Questo pupazzetto non ci rappresenta, ma esprime lo stato d'animo della precarietà,
a cui non Vogliamo Assomigliare ...
la scelta è ... In Direzione Ostinata e Contraria
D.O.C.









martedì 7 aprile 2009

1+1

La definizione di danno esistenziale calza al concetto di precarietà.
La tentazione di dare la colpa allo Stato è forte, perché ha istituzionalizzato la precarietà, pur puntando sulla flessibilità, concetto più elevato e maggiormente accettabile; ma se cedessi alla tentazione di dare la colpa a terzi per qualcosa che non ho risolto, finirei per smentire me stesso nei presupposti di questo blog.
Non dico che questo sia il miglior mondo possibile, ma dato che bisogna sopravvivere, meglio cogliere gli aspetti positivi, le opportunità e non arrendersi alle difficoltà, vedere che cosa si può e si deve fare.

RACCOGLIERE LA SFIDA, anche quella impossibile o particolarmente impegnativa, altrimenti che
gusto c'è.
 
Di contrattino in contrattino, proseguire per il proprio cammino, mantenere la rotta sempre e comunque, darsi da fare per uscire dalle secche e per guadagnare il mare aperto.
 
Capita d'incrociare durante il proprio percorso persone che ti spingono a rassegnarti, a mollare, in nome di un realismo che non si capisce a chi e a che cosa possa giovare, se non a perdere il senso di appartenenza, un'identità in ciò che facciamo e crediamo.
Di fronte ad un bivio bisogna decidere che cosa fare: realizzare il proprio obiettivo, puntando verso l'alto, oppure vivere di rimpianti, sentirsi sfigato e franare senza più arrestarsi, pur credendo semplicemente di accontentarsi.

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