Questo pupazzetto non ci rappresenta, ma esprime lo stato d'animo della precarietà,
a cui non Vogliamo Assomigliare ...
la scelta è ... In Direzione Ostinata e Contraria
D.O.C.









mercoledì 28 ottobre 2009

SIMIGLIANZE SUL CONCETTO DELL'AMORE

(Hegel, Frammento sull’amore, in Scritti teologici giovanili, 1798).

Hegel sostiene che nell’amore i due innamorati formano una completa unità, dando vita ad una nuova realtà che è la coppia, il noi. I due amanti vivono l’uno per l’altro nel modo più totale e il loro amore toglie ogni contrasto, ogni opposizione, ogni differenza fino a formare una sola “cosa”, una sola persona, una sola volontà. Con ciò i due che si amano non rinunciano alla propria individualità, anzi la potenziano e la superano. Chi ama dona tutto se stesso per ritrovare più pienamente realizzato il proprio vero sé.
L’amore non è desiderio, non è possesso, è annullamento di sé nell’altro; ma questo annullarsi è piena attuazione della propria identità che si riconosce pienamente nell’identità/differenza/complementarietà con l’altro.
L’amore “è un prendere e dare reciproco […] Colui che prende non si trova con ciò più ricco dell’altro: si arricchisce, certo, ma altrettanto fa l’altro; parimenti quello che dà non diviene più povero: nel dare all’altro egli ha anzi altrettanto accresciuto i suoi propri tesori. Giulietta dice nel Romeo e Giulietta: “Più ti do, tanto più io ho” […]. L’amore acquista questa ricchezza di vita nello scambiare tutti i pensieri, tutte le molteplicità dell’anima, poiché cerca infinite differenze e trova infinite unificazioni, si indirizza all’intera molteplicità della natura per bere amore da ognuna delle sue vite. Quel che c’è di più proprio si unifica nel contatto e nelle carezze degli amanti, fino a perdere la coscienza, fino al toglimento di ogni differenza: quel che è mortale ha deposto il carattere della separabilità, ed è spuntato un germe dell’immortalità” .

Da un estratto "Mulieris Dignitatem" lettera di Giovanni Paolo II:“Nell’unità dei due” l'uomo e la donna sono chiamati sin dall'inizio non solo ad esistere«uno accanto all'altra» oppure «insieme», ma sono anche chiamati ad esistere reciprocamente«l'uno per l'altro»; è facile comprendere che si tratta per ambedue le parti di un dare reciproco, in base al principio del reciproco essere “per” l’altro, nella comunione interpersonale, che non può compiersi se non nel rispetto di ogni individualità.
Solamente in base a questo principio tutt’e due, e in particolare la donna, possono ritrovarsi come vera “unità dei due” secondo la dignità della persona.
L’unione matrimoniale esige il rispetto e il perfezionamento della vera soggettività personale di tutti e due.
La donna non può diventare di dominio maschile, né, in nome della liberalizzazione dal dominio dell’uomo, tendere ad appropriarsi le caratteristiche maschili, rischiando di perdere la sua essenziale ricchezza la sua propria femminile.
Le risorse della femminilità non sono minori delle risorse della mascolinità, ma sono solamente diverse.
Solo su questa via possono essere superate le parole Bibliche che rimandano al peccato originale.....Il superamento di questa cattiva eredità è, di generazione in generazione, compito di ogni uomo e di ogni donna.
Infatti, in tutti i casi nei quali l’uomo offende la Dignità personale e la Vocazione della donna, egli agisce contro la propria Dignità personale e la propria Vocazione o Natura:
esistere per gli altri, diventare un dono.
.
Dal Corano " Ciò che dai agli altri è tuo per sempre, ciò che rimane per te è perduto per sempre...", la vita è più semplice di quanto si pensi, per esempio "basta sorridere per essere felici" e "dietro le nuvole c'è sempre il Sole".
"Non tutto può essere compreso con la mente, questa è la mia mano e questo il mio cuore ....." sono modi differenti e complementari per percepire e comprendere quanto ci circonda....

14 commenti:

  1. Preso dalla frenesia della vita moderna e da tanti altri interessi l'uomo si è allontanato da quello che dovrebbe essere il suo interesse primario: amare.
    E, quando gli capita l'occasione di poter amare davvero, non lo sa più fare.

    RispondiElimina
  2. Che bello sentir parlare d'amore! E' un tema che non stanca mai...

    RispondiElimina
  3. peccato che spesso si fugga da tutto ciò... è la sofferenza che l'amore comporta inevitabilmente?
    bacio

    RispondiElimina
  4. Ma che bell'argomento mister Falconi!
    Che dire?
    L'AMORE...il lievito d'un pane antico quanto il mondo...

    RispondiElimina
  5. Sei passato dal Prof? Un bacio.

    RispondiElimina
  6. Occhi Blu...non tutti, credimi in parola;-)

    RispondiElimina
  7. Angelo Azzurro...Romanticona

    RispondiElimina
  8. Beh come si dice bisogna: buttarsi sia quel che sia... vada come vada ... un passo alla volta ... senza far bilanci, senza ragionare troppo, senza paure ... me lo dico spesso sai, perchè pure un po di "strizza" mi viene :-)

    RispondiElimina
  9. Già Sara...e non c'è niente di più Buono..
    Nei tuoi post...sfrizzi di Gioia ...Dolce Sara...Innamorata della Vita..e si Vede;-)

    RispondiElimina
  10. Guernica ....Provo a rispondere?
    ..è Roma all'incontrario?....o no?

    RispondiElimina
  11. Marina...si e ti saluta....

    RispondiElimina
  12. Grazie mia dolce Anima...
    di Zoettina

    RispondiElimina