Questo pupazzetto non ci rappresenta, ma esprime lo stato d'animo della precarietà,
a cui non Vogliamo Assomigliare ...
la scelta è ... In Direzione Ostinata e Contraria
D.O.C.









lunedì 17 agosto 2009

BLOWING IN THE WIND



La canzone si apre con una sorta di "contestazione" nei confronti dell'uomo che nonostante il suo evolvesi in 2000 anni di civiltà, non ha ancora preso coscienza di se stesso; ancora va errando senza meta. Infatti, la seconda domanda della prima strofa, attraverso la metafora della colomba bianca, indica questa condizione in cui l'uomo non riesce a trovar pace.

Con la terza domanda l'autore anticipa quello che sarà il tema della successiva strofa: le armi che riportano al crudele pensiero della guerra. Essa, infatti, con le sue esplosioni "oscura", "appanna" il cielo, quindi quanto ancora dovrà aspettare l'uomo prima di poter vedere la luce del sole…?

Con le successive due domande viene invece fatto un chiaro appello all'indifferenza dell'uomo che con l'infamia e la crudeltà della "macchina della guerra" non si ferma neppure di fronte all'innocenza dei bambini e delle donne.
Nella terza strofa si termina con la riflessione sulla guerra, che con la sua forza "abbatte" persino le montagne (chiara allusione alla potenza nucleare) e si continua con una riflessione dell'uomo che si sente ingabbiato da questa vita, che non gli permette di sentirsi libero terminando infine con una frase di contestazione: fin quando si pretenderà che l'uomo non prenda coscienza di tutto ciò.

A tutti questi interrogativi vi è una sola risposta espressa dal ritornello ("the answer, my friend is blowin' in the wind, the answer is blowin'in the wind"); essa è un chiaro segno d'impotenza dell'uomo, che non riesce a dare una spiegazione a tale condizione, e nello stesso tempo cenno d'ottimismo poiché a tutte queste domande, tuttavia una risposta esiste ed è nel "vento", aspetta solo di essere colta.

Inoltre è presente nel testo, e precisamente nel ritornello, la parola chiave: "Mio amico"; il poeta-musicista si rivolge all'intera umanità in termini di fratellanza di fronte ad una situazione che ci accomuna tutti.

TESTO:

Quante strade deve percorrere un uomo
prima che possiate chiamarlo uomo?
E quanti mari deve sorvolare una bianca colomba
prima di dormire sulla sabbia?
E quante volte devono volare le palle di cannone
prima di venir proibite per sempre?
La risposta, amico mio, soffia nel vento,
la risposta soffia nel vento.
E quanti anni può esistere una montagna
prima di essere dilavata, fino al mare?
E quanti anni può esistere un popolo
prima di essere lasciato libero?
E quante volte può un uomo volgere il capo
e fingere di non vedere?
La risposta, amico mio, soffia nel vento,
la risposta soffia nel vento.
E quante volte un uomo deve guardare in alto
prima di vedere il cielo?
E quanti orecchi deve avere un uomo
prima di sentir piangere gli altri?
E quante morti ci vorranno
prima che capisca che troppa gente è morta?
La risposta, amico mio, soffia nel vento,
la risposta soffia nel vento.

Bob Dylan, 1962

3 commenti:

  1. ciaooooo
    eccomi qui!
    purtroppo le vacanze sono finite!
    Bob Dylan è senza tempo, un mito!
    ^____________________^

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  2. Benvenuta Pupottina
    Ben Tornata dalla Sveziaaa!
    Così avranno avuto modo di capire...che non solo loro hanno l'esclusività della bellezza femminile...
    Pupottì io Te posto commenti...ma non se vede niente...al n.616... non è per pigrizia da parte mia.
    Un Bacio
    da Paolo

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  3. rispondo al tuo commento al post 616.
    non credo lei abbia molte chance con lui. lui sa già che vuole la moglie, però non disdegna di concedersi un flirt....
    non dico che solo gli uomini sono così. anche le donne assumono questi atteggiamenti alle volte.
    non per forza alle spalle ci deve essere matematicamente un matrimonio agli sgoccioli...

    e sono in ritardo con la moderazione. io sono abituata a leggerli tutti ed a rispondere... altrimenti ne perdo qualcuno... eheheheh
    buona serata

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