Questo pupazzetto non ci rappresenta, ma esprime lo stato d'animo della precarietà,
a cui non Vogliamo Assomigliare ...
la scelta è ... In Direzione Ostinata e Contraria
D.O.C.








martedì 22 luglio 2014

IL SALUTO ISLAMICO

“Assalamu aleikum”, che significa “Pace su di voi” riferendosi agli angeli che ognuno di noi ha sulla destra e sulla sinistra, per scrivere le nostre buone e le cattive azioni.
 
La risposta è “Aleikum salam” che significa “Su di voi la pace”.
 
Questo mi ha spiegato Luigi, un tunisino che insieme alla nipote, Stella, ha un banco di dolci e di cibi tipici, davanti alla Moschea di Roma, e che i mussulmani possono degustare solo dopo le nove della sera, a causa del Ramadan.
 
Vedi, mi dice Luigi, ma il suo vero nome è molto più difficile da ripetere e ricordare:
“Ciò che è inteso dal saluto di ‘Assalamu aleikum’ è il saluto tra la gente , che getta i semi dell’amore e dell’amicizia nei loro cuori , come il dare cibo. Può esserci debolezza nel cuore di uno di loro, che è espulsa quando egli viene salutato , o ci può essere dell’ostilità , che è trasformata in amicizia attraverso il saluto.”
 
Porto loro buste di plastica, pellicole, vassoi di cartoni ed altro ancora ... e spesso ho modo di parlare con loro e d'imparare cose sorprendenti davvero, se mettiamo da parte gli stereotipi, i pregiudizi e i timori dettati dall'incomprensione e dall'ignoranza.
 
Così Luigi mi parla con simpatia ed amicizia, e mi spiega:
 
Capita a volte di provar rancore – sentimento da evitare- verso un fratello, per aver subìto torto da lui. Cosa fare? “se lo incontro per strada non lo saluto nemmeno!”, oppure “faccio finta di non vederlo”, o “cambio completamente strada!”. A quanti di noi è successo? Ecco, tutte e tre le soluzioni sono completamente sbagliate. Dobbiamo salutare lo stesso la persona con “Assalamu aleikum”, inshaAllah con quel saluto Allah  ci aiuterà a non portar rancore verso il fratello.
Un musulmano non può rompere completamente i rapporti con un altro musulmano, al massimo può essere arrabbiato solo per tre giorni, il tempo sufficiente per far capire al fratello che ha sbagliato, NON DEVE superare i tre giorni.
 
Paolo! la vita è meravigliosa, se la viviamo in tranquillità, affrontando tutto ciò che Iddio ci manda nel bene e nel male,  e che è previsto fin dalla nostra nascita, come percorso di crescita e di miglioramento.
 
Non si vive solo per il denaro, il successo e la competizione ... c'è molto di più da riscoprire e considerare come prioritari ... la fede in Dio che tutto è stato scritto a fin di bene per noi stessi ... l'amore per il prossimo, il rispetto per i propri Genitori, per la propria consorte e l'amore per i figli.
Vivere in Pace è il desiderio di ogni uomo, come quello di guardare al prossimo non con invidia o cattiveria, ma semmai preoccupandosi del prossimo che non abbia bisogno di aiuto e di conforto.
 
Poi vedo un scintillio negli occhi di Luigi, e quasi ridendo mi dice: ma come è possibile amare un animale, cane o gatto che sia, come fosse una persona, un figlio, un amico? come è possibile tenerlo in casa, lasciargli condividere il letto, la tavola ...  focolaio di germi patogeni che potrebbero intaccare la salute del padrone stesso? Per noi è inconcepibile ... gli animali restano fuori della casa!
 
Probabilmente, gli rispondo, il senso della comunità, i rapporti parentali più stretti e la solidarietà espressa anche solo da un semplice saluto a cui si deve dare risposta, per obbligo morale e religioso ... escludono di fatto la ragione principale per cui si tengono da noi gli animali:
una profonda solitudine nonostante il benessere materiale , inteso in senso edonistico ... di esclusivo vantaggio personale, al più della strettissima cerchia dei propri familiari! 

