Questo pupazzetto non ci rappresenta, ma esprime lo stato d'animo della precarietà,
a cui non Vogliamo Assomigliare ...
la scelta è ... In Direzione Ostinata e Contraria
D.O.C.









martedì 9 giugno 2009

ELENA DALLA PROVINCIA DI ROMA

Un'Altra Voce si accoda:

Il Tuo messaggio sul lavoro precario mi ha colpito al cuore!
La mia breve storia di atipica-precaria-nonsochealtro è questa: mi sono laureata in lettere nel 2002 (a pieni voti, ma questo conta relativamente), mi sono specializzata come bibliotecaria (un anno di corso pagato con soldi UE); ho svolto anche io i più svariati lavori durante il mio percorso di studi (cameriera, centralinista, postina,...) e "finalmente" è cominciata la mia Vita da precaria: co.co.co/co.co.pro. presso biblioteche ed enti pubblici, fino all'attuale contratto atipico a tempo determinato in un Comune della Provincia di Roma, dove svolgo mansioni di alta responsabilità/professionalità senza alcun riconoscimento (e senza alcuna attinenza con il mio percorso di studi).
Ho trent'anni, un compagno, un mutuo da pagare e penso se sia il caso di essere madre ... Ma chi ha il coraggio? il futuro è troppo precario per noi Atipici...
Qualche volta mi sento come quel pupazzetto, ma non può essere dipeso solo da Me, ci deve essere qualcos'altro nella struttura delle cose che evidentemente non Va.
Le cose poi da qualche mese sono peggiorate a causa della crisi, che risentiamo anche Noi, alcuni contratti non sono rinnovati, nonostante il maggior afflusso in biblioteca di persone che evidentemente hanno perso il lavoro, e non trovano di meglio che dedicarsi alla lettura.
In qualche modo devo sentirmi fortunata, perchè una qualche specie di lavoro ancora c'è l'ho:
Ma per Quanto?
Ciao
da Elena

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