Questo pupazzetto non ci rappresenta, ma esprime lo stato d'animo della precarietà,
a cui non Vogliamo Assomigliare ...
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D.O.C.









sabato 21 marzo 2009

IL SIGNIFICATO DI LEGGERE

"Quando si vuole imparare qualcosa non si legge un libro: si parla con qualcuno", da Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano di François Dupeyron. Non a caso il padre di Momo, che amava tanto i libri ed era un introverso, un solitario, di fronte ai problemi della Vita reagisce con la fuga e finisce per soccombere.

Leggere è un atto di apertura al mondo che ci circonda, un confronto indiretto con la nostra Vita e le nostre esperienze; un modo per vedere le cose anche da punti di vista differenti, un esercizio per mettersi nei panni degli altri.
Il padre di Momo era troppo legato all'estetica del libro, al valore dell'edizione, la sua professione di rilegatore aveva ridotto a pochi aspetti esteriori il complesso atto di leggere.
Monsieur Ibrahim deve la sua profondità all'osservazione diretta della gente, dalla capacità di mettersi in relazione con essa con un sorriso disarmante e rassicurante, con una semplicità ed una profondità, proprio perché non vuole spiegare tutto con la ragione "Dico questa è la mia mano, questo è il mio cuore".
Come non stare dalla parte del Signor Ibrahim?
Eppure leggere, nonostante l'apparente solitudine che questo atto comporta, consente in certe situazioni della Vita, di trovare degli stimoli o delle ragioni per non soccombere.
Lo stesso tema, lo stesso confronto è sviluppato in un altro libro indimenticabile di NiKos Kazantzakis in "Zorba Il Greco" e si arriva alla stessa conclusione:
La Vita vissuta è un'altra cosa; ma aggiungerei che leggere aiuta.

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