Questo pupazzetto non ci rappresenta, ma esprime lo stato d'animo della precarietà,
a cui non Vogliamo Assomigliare ...
la scelta è ... In Direzione Ostinata e Contraria
D.O.C.









domenica 14 giugno 2009

LA PRIMA IMMAGINE DELLA MEMORIA




Sfebbrato e ristabilitosi dal tifo petecchiale, per tutto il tempo che visse con loro fino al Ramadan, divenne uno di loro, vestii come loro, imparò la lingua, visse nelle loro case, lavorò con loro.
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"La prima immagine che mi viene in mente, ricorda mio Padre, quando penso alla Bosnia, sono le risate dei Bambini mentre giocano e si divertono e mi chiamano - Memmet -e mi fanno sentire uno della loro gente.
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La voce del Muezzin che risuona nella vallata, i piatti tipici come il cevapi o il burek, lo yogurt, la ricotta e i formaggi stagionati come il nostro parmigiano, la loza una grappa (perchè anche se mussulmani bevono grappa e vino eccellente).
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Poi ci sono le emozioni forti che rimangono nel cuore anche a distanza di anni: la sensazione di pace e tranquillità che a volte si ha contemplando la natura, la sensazione di aver vissuto in quei luoghi forse in una Vita precedente, l'affetto della gente nonostante ti conoscano da poco tempo, i legami di amicizia che si creano.
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Questo è quello che per me ha rappresentato questa Terra. Immagini, suoni, emozioni che mi accompagneranno nella Vita".

Forse le cose non sono andate così. La prigionia deve essere stata lunga e sofferta, per questo sostituita da nostro Padre con racconti piacevoli da narrare ... Quando ho modo di vedere su Rai Storia documenti di quegli anni, mi rendo conto, seppur in minima parte perchè è un'esperienza che non ho vissuta direttamente, della voglia di dimenticare e di guardare alla Vita senza trasmettere a noi figli angoscie o paure, ma serenità.

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