Questo pupazzetto non ci rappresenta, ma esprime lo stato d'animo della precarietà,
a cui non Vogliamo Assomigliare ...
la scelta è ... In Direzione Ostinata e Contraria
D.O.C.









domenica 6 settembre 2009

RICORDANDO LA NAJA 2° PARTE

Virtute Siderum Tenus, significa: CON VALORE VERSO LE STELLE.
È il motto dell'Aeronautica Militare Italiana ed appare sotto lo stemma araldico.
Sintetizza il coraggio, la bravura ed il sacrificio di tutti gli Aviatori italiani.


Il 28 marzo del 1986 ci presentammo alla Romagnoli, dopo un lungo viaggio con la tradotta militare che da Taranto, ci condusse molto lentamente alle varie destinazioni risalendo lo stivale.
Alla stazione tiburtina arrivammo stremati e intorpiditi, caricammo gli zaini sui pulman in direzione della caserma : al nostro arrivo fummo accolti con lazzi e prese in giro, ma atti di nonnismo vero non ce ne sono stati .
Il primo mese trascorse piuttosto velocemente tra lezioni di guida per la patente D-E, e la Cresima, quest’ultima la si può fare in poche settimane sotto le stellette.
Mi mancava Taranto, in particolare il rapporto di amicizia, il clima umano che si era creato nei giorni del Car. Anche se stavo a Roma, vicino alla città universitaria, avevo il pernotto a casa, salvo quando ero di servizio h. 24, piantone di camerata o autista di lunga (di servizio per 24 ore), per il resto ero un anonimo, non conoscevo nessuno, salvo i pochi paricorso del 162 dispersi tra scritturali, autieri, vam, antincendio … e in diverse caserme di Roma.

Quello che mi mancava era l’essere utile, il rapporto con gli altri, a Taranto il ruolo di “capo plotone”, mi aveva abituato male, dover parlare con tutti, cercare soluzioni ai problemi … una situazione veramente stimolante, contro una situazione del tutto anonima, un numero di matricola, uno dei tanti di quella caserma.
A maggio, fui destinato alla guida dei furgonati alle dipendenze del maresciallo Mondini , un romano doc che dopo tanti anni di onorato servizio stava per andare in pensione: il suo discorso di accoglienza fu “ragazzi, non me create problemi e non ne avrete da me!”
In quel mese capitò l’occasione che stavo aspettando!
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Mi presentai alle elezioni dei rappresentanti Cobar della caserma.
Potevo contare sull’appoggio dei pari corso, poco più che schegge o burbe, due mesi di anzianità, ma il tam- tam funzionò.
Non avevo un programma preciso per farmi votare , e il discorso che tenni davanti a duemila persone circa, fu sincero e diretto, alle domande “ Chi sei? Che Voi fa? Perché te dovrei Votà?” risposi boh! io ce la metto tutta! e se me date na mano … se ve do fiducia … votateme. altrimenti grazie lo stesso… è stato un piacere fare quattro chiacchiere con tutti Voi ... dopo un primo rumoreggiare quando seppero che ero una scheggia, seguirono gli applausi dei pari corso … ai quali si aggiunsero tutti gli altri, con mia sorpresa … e ritrovai la stessa magia di Taranto.

La rappresentanza militare è apolitica, si propone di portare anche all’interno delle caserme, entro i limiti del possibile, nel rispetto delle gerarchie militari, l’esigenza democratica di partecipazione a risolvere i problemi di logistica e non solo, che la truppa sente in modo più impellente.

Passai le votazioni con altri due avieri, un Vam (Vigilanza armata) e uno Scritturale (addetto agli uffici). Ci credemmo fin dal principio portando avanti alcune iniziative … migliorare le linee telefoniche concesse alla truppa, le condizioni degli avieri distaccati presso il X auto gruppo interforze Nomentano …. La condizione delle camerate con una lista delle manutenzione minime necessarie ….
Prendemmo tanto a cuore l’incarico che in una settimana eravamo diventati il centro di riferimento di un bel po di gente … soprattutto nei pressi dello spaccio e della sala ricreativa ….
La lista si allungava, le istanze da presentare in sede cobar, alla presenza degli altri rappresentanti dei sottoufficiali, e degli ufficiali di complemento e effettivi della caserma, diventavano sempre più dettagliate.
Avvertivamo, tutti la volontà di fare il possibile per migliorare le cose e l’affetto e la simpatia di tante persone mi spinse anche a presentarmi alla rappresentanza Coir della seconda regione aerea. Diventare il delegato con altri due colleghi, di tutte le caserme dell’aeronautica del centro Italia e della Sardegna.
Qui fu un piccolo colpo di mano, deciso a farmi eleggere, il giorno delle elezioni alla Cavour, sede della seconda regione aerea, distribuì un pò di bigliettini ai rappresentanti indecisi su chi votare, bastarono pochi voti e fui eletto. Le cose andarono così, è inutile menarla raccontando altro.

