Questo pupazzetto non ci rappresenta, ma esprime lo stato d'animo della precarietà,
a cui non Vogliamo Assomigliare ...
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D.O.C.









mercoledì 15 aprile 2009

INVISIBILI PRESENZE PRIMORDIALI

Malaria, la bella fiction andata in onda questa sera, ha riportato alla luce gli aspetti primitivi e arcaici del mondo contadino. Non c'è alcuna distinzione tra Nord, Centro o Sud dell' Italia, è tutto accomunato dagli aspetti magici, primordiali, pagani; ben descritti da Calo Levi in Cristo si è fermato ad Eboli.
I contadini appartengono a un mondo a sé, le faccende politiche non li riguardano, non erano fascisti, così come non sarebbero stati liberali o socialisti.
Per loro esiste la grandine, la fame, la siccità, la malaria e poi c'era lo Stato, che li aveva mandati a combattere sul Carso, e poi sugli altopiani dell'Abissinia, quello stesso Stato che da sempre imponeva le tasse e le leggi.
Per il mondo contadino c'è una rassegnazione senza speranza ai mali che li colpiscono siano essi naturali o causati da eserciti invasori o da governi sentiti più lontani del cielo.
Appartengono ad un mondo che si ripete e si tramanda dalla notte dei tempi, quando non c'era alcun confine tra il mondo degli uomini da quello delle bestie e degli spiriti.
"Il paese pareva deserto...I contadini erano nei campi, le donne si celavano dietro le porte semichiuse...il cielo era pieno del volo nero dei corvi, e ,più in alto, delle grandi ruote dei falchi: ci si sentiva guardati...Invisibili presenze bestiali si manifestavano nell'aria, finché, di dietro ad una casa, compariva , con un balzo delle sue gambe arcuate, la regina dei luoghi , una capra, e mi fissava con i suoi incomprensibili occhi gialli."
( Carlo Levi-Cristo si è fermato a Eboli ).
Riconosco gli echi di quel mondo, in qualche parte del mio animo, ne avverto le tracce, come carboni sotto la cenere, perché da esso discendo, dalla terra della sabina. Riconosco gli atteggiamenti degli abruzzesi, calmi e rassegnati, composti e dignitosi, gli echi di quel mondo che ci accomuna tutti.

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