Questo pupazzetto non ci rappresenta, ma esprime lo stato d'animo della precarietà,
a cui non Vogliamo Assomigliare ...
la scelta è ... In Direzione Ostinata e Contraria
D.O.C.









mercoledì 3 giugno 2009

INDENNITA’ DISOCCUPAZIONE ORDINARIA


È una prestazione a sostegno del reddito concessa a quei lavoratori che vengono a trovarsi senza lavoro, quindi senza retribuzione, per le seguenti ragioni:

1- licenziamento;
2- sospensione per mancanza di lavoro;
3- scadenza del contratto;
4- dimissioni per giusta causa, specificate in:
- molestie sessuali;
- mancato pagamento della retribuzione;
- modifica peggiorativa delle mansioni lavorative;
- il cosiddetto mobbing;
- notevole variazione delle condizioni di lavoro a seguito della cessione
dell’azienda ad altre persone, fisiche o giuridiche;
- spostamento del lavoratore da una sede all’altra, senza comprovate
ragioni tecniche, organizzative e produttive;
- comportamento ingiurioso del superiore gerarchico.
Negli altri casi le dimissioni non danno diritto ad ottenere l’indennità.
A partire dal 17 marzo 2005 spetta anche ai lavoratori che sono stati sospesi da
aziende colpite da eventi temporanei non causati né dai lavoratori né dal datore di
lavoro (mancanza di lavoro, di commesse o di ordini, crisi di mercato ecc.).

A CHI SPETTA
- Agli operai, impiegati, equiparati ed intermedi anche se assunti con contratto part time
o a tempo determinato;
- ai dirigenti di qualsiasi settore privato;
- ai lavoratori a domicilio, ma solo nel caso di licenziamento/cessazione del rapp
o rto di lavoro e non di sospensione del lavoro tra una commessa e l’altra;
- ai lavoratori impiegati in attività stagionali o attività soggette a periodi di sosta;
- ai lavoratori occupati occasionalmente in sostituzione di altro personale;
- ai lavoratori assunti con contratto di formazione e lavoro;
- ai lavoratori con contratto di solidarietà;
- ai portieri di stabili;
- ai lavoratori assunti in Italia ed operanti all’estero in paesi non convenzionati
o con i quali non esistono accordi di sicurezza sociale;
- ai soci di cooperative, con l’esclusione di quelle disciplinate dal Decreto del
Presidente della Repubblica 602/70 (facchinaggio svolto anche con l’ausilio
di mezzi meccanici o diversi, trasporto il cui esercizio sia effettuato personalmente
dai soci proprietari od affittuari del mezzo ecc.).

A CHI NON SPETTA
- i lavoratori che si dimettono volontariamente, ad eccezione delle lavoratrici
madri e dei lavoratori padri che si dimettono durante il periodo in cui è
previsto il divieto di licenziamento (dall’inizio del periodo di gravidanza fino
al compimento del 1° anno di età del bambino);
- i lavoratori parasubordinati ;
- i lavoratori autonomi;
- i lavoratori con contratto a part time verticale per i periodi di pausa dell’attività
lavorativa;
- i lavoratori a domicilio, per i periodi intercorrenti tra una commessa e l’altra
nel corso del rapporto di lavoro;
- i lavoratori extracomunitari con permesso di soggiorno stagionale;
- - gli apprendisti;
- i caratisti, gli armatori e i proprietari armatori imbarcati su navi da pesca da
loro stessi armate;
- i lavoratori con contratto di compartecipazione agli utili;
- i ministri del culto che esercitano il loro ministero in modo esclusivo;
- i soci delle cooperative della piccola pesca di cui alla legge 250/58;
- i soci delle cooperative teatrali e cinematografiche.