domenica 13 luglio 2014

AUTOSCATTO


Ho un indole gentile, a dispetto della mia corporatura robusta e dell’altezza  superiore a 1,80.
L’attività fisica non mi pesa, anzi al contrario mi distende e mi fa sentire in buona forma. Sono di temperamento calmo, di fronte ad un problema non perdo la testa e difficilmente mi lascio andare,  cercando in ogni modo  di venirne a capo. Non mi arrendo alle prime difficoltà o sconfitte … lavoro duramente e tenacemente, sopporto sacrifici.
Mi basta davvero poco per sentirmi un re.
Non cerco la compagnia ad ogni costo, e la solitudine non mi pesa affatto... sebbene sappia apprezzare la buona compagnia e le persone piacevoli.
Preferisco essere diplomatico  e cauto nelle dispute, il più delle volte lascio correre … non cerco la lite, ne mi infiammo alla prima scintilla, ma non dimentico mai il torto subito, quando questo mi offende e mi danneggia in modo del tutto ingiusto ed abnorme.
Distinguo le persone dalle loro azioni più che dalle loro parole … osservo i loro gesti, lo sguardo, sono attento ad ogni minimo particolare … quando mi accorgo che qualcuno ingiustamente cerca di calpestarmi, di umiliarmi, di confondermi e di approfittare a proprio vantaggio allora non subisco, non riesco a chinare il capo, ad inghiottire rospi  … non riesco a fargliela passare e non importa con chi ho a che fare … fosse anche una persona potente ed influente,  con me ha chiuso!!
Costi quel che costi.

sabato 5 luglio 2014

BALLA CON I CIUCHI

Buon giorno! Ehm ... vendo buste, shoppers, e non  solo ... tovaglioli, rotolini fiscali per la cassa, rotoloni professionali assorbenti, carta politenata, carta accoppiata, carta svedese,  etc... etc...
 
Homo cretinus
- A me frega niente! ho già tutto ... un tizio "strano" passa ogni mattina e mi rifornisce, poveraccio!!! se compro da te, poi quello fa la fame!! e poi ne ho anche un altro che passa ... francamente siete troppi!!! molesti come le mosche ... ma non avete meglio da fare? Non valete un cazzo! Per questo vi do del tu e vi tratto da merda, cambio il mio ghigno da chi adocchia un potenziale pollo da spennare ... in una smorfia cinica da perfetto imbecille, appena ti qualifichi per rappresentante o venditore ... e poi mi diverto a farti credere che compro qualcosa, salvo poi cambiare idea all'ultimo istante! così per vedere la tua faccia diventare verde, mentre ti sforzi a rimanere gentile e calmo:
che libidine!!! E ti è andata bene ... se no ti facevo aspettare anche una mezzoretta ... prima di dirti che non mi serve niente ^-^
 
Senti stronzetto!! non sto chiedendo  l'elemosina, ne sto  qui a piatire un tuo aiuto ... semmai ti sto offrendo un    s e r v i z i o ... forse non ti sei accorto che ti sto rifornendo di materiali di cui hai bisogno giornaliero, senza staccare il tuo culo dal tuo posto di lavoro, facendoti risparmiare tempo e soldi ... ti rifornisco, insieme agli altri miei colleghi ... che tu definisci poveri diavoli sfigati,  ma che si guadagnano il pane lavorando duramente  anche 18 ore al giorno, 7 giorni su 7!!  comunque noi saremo anche tanti, ma anche i negozi sono tanti!! grazie a Dio! e  nonostante la crisi!!  
Agli stronzi come te, di ogni età - sesso - nazionalità, in cerca di improbabili rivalse dalla vita, prima o poi, si finisce per fare l'abitudine ...  
Fortunatamente non si incontrano sempre persone così:-) inoltre cambiando prospettiva ... quando si incontrano soggetti di tale specie ... si ha poi il modo di apprezzare maggiormente le persone di natura assai differente ... scoprendo il piacere dei rapporti umani autentici, spontanei ... anche quando non comprano niente da te, ma un sorriso, una parola gentile o una stretta di mano ... fanno la differenza!!

martedì 1 luglio 2014

GREEN INSIDE

Philosophy

Non si possono più ignorare, soprattutto negli ultimi anni, gli effetti devastanti dell'inquinamento, gli aumenti dei prezzi dell'energia, l'invasione sul mercato di prodotti nocivi alla salute.

La nostra scelta si è così naturalmente volta verso un'attività al servizio dei cittadini "verdi", in grado di avvicinare e sensibilizzare nuovi partecipanti alla vita SOSTENIBILE .
GREEN INSIDE, la scelta di vivere consapevolmente rispettando l'AMBIENTE!
 
