Questo pupazzetto non ci rappresenta, ma esprime lo stato d'animo della precarietà,
a cui non Vogliamo Assomigliare ...
la scelta è ... In Direzione Ostinata e Contraria
D.O.C.









sabato 21 marzo 2009

COLLOQUIO DI LAVORO

Ormai ho perso il conto di quanti colloqui ho sostenuto.
Il più delle volte non sono riuscito a dire tutto quello che avrei voluto. Mi sono limitato ad esporre l'ovvio, la Laurea in Econ.e Comm., l'indirizzo commercialistico, il praticantato, le varie esperienze in studi professionali e nelle aziende.
Sembra un percorso fin troppo facile, da privilegiato, quasi fortunato, che non ha conosciuto storture, fin troppo perfetto.Invece ho conosciuto la disperazione, il dolore che non trova consolazione, la paura e peggio di ogni altra cosa i sensi di colpa per ciò che avrei dovuto fare o dire, il giorno che mio Padre, senza alcun preavviso, si addormentò per sempre tra le mie braccia.
Avevo 24 anni: credevo di essere invincibile, al centro del mondo intero, che tutto mi era dovuto. Finii per punirmi. Abbandonai gli studi, trovai lavoro prima come lavapiatti, poi come facchino in un'impresa di traslochi.
Per due anni ero come stordito, ho conosciuto la fatica che abbrutisce, la disperazione più nera, anche se avevo cancellato ogni ricordo di quel giorno, di quegli ultimi infiniti istanti, ma non lo sguardo di mio Padre che mi fissava per l'ultima volta.
Lentamente sono tornato alla vita, avevo toccato il fondo, sentivo che dovevo ricominciare a Sperare.
Decisi di ricominciare a studiare. Preso da una frenesia mai conosciuta prima, in 33 mesi ho sostenuto 17 esami ( gli altri 8 li avevo sostenuti prima), più ho preparato e discussa la tesi, senza smettere di lavorare.
Le amarezze, la fatica, il dolore e la disperazione; mi fornirono di una motivazione che non conosceva ostacoli. Era quello il mio modo di riscattarmi dall'anno zero, dalla sconfitta senza alibi.
Dopo la Laurea decisi che dovevo cambiare, non più trovare un lavoro ma, il lavoro. Decisi d'intraprendere la dignitosa professione di contabile e che non avrei cambiato strada per niente e nessuno.
Ho fatto pratica negli studi professionali, era l'unico modo per imparare e dare un taglio al passato. Una buona palestra che mi avrebbe consentito di entrare in un'azienda e di svolgere la mia attività, anche in età avanzata, perchè nel mio campo si migliora col il tempo.
Da allora ho fatto molti progressi, ho recuperato molto tempo, lavorando sodo, non concedendomi altre distrazioni.
Ancora oggi lotto per andare avanti e consolidare quello che sono riuscito a concquistare poco per volta.
Ecco vorrei poter dire tutto questo, almeno una volta, a chi mi chiede, un pò annoiato e distratto:
 " Mi dica qualcosa, parli un pò di Lei. Perchè ha cambiato così spesso lavoro?".

1 commento:

  1. Ti ammiro molto per la tua forza, la tua costanza, il tuo coraggio, la tua energia psicologica instancabile.
    Ti auguro, dal più profondo del cuore, che le tue fatiche vengano ricompensate appieno.
    Te lo meriti. Te lo sei guadagnato.
    Che la Fortuna guardi dalla tua parte!

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