Questo pupazzetto non ci rappresenta, ma esprime lo stato d'animo della precarietà,
a cui non Vogliamo Assomigliare ...
la scelta è ... In Direzione Ostinata e Contraria
D.O.C.









giovedì 20 agosto 2009

BASTA LA SALUTE...UN PAR DE SCARPE NOVE...

Se dovessi descrivere lo stato d'animo di questi giorni, userei più che tante parole, per non dire granchè alla fine, o esser frainteso come spesso accade...punta polemica che ogni tanto c'è vò... se no troppo dolce aumenta il diabete... questa vecchia canzone romana



A che cosa è dovuta?

In buona parte a tutti Voi che direttamente o indirettamente siete in contatto...attarverso i vostri scritti, i vostri stati d'animo, i vostri commenti...insomma tutto quello che riuscite a comunicare attraverso una foto, una canzone, un video, un' e-mail...

Questo mondo virtuale finisce per riversare i suoi effetti anche nel "mondo reale". Incomincio a vedere la gente sotto un'altra luce...scopri il piacere di fare quattro chiacchiere, di ascoltare di più chi ti sta parlando e magari ti racconta qualcosa, come se stesse scrivendo un post...e provi lo stesso piacere a fare altrettanto.

Cerchi di andare oltre le apparenze...di capire di più. Non è importante se una persona usa, nel suo blog, uno pseudonimo, e si rappresenta in un modo anzichè in un altro...dopo tutto chi siamo noi veramente? uno, nessuno, centomila...il vero problema capita credo quando siamo sempre gli stessi in ogni circostanza...quando non riusciamo ad esprimere totalemente ciò che siamo...e credo che siamo più simili a un arcobaleno che a un singolo colore.

Ho trovato questa bella definizione in una locandina di un Drammateatroterapia...ho sostituito quella parola con Blog e guardate un pò:

Il blog è dove provare a giocare, esprimersi liberamente senza alcun giudizio di valore, sperimentare il gioco di essere qualcun altro, comunicare ed entrare in contatto con sé e con gli altri, far parte di un gruppo senza perdere la propria identità, divertirsi in un tempo sospeso dalla quotidianità, scoprire i propri limiti e le proprie risorse, mostrarsi come non ci si mostra in altri contesti, ascoltare gli altri, cambiare la propria forma, improvvisare, creare personaggi, forme e movimenti, entrare in contatto con le emozione proprie e dell’altro, perdersi e ritrovarsi per poi perdersi ancora.

Se una serie di avvenimenti o di particolari circostanze hanno indotto ad alzare le difese e la diffidenza verso il mondo esterno...capita proprio quello che non ti aspetti...propiro scrivendo un blog e esponendoti a possibili rischi. Ti accorgi che sei riuscito, superando le paure iniziali, ad abbassare quelle difese ad un livello più accettabile, e godere un pò di più di questa vita, che di per se è già un miracolo ed un dono viverla, quando....

....per l'appunto basta la salute... la salute è la cosa più importante...e basta un par de scarpe nove...che puoi andà dove te pare...in sostanza basta poco per essere sereni.



6 commenti:

  1. La salute sicuramente. Il blog ti porta a volte fuori strada

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  2. Si spazia...gli argomenti ispirati dal sentire possono allontanare temporaneamente dal proprio soggetto...del resto è bene prendersi delle pause...distogliere lo sguardo...non essere fermo su un dato punto: a guardare solo una cosa si perde tutto il resto.

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  3. Fra le altre cose, un blog può rappresentare per chi lo scrive (ma anche per chi legge e commenta soltanto) un buon esercizio di tolleranza e di ascolto, di apertura verso gli altri...

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  4. la definizione calza alla perfezione per la parola blog...
    credo proprio che i blog nascano per questa esigenza che tutti hanno di comunicare. la vita attuale restringe gli spazi di contatto con gli altri e per questo anche nelle poche occasioni reali rinunciamo ad attaccare discorso con la persona che aspetta l'autobus con noi, oppure fa la fila ni banca, ecc... Il blog invece ci fa riscoprire quella comunicatività che abbiamo in quanto esseri perfettamente normali e non sociopatici... eheheheh
    ^_______________________^

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  5. Un pò ci riabitua a farlo...come una fisioterapia che recupera certi movimenti dell'arto persi dall'inattività forzata.

    Buon Weekend
    Prof.sa Pupottina

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