Dare una vera svolta ecologica alla propria vita
Questa domanda ruota intorno alla medesima risposta: lo stile di vita.
Avere un atteggiamento green significa essere sensibili, investire del tempo (non del denaro come pregiudizievolmente si ritiene).
Proprio nei momenti di crisi economica ci si può adoperare per migliorare la propria eco-attitudine, concretizzandola nelle scelte d'acquisto, nei consumi, nei risparmi e investimenti.

Questa è la presentazione sul loro sito 
http://www.greeninsideshop.com/index.php?lang=it

che vale la pena andare a vedere. Se volete conoscere gli ideatori di questa iniziativa, sarete sorpresi dalla loro giovane età e dalla loro intraprendenza: basta andare a  GREEN INSIDE SHOP
VIA DEI MARRUCINI 58 ROMA 00185, vicino piazzale Aldo Moro .
Provare per credere! 



domenica 22 giugno 2014

P101: IL SOGNO ITALIANO


La prima cosa che i giornalisti americani misero in evidenza dopo la presentazione della Programma 101 della Olivetti alla mostra di New York dell'ottobre del 1965, le dimensioni, simili a quelle di una macchina per scrivere, l'idea della scheda magnetica, il programma e la facilità  d'uso, che, come sottolineava Business Week, metteva la macchina alla portata di qualunque impiegato di un ufficio. Ai primi di novembre, cinque Programma 101, su richiesta della società televisiva NBC, vennero impiegate per il computo  dei risultati elettorali da trasmettere a milioni di telespettatori  nelle zone di New York e del New Jersey.

In sostanza il mercato americano colse perfettamente il carattere innovativo della Programma 101 e diede una risposta superiore ad ogni aspettativa.

Dopo il successo ottenuto all'estero, la direzione dell'Olivetti trovò il coraggio di organizzare in Italia una presentazione dedicata alla Programma 101. Questa avvenne a Milano il 7 aprile del 1966, precedendo di pochi giorni la fiera campionaria. Anche in Italia ovviamente  tutta la stampa diede grande enfasi all'avvenimento. La Stampa di Torino scrisse nell'editoriale dell'8 aprile:: " la Programma 101 segna una svolta nella storia degli strumenti del calcolo, in quanto nelle dimensioni di una comune calcolatrice meccanica e con una estrema facilità d'impiego, mette a disposizione di vaste categorie di utenti la velocità  e la logica  dei grandi calcolatori elettronici ". L'Avanti, alla stessa data, disse: " con la nuova apparecchiatura che nel gergo della Olivetti è denominata perottina dal nome dell'ingegner Perotto che ne è il progettista, i vantaggi del calcolo elettronico potranno essere sfruttati da tecnici,  professionisti, piccole aziende per i servizi più disparati, che toccano i campi della matematica, della statistica, dell'ingegneria, dell'amministrazione, della finanza e assicurazioni. Per fare un esempio, la Programma 101    elabora e scrive il programma di ammortamento di un qualsiasi capitale per un periodo di cinque anni in meno di 50 secondi. L'operatore dovrà limitarsi a impostare il capitale, il tempo e il tasso ".

I progressi della tecnologia sono stati talmente prodigiosi, che può sembrare impietoso confrontare le prestazioni della Programma 101 coi personal computer di oggi. D'altra parte altrettanto impietoso è il' confronto di questi coi grandi calcolatori dell'epoca della 101.

