Questo pupazzetto non ci rappresenta, ma esprime lo stato d'animo della precarietà,
a cui non Vogliamo Assomigliare ...
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D.O.C.









sabato 13 giugno 2009

IL MOSAICO INCANTATO




di Roberto Bianchi



Presso il focolare, seduta sulla sua sedia a dondolo e con i ferri da calza sulle ginocchia, la saggia nonna veniva invocata dai nipotini, come accadeva una volta:
“Dai Nonna raccontaci una storia!” sorridevano i piccoli, in attesa di una bella favola".
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L’anziana Nonna allora cominciò:
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Pareva tanto sciocco, a Pino, andare per musei a vedere opere antiche e cimeli dell’impero.
“Cosa imparerò da queste cose, io che potrei giocare con la play station e i video games o guardarmi qualche film horror?” si domandava arrabbiato mentre la mamma continuava a trascinarlo tenendolo per mano.
Non capiva che si potevano leggere in quelle opere ricche di secoli, messaggi appassionanti e interessanti… sarebbe bastata un po’ di passione. Niente lo smuoveva, né le figure marmoree più belle e artistiche, né le iscrizioni latine effigiate presso le grandi stanze delle pinacoteche.
Roma, ma anche Ostia, o Ercolano e Pompei, sono ricchissime di mosaici. L’arte del mosaico è stata praticata a lungo in Roma antica, dall’età Repubblicana all’impero, per continuare nel medioevo.
Si possono ammirare molteplici mosaici nella nostra capitale. Pino si trovò davanti a scene, composte da tesserine vecchie di millenni. “Ci sono scene di gladiatori e guerre, ma vedi, puoi anche osservare come sedevano per mangiare i patrizi dell’età dei Cesari!” disse la mamma a Pino davanti a un mosaico. Era vero, quelle opere parlavano dei tempi che furono, erano come libri aperti sul passato, ma Pino non riusciva a leggere quanto da esse indicato, non si appassionava. Ci pensò una tesserina di uno dei mosaici della chiesa di Santa Pudenziana, in via Urbana, a creare la magia. La tesserina era una di quelle che facevano parte di una delle tante creazioni esistenti nella splendida Città dei sette colli.
Si mosse davanti agli occhi attoniti di Pino e gli disse: “Mi pari assi annoiato!”Pino capì subito di trovarsi innanzi a una magia e gli passò la paura. Cominciò a interessarsi ma chiese:“Va bene, i mosaici sono belli e con un po’ di fantasia paiono vivi, ma che cosa imparo da voi, non mi sarebbe più utile starmene con i miei video-giochi?”
Allora la tesserina senza tema alcuna di sbagliare, sapendo che gli stessi numi tutelari dell’antica Roma perpetuavano nel tempo sentimenti giusti e proficui agli uomini, rispose: “Vedi? Noi tesserine del mosaico possiamo insegnarti una cosa fondamentale, a te che nella tua epoca vivi in un secolo di egoismo ed egocentrismo!”
“Io penso per me e non m’interessa del prossimo!” ribatté tosto Pino.
“Guardaci bene, a noi tesserine. Ognuna di noi da sola non serve a niente, tutte insieme invece formiamo questo splendido mosaico!” fu così che Pino comprese quanto nella vita erano importanti la fratellanza e l’unione.
“Grazie tesserina magica, ho capito una delle chiavi dell’esistenza: l’unione dà senso a tutto!”

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