Questo pupazzetto non ci rappresenta, ma esprime lo stato d'animo della precarietà,
a cui non Vogliamo Assomigliare ...
la scelta è ... In Direzione Ostinata e Contraria
D.O.C.









domenica 16 agosto 2009

SULLA FEDE

Dopo duemila anni nel sentire o leggere le parabole di Gesù si rimane sempre colpiti dai messaggi in essi contenuti.... principalmente c'è un profondo rispetto e amore per il prossimo... d'accordo nessuno potrà mai con ragionamenti dire se Dio esiste o non esiste....è un atto di fede.... ma quando mi capita di leggere quelle parabole non posso far a meno di provare un senso di gratitudine per quel seme sparso in questo mondo.
Mi conforta l'idea che molte persone provino la stessa cosa, ad esempio affrontino un dolore immedesimandosi nell'umanità di Cristo nel giardino di getsemani o durante la via crucis. L'uomo che prima di tramutare il vino in acqua rimprovera la Madre perché accelera i tempi di ciò che dovrà accadere....L'uomo che prima di morire ha dubitato pronunciando: "Eloi, Eloi, lema sabactani?" tradotto "Dio mio, Dio mio perché mi hai abbandonato?
Lo so per chi non crede è una storia come un'altra...anche Maria Teresa di Calcutta non è stata sempre convinta dell'esistenza di Dio...ha vissuto momenti di crisi...ma le sue opere in quella terra martoriata e dove più di ogni altro luogo la parola di Cristo sembra incarnarsi...sembrano quasi leggenda.
In un mondo (edonistico) dove il piacere è il fine ultimo dell'uomo, dove la ragione non riesce a dare risposte concrete ai bisogni della gente, dove la ragione riesce a giustificare ingiustizie e sopraffazioni, dove la guerra è un mezzo ancora necessario, dove la malvagità non ha limiti....quella parola conforta ma al tempo stesso da forza per opporsi....magari ci sono persone che non hanno bisogno di quella parola....ma altre ne avvertono la necessità come dei riferimenti al loro cammino.
Mi riferisco a quelle parabole a quelle idee, predicate da Gesù e non certo alla Chiesa come istituzione che ha partorito nei secoli brutture come le crociate, l'inquisizione, le guerre di religione, il ceto clericale sempre più potente e lontano dalle predicazioni di Cristo (anche San Francesco fu inviso da quei preti).
La parola di Cristo male non fa...meglio che sia stata pronunciata...poi sta ad ognuno di noi accettarla o non accettarla...nessuno impone niente a nessuno.
Nel de corona di Tertulliano, e qui chiudo, si narra di un legionario che si rifiutò di partecipare ad una cerimonia, rinunciò perché cristiano, questo lo portò a rinunciare ad un supplemento di paga e a preferire la morte piuttosto che cedere, lasciando interdetti i suoi superiori, era il 211d.c., da allora molte cose sono accadute...quel seme non fu solo chiacchiere e promesse.
PS. non sono un bigotto, ipocrita .... non frequento le messe ma credo a quelle parole.

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