Questo pupazzetto non ci rappresenta, ma esprime lo stato d'animo della precarietà,
a cui non Vogliamo Assomigliare ...
la scelta è ... In Direzione Ostinata e Contraria
D.O.C.









giovedì 10 dicembre 2009

COSI' E' SE VI PARE

Il 10 Dicembre 1936, a Roma, morì il Grande Luigi Pirandello.
La sera prima era felice, aveva trovato il finale della sua opera teatrale "I Giganti della Montagna" così disse al figlio Stefano,
"tutto si lega con il grande Olivo Saraceno". Quello che regna maestoso e solitario davanti alla casa del caos, dove era nato, nella campagna vicina ad Agrigento. Il figlio non capì, non potè capire e l'opera rimase incompiuta.
Quando tutti avrebbero voluto tributare il condiviso sentimento di dolore per la scomparsa del grande scrittore e uomo .... a colui che due anni prima aveva dato si tanto lustro all'Italia aggiudicandosi il Nobel alla letteratura ... si dovette rispettare le ultime volontà scritte nel suo testamento: essere ravvolto nudo in un lenzuolo e messo in cassa sul carro dei poveri per un funerale, senza fiori, senza discorsi, senza essere accompagnato da alcuno, nemmeno dai figli.
Così se ne andò con un carro di terza categoria, senza folla e clamori, in modo anonimo , come se si trattasse di un povero, non del grande e famoso scrittore, nel modo come sempre si era visto in Vita .... "Un povero Uomo Solo".

6 commenti:

  1. Sembra sia stato il destino di tanti grandi artisti morire in povertà e solitudine. Che tristezza...

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  2. A dire il vero Pirandello non era Povero...ma
    dispose per un funerale di terza classe come se fosse un uomo anonimo e povero...è come se Lui avesse voluto sottolineare questo aspetto...come se in vita nonostante i successi letterari, il Nobel, la Fama ... Lui si Vedesse come una persona essenzialmente sola e per questo povera, ma non nel senso economico del termine...

    Grazie Angelo Azzurro,
    per avermi fatto notare con simpatia l'equivoco che ho involontariamento creato.
    Provvederò a migliorare l'ultima frase;-)

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  3. Grazie Paolo, per ricordato un così grande personaggio,bel post.
    Pensa che proprio in questo periodo sto rileggendo "UNO NESSUNO E CENTOMILA "
    Grande Scrittore e grande UomoScusa se passo poco da queste parti, ma sono molto presa in tante cose e tra l'altro sto lavorando al mio nuovo romanzo che mi "acchiappa"in maniera totale.
    ^____^.....^____^

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  4. Ciao Sara,
    Quando puoi e come puoi...
    a me fa sempre un gran piacere
    leggere i tuoi commenti.
    Se la montagna non va da Maometto...
    allora Ti verrò a trovare più spesso sul tuo blog...:-))

    Moh so curioso sul Roamnzo che t'acchiappa...
    e che stai scrivendo:-D

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  5. Paolo i grandi personaggi umili, lo sono anche dopo la morte.
    Pirandello è un grande!

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  6. Sul valore dell'umiltà sono pienamente d'accordo.
    Per riprendere un tema caro a Pirandello, la verità non è assoluta, ma appare diversa per ognuno di noi...così se vediamo in Pirandello un grande, un monumento...non si può far meno di cogliere la nota spesso ripetuta e quasi urlata anche dopo la morte con il suo testamento... un tedio, una fatica di vivere, un'estrema solitudine che lo rende molto umano e simile a chiunque altro, nelle miserie dell'esistenza...e se cogliamo questa prospettiva non si può che amarlo ed ammirarlo proprio perchè tanto simile a chiunque altro.

    Un Abbraccio
    a Te
    Cara Stella

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