Questo pupazzetto non ci rappresenta, ma esprime lo stato d'animo della precarietà,
a cui non Vogliamo Assomigliare ...
la scelta è ... In Direzione Ostinata e Contraria
D.O.C.









martedì 8 settembre 2009

SHAHRAZAD



Non guardarmi da lontano
Non guardare il mio sorriso
E non pensare che non sappia
Cosa c'è al di fuori di me
Non voglio che mi guardi e pensi
Che quel che c'è in te è per me
E quel che c'è in me è per aiutare gli altri
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L'uomo non è malvagio, nemmeno quando è appena nato
E quando un bambino nasce in questo mondo
Non gliene frega niente
Del colore della sua pelle
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Ho conosciuto la protagonista di mille una notte, tre anni fa sul lavoro, il cui nome vero non dirò, anche se in questo breve flash ricordo una bella amicizia, niente di più.
E’ una bella ragazza araba, del Marocco, laureata in Economia e Commercio qui a Roma.
Oggi ha trent’anni, a vederla non diresti che è una ragazza mussulmana, perché veste all’occidentale. E’ molto bella, come lo sono molte ragazze arabe, alta, magra, mora, capelli nerissimi e lunghi, pelle perennemente abbronzata, mani affusolate e delicate, unghie curate (neanche un segno minimo di rosicchiamento).
Accento francese, ha studiato per un certo tempo alla Sorbonne di Parigi: conosce quattro lingue Arabo – francese – italiano - inglese
Gentile, distinta nei modi, sobria nel vestire, la bella “Principessa”, così l’avevo soprannominata, era semplice e accattivante. La vedevo arrivare in bicicletta e molto accortamente armeggiare con catenella e lucchetto … il tempo di salutarla … di farla sorridere un po’… per poi imboccare insieme l’ingresso del luogo di lavoro.
Si occupava di contabilità italiana, con un impegno non comune e la sua voglia di imparare e di assorbire era tale che a volte non potevi far a meno di pensare “sarai carina ma … quanto rompi …” .. … ad ogni perché ne seguivano altri tre … se andava bene … altrimenti non si fermava più …

Quando metteva la musica di suo piacimento a parte Youssou N’Dour e Neneh Cherry, o Aisha di Kaled per il resto …. con tutto il rispetto possibile del caso … era proprio un’altra cosa … e dopo una mezzoretta ad esser sincero provavo un poco di mal di pancia, ma non gli dicevo niente per non offenderla.
Allora capivo che era straordinaria davvero … veniva da un mondo lontano …. era di un’altra cultura ma al tempo stesso proiettata molto avanti, molto più di me, Lei che aveva girato mezza Europa così giovane … d’accordo in contabilità mi ricordava “l’albatro di Baudelaire” impacciata e persa, ma capivo che non mi dovevo far ingannare dalla situazione … che c’era molto di più e lo si intuiva guardando i suoi occhi castani grandi ed espressivi, dal fascino che emanava, in ogni suo gesto, dal tono calmo della sua voce.
Molto perspicace ed attenta , non priva di malizia, nei mesi che ho lavorato con Lei , diversi luoghi comuni, e molte sciocchezze che avevo sentito, o che ritenevo vere, si sono infrante di fronte al suo sorriso, ai suoi denti bianchi come la porcellana, ai suoi lunghi capelli neri e al suo profumo.

Ero uscito da una storia non piacevole, stavo metabolizzando un forte risentimento e non stavo al meglio, ma Shahrazàd, grazie al suo garbo e alla sua delicatezza, mi ha fatto sentire come il re Shahriyàr che il tempo e la fantasia l'hanno riconciliato con la vita.


2 commenti:

  1. Grazie Signora in Rosso...per la sua sensibilità e gentilezza....

    anche per la pazienza...devo dire...i miei commenti, a suoi bei post, non sono il massimo...ehhh ;-)

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