Questo pupazzetto non ci rappresenta, ma esprime lo stato d'animo della precarietà,
a cui non Vogliamo Assomigliare ...
la scelta è ... In Direzione Ostinata e Contraria
D.O.C.









domenica 5 aprile 2009

PRECARIETA' E DANNO ESISTENZIALE

La precarietà ha effetti in termini peggiorativi sulla qualità di vita e sul benessere psicologico del soggetto, provoca stress, è causa di patologie, e per questo è altamente usurante.
Le Sezioni Unite della Cassazione hanno definito in maniera chiara, nella pronuncia del 24 marzo 2006 (Cass., Sex. U., 24 marzo 2006, n. 6572), la nozione di danno esistenziale come pregiudizio che incide «sul fare areddituale del soggetto, alterando le sue abitudini di vita e gli assetti relazionali che gli erano propri, sconvolgendo la sua quotidianità e privandolo di occasioni per la espressione e la realizzazione della sua personalità nel mondo esterno».
La definizione di danno esistenziale dato dalla Cassazione sembra modellato sui principali effetti della precarietà:(riduzione o perdita della capacità di produrre reddito, cambiamenti negativi nelle proprie abitudini di vita e nelle relazioni interpersonali, alterazione della quotidianità, perdita di possibilità rispetto all’espressione e alla realizzazione di sé nel proprio mondo).
Gli stessi elementi che concorrono alla definizione di danno esistenziale concorrono alla definizione di qualità della vita.
La definizione di qualità della vita, ad esempio, di Sartorius, che riprende quella della WHO, come “percezione degli individui della propria posizione nella vita in relazione ai propri obiettivi e al sistema di valori che essi hanno accettato e incorporato nel prendere le loro decisioni rimanda alla possibilità di “occasioni per la espressione e la realizzazione della sua personalità nel mondo esterno” citate nella definizione del danno esistenziale da parte della Cassazione.
Per la misurazione della qualità della vita ci sono due principali ordini di indicatori:
quelli soggettivi e quelli oggettivi.
Indicatori soggettivi
Gli indicatori soggettivi si riferiscono alla percezione e alla valutazione che il soggetto ha della propria vita individuale e collettiva nelle diverse aree, cioè della personale soddisfazione per la propria vita.
Gli indicatori soggettivi maggiormente citati in letteratura sono:
-percezione del proprio benessere psicologico e del proprio funzionamento fisico e sociale (uso adeguato delle opportunità offerte dalla società);
-percezione soggettiva individuale della propria esistenza soddisfacimento delle proprie aspirazioni;
-autovalutazione della propria realizzazione nel contesto del proprio sistema di valori e nelle varie aree della vita (famiglia, lavoro, amicizia, sessualità, pensionamento, salute);
-stima globale di sé.
Indicatori oggettivi
Gli indicatori oggettivi si riferiscono agli aspetti materiali della vita nelle sue diverse aree (lavoro, famiglia, luogo di vita, relazioni sociali, ecc.)
Gli indicatori oggettivi maggiormente citati in letteratura sono:
-abitazione
-lavoro
-livello economico
-reddito
-tempo libero e sua organizzazione
-ambiente fisico, ecologico,
-rete di relazioni sociali e culturali
-istruzione e sistema educativo
-livello di salute ed efficacia dei servizi sociali e sanitari
-sicurezza sociale
-provvedimenti per evitare disuguaglianze verso i membri più deboli della società
-interventi per tutelare pensionati, disoccupati, bambini minorati fisici e psichici
-rispetto delle minoranze e dei diritti umani in generale
-grado di libertà, giustizia, democrazia di un Paese.
La valutazione del danno esistenziale implica modificazioni peggiorative di uno o più degli indicatori descritti (ad es. perdita della casa, del lavoro, abbassamento del livello economico, discriminazioni, perdita della libertà) che sono considerati significativi nella misurazione del livello di qualità della vita e di benessere dell’individuo.
E’ utile, in questo genere di valutazione, servirsi di un approccio multidimensionale.
Riadattando i fattori individuati da Cella e Tulsky (1990) in riferimento alle ricerche oncologiche si può ad esempio riferirsi, nella valutazione di un danno esistenziale conseguente a una lesione della salute a:
-insorgenza di preoccupazioni fisiche (sintomi e dolore)
-perdita di abilità funzionali
-perdita di benessere familiare
-perdita di benessere emotivo
-insoddisfazione per il trattamento (incluse le preoccupazioni finanziarie)
-insorgenza di problematiche nell’area della sessualità e dell’intimità
-riduzione del funzionamento sociale abituale
-riduzione del funzionamento lavorativo abituale
-perdita di spiritualità
Il processo operativo attraverso il quale può essere effettuata un’azione di misurazione di perdita della qualità della vita e di benessere psicologico in relazione all’evento lesivo Precarietà può essere rappresentato secondo il seguente modello:
analisi del peggioramento delle condizioni di vita del soggetto in relazione agli indicatori oggettivi (ad es. , perdita del lavoro,perdita della propria casa, divorzio, trasferimento forzato con conseguente cambiamento di abitudini......... ); analisi del peggioramento della percezione che il soggetto ha della propria qualità della vita e del proprio benessere, in relazione agli indicatori soggettivi (ad es. perdita di possibilità rispetto alla realizzazione delle proprie aspirazioni, calo dell’autostima, peggioramento della visione che il soggetto ha del proprio futuro e delle proprie aspettative).
Art.1 della Costituzione "L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro",
Se questo è il primo enunciato sentito più di ogni altra cosa …
da chi aveva patito le barbarie della guerra, la dittatura, lo svilimento di ogni principio etico e morale, un motivo evidentemente c'è e non è casuale.
Il lavoro è la pietra angolare su cui fondare l'esistenza dell'individuo e di riflesso della società, è il principio di tutto:
la base di ogni istituzione giuridica e sociale, il volano per la ricostruzione morale, partendo dalla dignità dell'essere umano, elemento imprescindibile e prioritario.

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