Questo pupazzetto non ci rappresenta, ma esprime lo stato d'animo della precarietà,
a cui non Vogliamo Assomigliare ...
la scelta è ... In Direzione Ostinata e Contraria
D.O.C.









sabato 21 marzo 2009

LA RELATIVITA' DEL TEMPO

Non conta davvero quanto tempo hai lavorato per una data azienda, ma quello che sei riuscito a mettere a frutto.
A volte mi è capitato di imparare più in un mese che in un anno di lavoro.
Ovviamente il discorso s'inquadra in un contesto di precarietà.
La condizione più desiderabile è la stabilità lavorativa, ma quando questa è irrealizzabile almeno nell'immediato, bisogna accontentarsi della continuità nel tipo di lavoro, e nella frammentazione del tempo e luogo di lavoro.
Alla fine conta solo ciò che fai ( aggiungerei come lo fai e che ti pagano) non per chi lo fai e dove lo fai.

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