Il Coir aveva sede presso lo Stato Maggiore dell’Aeronautica, praticamente di fronte alla caserma Romagnoli. I rappresentanti di leva potevano arrivare al massimo a questo livello, quello superiore, il Cocer era solo per il personale di carriera.
Le finalità ovviamente cambiavano perché cambiava la prospettiva, non più la caserma ma l’insieme delle caserme di un dato territorio.
All’epoca era forte l’istanza di controllare per quanto possibile i casi a rischio di suicidio, o i problemi di tossicodipendenza. Ci si proponeva una collaborazione con gli enti locali e le associazioni famigliari …. Si cercavano tutte le iniziative che potessero migliorare in tal senso i rapporti tra i vari soggetti … entro i limiti concessi dalla segretezza militare.

L’esperienza durava sei mesi dall' elezione ed aveva come evento finale, a cui ci dovevamo preparare con iniziative e proposte adeguate, l’assemblea annuale interforze di tutti i rappresentanti militari dell’Esercito, della Marina, dell’Aeronautica, dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, con i rispettivi Capi di Stato Maggiore e il Ministro della Difesa in carica, allora On.Sen.G.Spadolini.
La riunione avvenne nell' ottobre del 1986 presso Palazzo Salviati, vicino Regina Coeli.
Fu un esperienza veramente unica nel suo genere, che cercammo di onorare al meglio delle nostre possibilità tenuto conto delle istanze e di che cosa rappresentassero per migliaia di ragazzi di leva, di allora.
Di quella riunione ci sono le relazioni firmate da tutti i rappresentanti e raccolte in un testo unico presentato e letto nel giorno dell' Assemblea .
Tra le nostre istanze la più importante è l’istituzione di personale specializzato in problemi psichiatrici o in psicologia in grado di fornire adeguato supporto alle famiglie o al personale militare.
Passammo il testimone agli altri rappresentanti e so che questa istanza è stata accolta e realizzata, e questo mi rende un po’ orgoglioso del nostro impegno di allora.

Oggi ripenso a quegli anni con un po’ di nostalgia, soprattutto alle persone che non ci sono più, un pensiero in particolare al Cap. Russo, morto in un incidente stradale pochi anni dopo il mio congedo, mentre andava in bicicletta, una delle sue passioni … persona di una simpatia solare, benvoluto da tutti … ricordo quando prima di congedarmi mi consigliò di mettere la firma e di partecipare al corso sottufficiali di Caserta …. Due anni da brevi firma (stipendio pari alla paga del milite di leva) per diventare sergente , e quindi percepire uno stipendio vero, se superavo il corso …. "Dopo di che ti Laurei e al primo bando per Ufficiali fai il concorso, pensaci Falcò, che non è una prospettiva da sottovalutare!...guarda che pure nella vita civile, devi rispettare i gradi"... Ho pochi rimpianti nella vita … e quello della carriera militare è sicuramente uno di questi, nella prospettiva di un posto sicuro; ma per come sono di carattere, a distanza di anni e con la maturità acquisita, ritengo di aver fatto la scelta più appropriata .... anche se oggi sono " precario", svolgo il lavoro per cui sono più portato , e lo svolgo con passione perchè mi darà sempre soddisfazioni e da mangiare, senza dover scendere a troppi compromessi, ne oggi ne domani.

3 commenti:

  1. gli uomini sono così.... fanno carte false per non partire militare, poi passano la loro vita a ricordare quei giorni... come i più belli della loro vita!!!! Ora i ragazzi se scelgono la carriera militare lo fanno per libera scelta...mio nipote, infatti 24 anni, ha deciso di fare questa esperienza ed è contento!
    la signora della foto, è una mia amica...io non ci sono perchè fotografo!

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  2. Ecco, direi che la convinzione d'aver fatto la scelta giusta in campo lavorativo è quanto di più gratificante ci possa essere nella vita di una persona. Non è cosa da poco, oggi, poter decidere di fare un lavoro per cui ci si sente portati. Spesso, purtroppo, le scelte diventano obblighi, se vuoi sbarcare il lunario.

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  3. @ Signora in Rosso, è che in effetti gli anni del militare (di leva) corrispondono molto spesso al periodo più spensierato della nostra Vita...oggi sono altamente operativi ed efficienti più di quanto potevamo essere noi, per questo sono maggioemente gratificati....
    beh se tanto mi da tanto per la teoria della simpatia (ogni simile...) anche Lei non deve essere male, del resto la gatta da qualcuno avrà ripreso;-)

    @Angelo Azzurro, mi occupo di contabilità, il lavoro fortunatamente non manca,e cercando di farmi un nome spero di lavorare fino ad un'età avanzata (se la testa tiene)....per quanto riguarda allo sbancare il lunario, non nascondo che ci sono periodi di vacche magre...ma cerco di premunirmi il più possibile...e mai di indebitarmi...per non trovarmi all'acqua alla gola! cerco di essere avveduto, per quanto mi è possibile.

    Vi auguro una Buona Notte ad entrambi
    gentili e simpatiche Signore

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