Questo pupazzetto non ci rappresenta, ma esprime lo stato d'animo della precarietà,
a cui non Vogliamo Assomigliare ...
la scelta è ... In Direzione Ostinata e Contraria
D.O.C.









sabato 21 marzo 2009

SCELTE DI CONDOTTA

Nel lavoro come nella vita, sono necessarie delle scelte di condotta.
Onestà sempre e comunque, a prescindere che il particolare rapporto lavorativo sia conflittuale o meno.
Affidabilità sempre, sia nei rapporti diretti che quelli mediati .Significa portare a termine il contratto, fare meno assenze possibile, svolgere il proprio lavoro coscienziosamente ed al meglio delle proprie possibilità.
Collaborazione per raggiungere un risultato comune che avvantaggi tutti. Comunicare le proprie competenze ed acquisirne di nuove attraverso l' interscambio e la pratica (secondo l'impostazione del metodo scientifico e della circolazione delle informazioni).
Essere convinti che un atteggiamento aperto, collaborativo, disponibile, cordiale paga sempre e rappresenti la condizione necessaria per continuare a lavorare, anche dopo, quando il contratto ha avuto termine, l'obiettivo è costituire e mantenere dei contatti.
La percezione del mondo circostante, nell'ambiente di lavoro, è basilare. Capire le persone con cui condividiamo il lavoro, superare i pregiudizi, le sensazioni immediate di simpatia o di antipatia, perché spesso ciò che appare è profondamente differente da ciò che è, ma soprattutto non avere paura dell' altro, non partire con l'idea di dover competere, dimostrare e vincere ad ogni costo: nulla di più sbagliato.
Amare il proprio lavoro, significa anche condividere e se necessario aiutare senza per questo sentirsi defraudati, sminuiti del proprio ruolo, prestigio, potere. Essere generosi in modo gratuito arricchisce sempre, sia chi dà sia chi riceve, anche quando non si è compresi.
Riconoscere i propri limiti, non avere paura di ammettere di non saper fare una cosa, di aver bisogno di un aiuto e di chiedere chiarimenti, spiegazioni o ulteriori informazioni.

Partire da una posizione di buona fede non significa essere degli sprovveduti, l'attenzione va comunque mantenuta alta, tenuto anche conto del grado di responsabilità a cui si è chiamati a rispondere; ma è la condizione base per costruire con gli altri dei buoni rapporti di lavoro, e per raggiungere insieme degli obiettivi.
Può darsi che non sia sempre possibile realizzare un intento così universale e di estrema apertura, ma ciò che conta è crederci profondamente sempre e comunque.

E' come nel concetto matematico di tendenza al limite (infinito), l'importante è muoversi verso quella direzione.

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