Questo pupazzetto non ci rappresenta, ma esprime lo stato d'animo della precarietà,
a cui non Vogliamo Assomigliare ...
la scelta è ... In Direzione Ostinata e Contraria
D.O.C.









sabato 31 ottobre 2009

NOTTI INSONNI

Notte di Halloween, forse una strega mi ha fatto un sortilegio...e la mente non può far a meno di ripercorrere strade del passato, sono arrabbiato per altri motivi e la rabbia mi fa rivivere, quella vissuta in un tempo non troppo lontano ... nuvole coprono il mio sole...ma non sarà per molto, non glielo permetterò di ingrigire più del dovuto i miei giorni attuali ... lascio sfogare la rabbia e rivivo quei giorni non troppo lontani, pensando che in fondo "tutto è bene ciò che finisce bene". Forse rivivo quei giorni più per farmi coraggio oggi e ritrovare la fiducia per il futuro, piuttosto che cedere a tristi pensieri, a scenari possibili ma non necessariamente veri, ricordando che ho sempre fatto tutto quanto mi è stato possibile, e che in futuro non potrò comportarmi che altrimenti.

Tra alti e bassi, i mesi passarono. Cambiai studio commercialista, mi avvicinai considerevolmente a dove abito, potevo arrivare al posto di lavoro a piedi …. La paga era sempre quella ma almeno avevo eliminato i costi per gli spostamenti. Stavo tirando finalmente un po’ di respiro. La vita procedeva senza scossoni particolari, quando nei primi mesi del 1994, cadde una bella pietra nel piccolo “mare della tranquillità”.

Passò la legge per la vendita delle case degli enti pubblici.

In una situazione di lavoro normale sicuramente il problema sarebbe stato tranquillamente risolvibile, ma nella mia situazione ….. le cose erano piuttosto complicate.
Nella migliore delle ipotesi c’era da indebitarsi ad un importo pari o di poco superiore al costo dell’affitto, senza considerare l’incremento dei costi condominiali, con tutte le incertezze del caso.

Decisi di lasciare il mio lavoro presso lo studio commercialista, perché troppo poco remunerato e mi dedicai ad altro, per acquisire quante più risorse possibili. Prima che la legge dispiegasse i suoi effetti concreti occorrevano per lo meno quattro o cinque anni. Sentivo che potevo fare ancora qualcosa.

Feci un giro di consultazioni con i miei fratelli, ma mi dissero che non erano interessati. Mia Madre difficilmente avrebbe potuto ottenere un finanziamento, lo stesso era per Me.

 Le notti cominciarono ad essere insonni.

La prima lettera di valutazione giunse nel 1997.
Il clima generale del vicinato, cominciò a diventare sempre più irrespirabile … Voci su voci, diffondevano ad arte notizie allarmanti … mentre gli amici degli amici si attivavano fiutando l’imminente affare. Chi poteva cercava di mettere a segno un buon modo per fare soldi o quantomeno acquistare una casa a un prezzo conveniente.

Capitava d' incontrare gruppetti di persone che alla mia vista si ammutolivano o cambiavano discorso, toni ironici, battute di vario tipo … “amici” che ti salutavano e ti chiedevano senza tanti giri di parole che intenzioni avessi e se non era il caso di trovare una scappatoia …. e non tanto velate conferme che le cose non potevo gestirle con le mie sole forze.

Lentamente maturai un senso di diffidenza , non potevo fidarmi dei famigliari, figurarsi se potevo fidarmi degli estranei. Il lavoro fortunatamente andava bene, ma non avevo modo di approdare ad un contratto a tempo indeterminato, guarda caso. A quel momento potevo affrontare le prime spese per tasse e le spese notarili. Il problema dei problemi era arrivare ad una qualche forma di finanziamento accessibile.

Gli unici due soggetti dell’impresa siamo io e mia Madre, non ci sono per così dire altri soci.

Intanto alle riunioni degli inquilini, futuri acquirenti e non, le notizie sono sempre più confuse e scoraggianti, ma chi da le notizie non me la racconta giusta, perché istintivamente sento che non ce la raccontano tutta. Decido di ignorarli di non andare più a quelle stupide riunioni, dove si fabbricano solo ansia e chiacchiere. Intanto le lettere si susseguono e i contorni della nuova “impresa” si fanno più chiari e anche meno ansiogeni.

La legge attuativa e le circolari dell’Ente subiscono dei sostanziali rimaneggiamenti.
Si comincia a parlare dell’ammontare dello sconto, e dell’ulteriore sconto in caso di acquisto collettivo. Partecipiamo alla cooperativa di acquisto. Subito circolano voci sulla scarsa sicurezza di queste cooperative, di come possano fallire e di soci che si ritrovano senza case e soldi …. So che questo non potrà succedere, perché si tratta di altra cosa, ma è la conferma che troppe chiacchiere vengono messe in circolazione per confondere la gente.

Si continua a dormire poco la notte.

Provo un ulteriore giro di consultazioni con la parentela strettissima …. Ma la risposte si fanno astiose … tornano a galla vecchi rancori …. Le voci si alzano, le porte si chiudono … “mucchietti di merda” vengono accantonati in un ipotetico solaio …. devo cavarmela, anche questa volta, da solo.

Non mi perdo d’animo continuo la traversata nel deserto. I vicini si fanno più insolenti, mi buttano in faccia quello che non potrò ottenere e mi consigliano una resa onorevole, qualcun altro paventa conoscenze che ostacoleranno ogni mia iniziativa. Ferito nell’orgoglio, penso che se uno ha il coltello dalla parte del manico, non ha bisogno di dirtelo … Lo usa, semplicemente, al momento opportuno! …. Sento che non devo farmi intimidire.

Siamo agli ultimi giorni, prima della resa dei conti. Busso a tutte le porte possibili e valuto la soluzione più conveniente … Il lavoro è troppo precario escludo l’acquisto diretto …. Si aprono nel frattempo spiragli fino a quel punto impensabili. Decido di utilizzare un finanziamento accordato dall’Ente a favore dei “coniugi superstiti degli ex dipendenti”.

Mi garantisco per quanto mi è possibile, ricorrendo a conoscenze della famiglia, solo per tutelarmi contro eventuali abusi da parte di terzi …. Perché in questa Società non basta avere diritti, ma bisogna essere in grado di farli valere.
Arriviamo al rogito ed è una festa. Facce di vicini impietrite e incazzate, per tanto ardire da parte mia. Penso al parentame e penso per tutti: sono riuscito a metterglielo in quel posto lì ...per ora!

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