Questo pupazzetto non ci rappresenta, ma esprime lo stato d'animo della precarietà,
a cui non Vogliamo Assomigliare ...
la scelta è ... In Direzione Ostinata e Contraria
D.O.C.









sabato 21 marzo 2009

IL CAMBIAMENTO COME OPPORTUNITA'

Ciò che conta è quello che si è deciso di fare, la propria vocazione, non importa dove, ma come.
 
Il cambiamento è una forte leva di crescita, un'opportunità di conoscenza di se stessi e del proprio lavoro. Obbliga a confrontarsi con nuove situazioni, a conoscere nuove procedure operative in funzione dell'attività svolta dall'azienda.
Occorre imparare velocemente, abituarsi ad analizzare l'ambiente e valutare le opportunità.

In questa ottica il cambiamento più che un limite è un'opportunità.

2 commenti:

  1. Il limite è nel sistema che nega la crescita professionale, che sgonfia le retribuzioni ad una corsa al ribasso ... è un sistema che fagocita se stesso, del tutto irrazionale e causa principale di recessione .
    Non occorrono maggiori ammortizzatori sociali (non vogliamo l'elemosina), basterebbe creare una struttura in grado di seguire i lavoratori precari, dei Tudor pubblici, possibilmente a livello locale, in grado di seguire i progressi e i problemi dei lavoratori, garantirne un assistenza all'inserimento lavorativo. Ogni lavoratore dovrebbe vedere crecere un punteggio per ogni missione svolta ed in base a quello, tenuto conto di una serie di variabili e determinanti, vedersi attribuire delle priorità d'inserimento lavorativo.
    Le retribuzioni, dovrebbero essere più elevate proprio perchè il lavoro è a termine, come avviene in Paesi più evoluti del nostro.
    Troppa improvvisazione, in quella che doveva essere la svolta al mercato del lavoro troppo ingessato e che invece non ha lasciano scampo ai poveri cristi che lavorano precariamente con contrattini o in nero.

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  2. Spesso a proposito di Cv si dice "aver compilato ...il Cv". Bene se fissiamo l'attenzione compilare, ci ricorda tanto "con Pilato", da cui "aver(cela) con Pilato" ... che ci fa tanto sorridere, ma ricordare la natura di poveri Cristi, di tutti quelli che devono sottostare alle regole e regolette dei Cretini di turno, mentre il "dio mercato" se ne sbatte del Cv europeo ed è tanto se ti fanno lavorare in nero, ed è un miracolo se ti pagano.
    Come non avercela con Pilato, che tanto rappresenta uno Stato così disattento a quel primo articolo Costituzionale " Repubblica Fondata sul Lavoro" e che esso stesso nelle sue strutture utilizza la precarietà nel peggiore dei modi, non valorizzando le persone, ma riducendole a meno di niente, demotivate, scoraggiate ... perse per sempre.

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