Questo pupazzetto non ci rappresenta, ma esprime lo stato d'animo della precarietà,
a cui non Vogliamo Assomigliare ...
la scelta è ... In Direzione Ostinata e Contraria
D.O.C.








sabato 21 marzo 2009

RATEI, RISCONTI, FATTURE DA RICEVERE E/O DA EMETTERE

Non di rado mi è capitato di dover annaspare tra un anno e l’altro per la gestione di questi valori, che dovrebbero bilanciarsi a somma zero.
Senza far nomi per ovvi motivi di riservatezza, gli accantonamenti avvenivano alla fine dell' anno senza alcun criterio in modo disordinato, o cumulativo e indifferenziato.
Il risultato è che nell’anno nuovo, ricostruire le cifre diventava un vero rompicapo, un lavoro da scoraggiare i più volenterosi e pazienti contabili, categoria cui penso o spero di appartenere.
Che cosa è un Rateo?
Parliamo di costi e ricavi a cavallo di due annualità.
Il bilancio di una Società è redatto secondo il principio di competenza. Il Rateo rappresenta un costo oppure un ricavo la cui manifestazione, entrata o uscita di denaro, si avrà nell’anno successivo.
In base al principio di competenza e di completezza dobbiamo scorporare la quota di costo o di ricavo da imputare nell’anno in cui andiamo a rilevare il risultato d’esercizio.
Esempio:
il 15 gennaio 2009 si paga l’affitto trimestrale di un locale.
Il rateo sarà calcolato dal 15 ottobre 2008 al 31 dicembre 2008 come costo di competenza.
Il Risconto è l’inverso del rateo, un costo o un ricavo che ha avuto manifestazione numeraria, ossia un'entrata o un’uscita nell’anno in corso, è per quota parte di competenza dell’esercizio futuro.

Un consiglio pratico: il rateo aggiunge qualcosa, il risconto toglie qualcosa.
 
In questo caso (Risconto) occorrerà scorporare la parte di costo o di ricavo da rinviare al futuro esercizio.
Le fatture da ricevere, (vedere il post dedicato -A GENTILE RICHIESTA: FATTURE DA RICEVRE), contengono costi di competenza dell’esercizio in cui avviene la chiusura, ma che abbiamo ricevuto nell’anno successivo (vedi il post - COMPETENZA ECONOMICA, CONTABILE E TEMPORALE ) .
Si tratta di ordini di beni già consegnati, di servizi già prestati, di cui abbiamo i contratti, le bolle di consegna e i fogli di lavoro.
La data della fattura non è discriminante, infatti, possiamo ricevere fatture con data del nuovo anno ma che fanno riferimento, i costi, all’esercizio passato.
Discorso speculare e opposto, per i ricavi, è quello delle fatture da emettere (vedere il post dedicato-FATTURE DA EMETTERE).
L’accantonamento o lo storno, in genere le operazioni di chiusura avvengono nell’anno nuovo, (questo per chi si occupa di contabilità da poco, non deve pensare che gli accantonamenti sono effettuati esclusivamente nell’anno di chiusura - anch'io, i primi tempi credevo a questo e mi sbagliavo).
Veniamo al dunque.
Come detto in genere si procede in modo disordinato proprio nella materia che più richiede ordine e accuratezza.
M'ispiro a un metodo appreso in una struttura di eccellenza quale Il Cerved, dove con un sistema semplice e chiaro riuscivano a gestire questi valori, soprattutto a monitorare giornalmente che la somma riferita ai due esercizi andasse a zero.
La creazione di un foglio Excel con l’indicazione: Fornitore, Numero Fattura, Data, Importo; costituisce la base dei dati per bilanciare i valori nei due esercizi.
Es. creando l’accantonamento al 31/12 di un costo la cui fattura ci è pervenuta nell’esercizio successivo, è cura del contabile riportare nel foglio di raccordo pochi estremi di riferimento, e procedere alla doppia registrazione:
Una a fine anno di accantonamento
Costo......... a............ fatture da ricevere
L’altra nell’anno nuovo
Fatture da ricevere.... a.......... Fornitore XZ
Iva su acq.
Fatture da ricevere nei due esercizi dovranno avere lo stesso importo ma rilevato in sezioni contrapposte.
Se i due valori non corrispondono, è facile capire che cosa abbiamo dimenticato, consultando il foglio Excel, che costituirà per il controllo  un giustificativo indispensabile per ricostruire le varie operazioni di completamento e chiusura.
Mi è capitato di lavorare in molti posti e di aver trovato il caos più totale in merito a questi conteggi, a volte la soluzione era di chiudere in modo approssimativo con contabilizzazioni riepilogative ed indifferenziate, contro ogni principio contabile di correttezza e chiarezza
(la classica pezza).
PS: Spero di essere riuscito a contenere "la moria delle Vacche", mi riferisco all'ortografia:-).

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