Questo pupazzetto non ci rappresenta, ma esprime lo stato d'animo della precarietà,
a cui non Vogliamo Assomigliare ...
la scelta è ... In Direzione Ostinata e Contraria
D.O.C.









venerdì 11 settembre 2009

PUNTI DI VISTA



3 Aprile 1993 …. Giorno tanto atteso, sognato e un po’ temuto: giorno della Laurea, da me ribattezzato il T-day, il giorno della Tesi.

Avverto i lettori più sensibili che nel post "me la canto e me la suono", è in sostanza una carezza al mio ego, un po troppo villipeso e maltrattato in questi ultimi tempi, quindi se continuerete a leggere, prego, fornirsi di una molletta per tappare il vostro nasino sensibile a tanto puzzolente Egocentrismo.
Consapevole che tutto quello che dirò un giorno potrebbe essere usato contro di me....
Rispondo solennemente:
e chissenefrega!!! amen.

Un passo in dietro.
A Settembre del 1992, decisi di mollare un lavoro per dedicarmi in assoluto ad ultimare i tre esami e la Tesi, ovviamente.
Quello che mi sosteneva a parte l’odore dell’acqua dopo la traversata del deserto, ossia la fine imminente di quell’impresa, erano due conti che mi ero fatto dopo aver ascoltato alla Tv l’ennesimo scandalo sugli esami venduti e il relativo listino.
Fatti due conti mi stavo risparmiando una bella sommetta, tenuto conto che quella era farina del mio sacco. Queste oziose considerazioni, mi tenevano l’animo tranquillo su quel "salto nel buio" che è stato lasciare un lavoro, non il miglior lavoro, ma comunque un lavoro.

La stesura di quel particolarissimo business plan, mi aveva talmente preso che cominciai a fare due conti su quanto avrei guadagnato lavorando, e quindi sul costo delle ore trascorse a studiare , più le spese effettive tra tasse, testi e rilegatura della tesi. La battitura me la sono fatta in proprio, dopo aver acquistato la mitica Olivetti 32 lettere a Porta Portese. Tirai fuori una somma stimata che costituiva il costo totale di quell’impresa, totalmente finanziata dal sottoscritto, unico sponsor e mecenate dell'inizitiva .

Decisi di fare quello che dovevo fare.

Nel frattempo seppi che a novembre il titolare dell’Azienda dove lavoravo dovette mandare a casa un bel po’ di gente perché perse temporaneamente l’appalto a causa delle vicissitudini di “mani pulite”, questo mi dispiacque, ma mi sentii meno in colpa, e ritenni di aver fatto la cosa giusta.

Il 3 Aprile dunque, mi ritrovai confuso, svuotato, felice e con il Titolo tanto ambito di Dottore in Economia e commercio.
A parte mia Madre, nessun altro condivise la gioia di quel giorno.... i miei fratelli, come al solito senza tante spiegazioni, a settembre dell'anno precedente sono spariti e non si sono fatti più sentire e vedere per un bel pezzo .... altri parenti non era proprio il caso! e poi francamente me ne infischiavo di Tutti..... così continuo a persarla oggi .

Mi sentivo pervaso da un’energia irrefrenabile.
Già alcuni giorni prima della Laurea avevo deciso di estendere la nozione di costo stimato alle doverose e necessarie manutenzioni di casa.
Da tempo volevo togliere la moquette dalla mia stanza e decisi di farlo già dal pomeriggio del T- day ….
Il lavoro mi venne così bene , fatto con tanta perizia e maestria che decisi di mettere la carta da parati, e..... già che c’ero rinfrescare il soffitto... e ristuccare e smaltare le finestre ….

Visto che c’ero decisi di fare altrettanto per il resto della casa, senza escludere il bagno e la cucina.
Tra una cosa e l’altra terminai i lavori il 15 giugno, leggermente stravolto, ma felice di aver fatto il capolavoro assoluto …. Mi sentivo, nel mio piccolo, come Michelangelo che aveva appena terminato la Cappella Sistina.

Tenuto conto dei costi delle materie prime avevo praticamente guadagnato la mancata spesa per il costo di mano d'opera di una ditta di ristrutturazioni edile.
Fatti due conti ero proprio soddisfatto anche se un po’ stanchino, come avrebbe detto Forest Gump.
Decisi perfino di ritinteggiare il terrazzo e ristuccare una crepa sulla facciata, del balcone superiore, che ancora oggi a distanza di 16 anni ha tenuto alle intemperie, con mia somma soddisfazione, anche se presi qualche rischio di provare a mie spese gli effetti della forza della gravità dal settimo piano.
Il 30 giugno 1993 iniziai il mio primo lavoro da laureato presso uno studio commercialista, che avevo trovato su un' inserzione del messaggero, praticamente dall’altra parte di Roma, rispetto a dove abito, ma non mi importava di niente, ne della distanza, ne del basso stipendio.
Nonostante tutto ero immensamente felice, eppure visto dall’esterno qualcuno mi compativa perché sapeva che da settembre del 1992, praticamente da una decina di mesi, ininterrotti, ero recluso in casa a far la “Muffa” o comunque senza lavoro.
Punti di Vista.

4 commenti:

  1. tappa importante e fai bene ad esserne orgoglioso! Ora che so che sei anche bravo a pitturare casa....... peccato che abiti così lontano!

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  2. Troppo Buona...Bella Signora in Rosso!

    GRAZIE

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  3. Bravo Paolo, quante cose sai fare...

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