANITA' INTERA



“Chi crede a un certo punto di aver trasformato l’intera società in un efficiente formicaio che vorrebbe regolare a suo piacimento, fallisce, perché non solo non ha capito l’uomo, ma non conosce nemmeno le formiche”. Wiener, il padre della Cibernetica.

50 nazioni scesero in guerra con l’ordine di scannarsi a vicenda; ma irrazionali come sono gli uomini, assediati e assedianti a un certo punto si misero a cantare tutti la stessa canzone.

Il testo di Lillì Marlen era nato nel 1914 da un certo Hans Leip. Solo più tardi un certo Nobert Schulze, compositore tedesco, lo musicò in modo originale, con quell’aria marziale di marcia. Il brano venne riscoperto per la prima volta nel 1938 da una certa Lale Andersen che lo incise su disco ma fu subito un fiasco.

Alle ore 22,00 del 10 febbraio 1942, a Radio Belgrado un anonimo ufficiale austriaco pesca nel mucchio dei tanti dischi uno con un nome simpatico ed irradia per la prima volta nell’etere Lilli Marlen. L’emittente il giorno dopo, dal fronte, fu sommersa di richieste di rimandare in onda la canzone; sempre alle dieci di sera, diventando un appuntamento serale fisso. Poi la si voleva ogni ora del giorno, infine non occorreva più la radio, ormai la si cantava ovunque e … a un certo punto la cantavano tutti.

Lala Anderson non era una grande bellezza (come Marlene Dietrich), ne le parole del testo erano granchè, ma quello che risaltò era la sua voce e soprattutto il pathos che lei ha messo nel cantare quello che era ormai diventato un inno all’amore. ” Quella voce diventò una timida poesia erotica,curiosa per l’epoca, una inconsueta dolcezza nella descrizione dell’Amore”.

Il rimpianto di un Amore lontano, avvince tutti, fa dimenticare i proclami, le ambizioni, la sete di conquiste; prostra invece il morale con la languida nostalgia. Alla sera, dopo i combattimenti, sono tutti raccolti attorno alla radio, in silenzio, tutti attendono Lei, il sospiro d’Amore di Lillì Marlen. La canzone fu proibita dallo stesso Goebbels, ma fu inutile la canzone era ormai sulla bocca di milioni di soldati tedeschi su ogni fronte.

Non solo, ma dopo pochi giorni si scopre che quella canzone è la canzone di una umanità intera, l’inno della malinconia, dell’inquietudine, ma nello stesso tempo l’inno d’amore e di speranza di milioni di uomini di ogni razza e di ogni lingua.

Nel dopoguerra si cercò di dimenticare i sacrifici e i brutti ricordi, ma bastavano poche note di Lillì Marlen per farli nuovamente sobbalzare.

“Spesso gli uomini, quando creano qualcosa, anche se loro non lo sanno,quel qualcosa va al di là di se stessi” Nietsche.
Lo sconosciuto autore, Hans Leip in quel lontano 1914 non avrebbe mai immaginato il destino riservato al suo testo; così Norbert Shulze che lo musicò; la quasi sconosciuta Lala Anderson quando la incise nemmeno; e neppure quell’ufficiale che alle 22 del 10 febbraio 1942 scelse quasi a caso quel disco.



9 commenti:

  1. Ho letto d'un fiato ciò che hai riportato molto chiaramente.... mi ha sempre affascinata questa canzone, ma la storia non la sapevo e mi ha colpita.... la nostalgia e certe emozioni non si possono ingabbiare, basta il caso per farle fuoriuscire.... e queste note ci sono riuscite benissimo, facendo presa su tutti quei poveri soldati ....

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  2. Quando un essere umano crea lo fa per rispondere al suo canto profondo. Divino, quindi. Ciao Pà

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  3. :)

    Mai sentita così, in questa versione!
    Una sensazione di nostalgia cara Paolo.

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  4. Non la cantava anche Marlene Dietrich, l'angelo azzurro? Splendida voce oltre che bella donna

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  5. Un saluto e
    grazie Tenera BB

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  6. Ben ritrovata
    Antonè...
    hai colto l'essenza che lega questo post a quello della citazione di Eschilo "la speranza nella saggezza"

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  7. Ah Guernì
    quelle note non battono la tua nostalgia pè i commenti spariti dal tuo blog :-(
    Perciò mia cara arripijate...
    e soprattutto pensa a studià
    se no le bastonate le prendi da me!!

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  8. Si ...Marlene Dietrich l'ha riproposta ... ma il pezzo originale è di Lale Andersen...
    Scommetto che se la canti Te...Angelo Azzurro
    viene anche meglio;-)

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  9. haha! Come fai a sapere che sono così intonata??
    ^____^

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