Questo pupazzetto non ci rappresenta, ma esprime lo stato d'animo della precarietà,
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D.O.C.









domenica 25 ottobre 2009

PERCHE’ LEGGIAMO I BLOG ALTRUI ?

Uno studio tutto italiano ha evidenziato di "quanto sia speciale e complesso il particolare filo che ci lega agli altri, mediante il continuo rispecchiarsi delle loro esperienze nella nostra mente”.
QUELLA sensazione, fatta di delusione, frustrazione, impotenza, che ci assale dopo aver sfiorato un successo e che non ci fa smettere di pensare che sarebbe potuta andare diversamente - in una parola, il rimpianto - talvolta la proviamo anche quando assistiamo da spettatori alle disavventure e ai mancati successi altrui.
"Se ciò accade non è perché siamo interessati al destino di qualche sconosciuto, ma perché da spettatori ci rispecchiano in quelle emozioni come fossero le nostre", dice Matteo Motterlini, ordinario di Filosofia e coautore di uno studio multidisciplinare e tutto italiano che cerca di capire cosa accade nel cervello quando si prova la sensazione del rimpianto (ma direi che qualunque altra sensazione, provoca le stesse conseguenze).

Se la comprensione del perché arriviamo talvolta a identificarci nelle emozioni altrui è ancora lontana, un contributo importante alla causa potrebbe darlo proprio questo studio: fotografando letteralmente il cervello quando si apprende l'esito di alcuni eventi, gli autori avrebbero notato come esso si comporti alla stessa maniera anche quando siamo semplici spettatori di vicende altrui.
Questo spiega perché ci piacciono i film e quando usciamo dal cinema ci sentiamo diversi rispetto a quando siamo entrati, e l’effetto si protrae per un certo tempo … indica che qualcosa nella nostra testa è avvenuto, seppur da spettatori.

La Neuroeconomia. Si tratta del primo studio nostrano che analizza il rimpianto in relazione alle decisioni economiche, ed è firmato dai ricercatori del Centro di ricerca di epistemologia sperimentale e applicata (Cresa) della Facoltà di Filosofia dell'Università San Raffaele di Milano e del Centro di neuroscienze cognitive della stessa università, in collaborazione con il Dipartimento di neuroscienze dell'ateneo di Parma. La neuroeconomia, questo giovanissimo settore della ricerca dal carattere interdisciplinare (mette insieme neuroscienze, filosofia della mente, del linguaggio e della scienza, linguistica, psicologia cognitiva, economia, informatica e l'intelligenza artificiale) indaga come il cervello ci consente di prendere decisioni, osservando l'attività neurale in tempo reale, per esaminare quali regioni cerebrali sono maggiormente coinvolte nel processo decisionale.

Gli scienziati hanno individuato i meccanismi cerebrali (più precisamente, i "correlati neurologici") che ci portano a provare empatia per gioie e dolori altrui.Le analisi hanno infatti permesso di mostrare che "il circuito cerebrale alla base dell'esperienza del rimpianto in prima persona (un'emozione complessa, che presenta un'originaria natura cognitiva) si attiva anche quando sappiamo che l'altra persona sta provando rimpianto.
Liberamente tratto da un articolo su Repubblica del 19 Ottobre 2009.

9 commenti:

  1. il nostro cavolfiore... quante sorprese che ci sa riservare e come non sempre si lascia penetrare. sempre stata affascinata dagli studi sulla mente.
    bacio

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  2. Ecco perchè mi piace csì tanto leggere i vostri post!!!Molto molto interessante Paolo!Grazie!

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  3. A leggere i tuoi post c'è sempre da apprendere, non sono mai banali, talvolta sono volutamente "leggeri" ma senza senso mai!
    Ad ogni modo sui blog c'è un rapporto meno falsato che su Facebook, là gira così tanta spazzatura da poterci aprire una discarica!
    Pardon... la schiettezza.

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  4. Bellissimo Articolo .. ed è tutto vero ;)
    Baci e Buona Domenica Caro Paolino :)

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  5. Mi sembra che abbia azzeccato, mi riconosco...
    Ciao e buona domenica.

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  6. è molto interessante questo post.... ora ho capito perché sono blog dipendente!!!

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  7. A Tutte ...
    Care Amiche il prossimo post è un po’ piccante ... fate Voi ... sparirò per un po’ di tempo, così per non farmi dimenticare, ho ricorso a questo piccolo stratagemma...perdonatemi:-))

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  8. a me la visione di un film cambiò la vita. bel post!

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  9. Mi sa che questo filosofo c'ha visto giusto, c'ha. E' il rispecchiarci in certe situazioni che ci attrae e ci stimola condividere. Ciao

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