Questo pupazzetto non ci rappresenta, ma esprime lo stato d'animo della precarietà,
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D.O.C.









martedì 16 giugno 2009

SOLIDARIETA' E DIGNITA'

Vorrei sottolineare un passo di Marco Tosatti sulla Stampa relativo all'intervento a Ginevra del Monsignor Silvano Maria Tomasi (l'intero articolo http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=196&ID_articolo=436&ID_sezione=396&sezione=):

"...Poi, bisogna ricordare la solidarietà in questo momento difficile - ha detto ancora l'arcivescovo - perché attraverso la solidarietà si aggiunge un elemento importante per uscire dalla crisi. Ma, soprattutto, una soluzione al problema con cui ci confrontiamo è quella di mantenere l'impiego delle persone, di mantenere i posti di lavoro, e questo lo si può fare aiutando non solo le grandi banche o le grandi compagnie, ma le piccole e medie imprese che danno lavoro sia nei Paesi sviluppati che in quelli poveri alla grande maggioranza di persone''.
Per ottenere tale risultato è necessario, ha detto ancora Tomasi ritornare ''a un preciso concetto di lavoro, il quale ha valore perché è il prodotto di una persona che ha capacità creativa e il cui talento piccolo o grande è messo a servizio del bene comune.
Quindi, anche per quelli che perdono il lavoro rimane questa dignità.
Non è il prodotto che fanno che è importante - anche se necessario, è chiaro - ma è la loro dignità di persone sia quando lavorano che quando non lavorano.
Questo è bene ricordarlo di fronte al rischio che ci possano essere circa 50 milioni di persone che hanno già perso o che perderanno il lavoro prima che questa crisi si sblocchi''.

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