REQUISITI ESSENZIALI
1- Avere svolto un’attività lavorativa, con il relativo versamento del contributo almeno due anni prima del licenziamento;
2- Iscrizione al Collocamento (Centro per l’Impiego competente per territorio);
3- avere almeno un anno di contribuzione (equivalente a 52 contributi settimanali)
nei due anni che precedono la data di cessazione del rapporto di lavoro.
(Es. cessa il lavoro il 4/6/2009 occorre aver maturato almeno 52 settimane di contributi dal 2007 al 2008).

CHE COSA FARE
Presentare la domanda alla sede Inps anche territorialmente non competente, è obbligata a ricevere la domanda.
La domanda deve essere presentata, pena la decadenza dal diritto, entro:
- 68 giorni dalla data di sospensione o licenziamento per motivi connessi alla
situazione aziendale;
- 98 giorni, in caso di licenziamento in tronco per giusta causa
- La domanda va redatta sull’apposito modulo DS21 reperibile presso le sedi
Inps, allegando:
- la dichiarazione resa dall’ultimo datore di lavoro sul modulo DS22 (per i lavoratori
domestici DS22LD) che indica i periodi di lavoro e le relative retribuzioni.
In alternativa, è possibile presentare una dichiarazione sostitutiva
con cui autocert i f i c a re le informazioni relative all’ultimo rapporto di lavoro.
- la dichiarazione per le detrazioni d’imposta richieste;
- la dichiarazione di responsabilità di essere disoccupato e di aver provveduto
a presentarsi presso il Centro per l’impiego più vicino alla residenza o al
- domicilio abituale per l’immediata disponibilità all’attività lavorativa.

Chi paga e per quanto tempo dura l’indennità
L'indennità viene pagata direttamente dall'Inps.
Il periodo massimo indennizzabile, per i trattamenti
di disoccupazione ordinaria con requisiti normali, è stato elevato a otto
mesi per i soggetti con età anagrafica inferiore a 50 anni e a dodici mesi per i
soggetti con età anagrafica pari o superiore a 50 anni.
Per poter ottenere una seconda indennità, dopo un altro periodo
di lavoro, è necessario che sia trascorso il cosiddetto “anno mobile”, cioè un
periodo di 365 giorni a partire dalla data di inizio della prima prestazione.

Quanto spetta
L’indennità Spetta nella misura del 60% della retribuzione
media lorda dei sei mesi, al 50% per i due mesi seguenti e al 40% per
i restanti(per i soggetti con età anagrafica pari o superiore a 50 anni l’indennità dura
12 mesi).

Termine del pagamento
Il pagamento termina quando il disoccupato:
- ha percepito tutte le giornate di indennità;
- viene avviato ad un nuovo lavoro (il lavoratore dovrà comunicarlo immediatamente
all’Inps), salvo il caso in cui si rioccupi per un periodo non s u p e r i o re ai 5 giorni
consecutivi;
- inizia un’attività di lavoro autonomo;
- viene cancellato, per qualunque motivo, dalle liste dei disoccupati.

2 commenti:

  1. ma perchè ai soci di coperative ex DPR 602/70 in tema di indennità di disoccupazione e mobiltà nessuno pensa? Sono tanti lavoratori e sottolineo lavoratori, la qualifica di socio seppur reale è nella maggior parte dei casi fittizia, tanto che la maggior parte di questi lavoratori non sa neanche che comporta anche l'assenza delle predette indennità.
    Ma sarà sempre così? Questi soci/lavoratori oltre a percepire stipendi bassi, avere uno dei peggiori contratti nazionali, non avranno dunque mai diritto alle tutele di tutti gli altri lavoratori?

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  2. Il Tuo Sfogo è più che giustificato ... sono situazioni che in mancanza di meglio si accettano, sempre meglio che lavorare in nero o rimanere senza lavoro, è la così detta zona grigia, dei diritti a svendere, che riguarda la fascia debole dell'offerta di lavoro, costituita in gran parte dalle donne oltre che dai giovani.
    Auguriamoci una maggior Tutela con i dovuti riconoscimenti anche al "Lavoro" in Cooperativa.

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