Questo pupazzetto non ci rappresenta, ma esprime lo stato d'animo della precarietà,
a cui non Vogliamo Assomigliare ...
la scelta è ... In Direzione Ostinata e Contraria
D.O.C.









lunedì 8 giugno 2009

DOMANI NELLA BATTAGLIA PENSA A ME


La Trama

Il titolo è tratto dal "Riccardo III" di Shakespeare: è la maledizione che il fantasma della regina Anna scaglia sul re che l'ha fatta uccidere. Ma la storia è ambientata nella Madrid dei nostri giorni, dove l'io narrante, Victor Francés, sceneggiatore per il cinema e la tv, vive.
Victor conosce Marta, una donna sposata che gli muore tra le braccia proprio la notte del loro primo convegno amoroso.
Fugge, ma resta prigioniero del passato della donna e decide di ricostruirlo. Sarà un viaggio di esplorazione nei misteri del cuore umano, ricco di sorprese, drammi, colpi di scena.

Recensione
Leggendo mi sono imbattuto in questa scritta da Graziana grazi77@hotmail.it, che ha il merito di focalizzare la chiave di lettura di questo straordinario Libro:

L'autore si incontra e si scontra continuamente con mondi possibili, non è drammatico, semplicemente affronta in maniera singolare la condizione umana:
l' illusione, la speranza, l'inganno.
La comprensione della vita attraverso la morte: è questo il leitmotiv di tutto il libro ed è solo se si condivide questa affermazione che il libro piace. Diversamente inquieta, spaventa, forse lo si odia.
Marìas dipinge i personaggi nei loro desideri, non in ciò che sono ma in ciò che vorrebbero essere, in luoghi in cui avrebbero voluto trovarsi, in tutto ciò che avrebbero voluto fare e non hanno fatto e non perchè non ne sono stati capaci ma per uno strano scherzo del destino.
Marìas in questo libro è fatalista: forse è questo che non si riesce ad accettare, è questo che può far risultare la lettura noiosa e spiacevole. Ed è ancora per questo che i commenti sono estremi, positivi o negativi. Il libro piace o non piace, si ama o no. Quando un testo ha questo potere non è noioso, anzi. Forse ha la capacità di svelare qualcosa di sè stessi, le proprie paure, le proprie ansie.
Il libro comincia con la perdita di qualcuno (i libri di Marìas esordiscono spesso in questo modo), qualcuno che il protagonista non conosce. Questo particolare darebbe la possibilità a Victor di fuggire e dimenticare l'evento tanto nessuno avrebbe saputo. Perchè non lo fa? perchè avrebbe fatto parte della sua vita comunque, tanto valeva capirlo. Nell'epilogo Marìas spiega che la più completa delle biografie non è fatta d'altro che di frammenti irregolari e zone d'ombra. "Tuttavia sembra intollerabile quando alla fine sappiamo"

Citazioni
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...Si cancella la memoria di chi muore ma chi muore non muore mai del tutto finchè viene ricordato e resta il nome, giace dentro e "incanta" per continuare a vivere da qualche parte;
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... il filo a cui tutti siamo appesi, equilibrio fragile, si cade, ma da che parte non lo si sa, quanto poco è mancato perchè la vita non sia questa ma un'altra;
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...il tempo scorre e di quanto poco rimane traccia;
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...che sofferenza ricordare ciò che abbiamo fatto nell'ignoranza della morte di chi ci è stato vicino.

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