            Si pensi che un mastodonte come l'Elea 9003 del 1959, che peraltro era abbastanza rappresentativo della sua epoca, aveva una memoria dinamica di 4000 od 8000 caratteri come base, realizzata con la tecnologia dei nuclei magnetici " tessuti " in matrici di complessa costruzione. Oggi un personal portatile ha normalmente una memoria dinamica, realizzata con componenti a semiconduttori, di 3-4 milioni di caratteri. Ma, sopra tutto, quei grandi calcolatori ( ai quali meglio si addice l'aggettivo " grossi " ) erano scomodi e pochissimo accessibili. Erano di solito enormi e occupavano interi stanzoni, richiedevano ambienti condizionati in temperatura e umidità potevano essere maneggiati solo da personale specializzato ( ricordate lo " chauffeur " delle prime automobili? ). Il lavoro di programmazione era improbo e comportava una complessa procedura, che richiedeva specializzazioni diverse. Dovevano intervenire analisti, programmatori che conoscessero l'astruso linguaggio macchina del calcolatore, perforatrici di schede; e il povero utente, quello che aveva un problema da risolvere, doveva mettersi pazientemente in lista di attesa .
Il successo riscosso dalla P101 è immediato, grazie all’inatteso interesse di professionisti (piccoli imprenditori, dattilografi, impiegati ...) accesso dal costo praticamente irrisorio rispetto a suoi concorrenti: se infatti il PDP-8 (il più piccolo minicomputer disponibile all’epoca) non veniva venduto a meno di 20.000 dollari, era possibile portarsi a casa la P101 per 3.200 dollari (presso di lancio negli USA), diminuendo drasticamente anche il costo di manutenzione visto che la quello della “perottina” era assolutamente inferiore ai grossi cugini americani.
La P101 mantiene il monopolio nella costruzione di elaboratori individuali fino al 1969, anno in cui la HP presenta il modello HP 9100: quest’ultima frutta comunque oltre 900.000 dollari all’Olivetti sotto forma di royalties, in quanto utilizza gran parte dei principi della P101 che Perotto aveva intelligentemente brevettato.
Il design fu affidato all’architetto Mario Bellini, che sfruttò nuovi materiali come plastica e alluminio e introdusse il colore, influenzando il futuro dell’informatica del nuovo millennio. In pochi anni, ne furono venduti 44.000 esemplari in tutto il mondo e il 90% negli Stati Uniti.
Se nel 1975 Bill Gates appariva come un visionario («Nel futuro vedo un computer su ogni scrivania e uno in ogni casa»), dieci anni prima la più grande rivoluzione informatica del nostro tempo era già iniziata ed era made in Italy.
         In un bel  libro, molto documentato, scritto dal   giornalista    Lorenzo Soria, intitolato " Informatica: un' occasione perduta " , si ventila il sospetto che nei primi anni 60, tre eventi traumatici, la morte di Enrico Mattei a Bascape' nell'ottobre del 62, il caso di Felice Ippolito  ( con la demolizione della ricerca nucleare in Italia ) verificatosi un anno dopo e la cessione agli americani della Divisione elettronica dell'Olivetti nell'agosto del 1964, siano legati da  un unico sotterraneo filo conduttore. Quello di un complotto internazionale, finalizzato a relegare l'Italia in un ruolo subalterno nella divisione internazionale del lavoro, neutralizzando i tentativi di occupare una posizione più avanzata in tre settori fondamentali per lo sviluppo, i nuovi materiali, l'energia e l'informazione.
       Ma più che ad un complotto ordito da qualche misterioso grande vecchio... in rappresentanza del grande capitale internazionale, le cause della caduta dei sogni dei primi anni 60 vanno ricercate nella arretratezza culturale di un mondo industriale che aveva sempre trovato più comodo percorrere vie di sviluppo molto tradizionali e che l'innovazione aveva sempre preferito importarla piuttosto che crearla. Un mondo per il quale la ricerca e la sperimentazione di vie nuove non erano legittimate, erano considerate spreco di risorse, megalomania, mancanza di concretezza. E'  significativa a questo riguardo la dichiarazione di Valletta, fatta all'assemblea della Fiat del 30 aprile del 1964, con riferimento alla ipotesi di intervento nel capitale Olivetti:
 " la società di Ivrea è strutturalmente solida e potrà superare senza grosse difficoltà il momento critico. Sul suo futuro pende però una minaccia, un neo da estirpare: l'essersi inserita nel settore elettronico, per il quale occorrono investimenti che nessuna azienda italiana può affrontare ".

IL PARLARE DI CERTE PERSONE E' COME IL VENTO


Metti una serratura a sette mandate sulla tua bocca … rispondi come puoi al tuo prossimo, ma prima pensa attentamente a ciò che dici …  si pronto ad ascoltare e lento a proferire risposta. Attento a chi semina inciampi per farti cadere.
Saggezza millenaria scolpita nel marmo dei Sapienziali della Bibbia, nel vecchio Testamento.  Avvolte ci si stupisce come le cose sono fondamentalmente immutate e ricorrenti  quando  il soggetto è l’essere umano … possiamo essere più progrediti ma di certo non più evoluti spiritualmente … e i difetti dell’animo umano, attraversano i secoli immutati e perenni come certezze granitiche … come gli obelischi di Roma!
Trovarsi tra l’incudine e il martello … essere amico di entrambi ed assistere alla loro lite … rimanendo inevitabilmente scosso dai due amici che pretendono da te amicizia esclusiva ed assoluta!!  Il miglior servizio che puoi rendere a loro: essere una tomba dei loro sproloqui … non riportare mai quello che uno dice dell’altro a quattro occhi con te. Già questo è segno di grande amicizia verso ognuno di essi, in quanto non fomenti  la loro lite buttando  la benzina sul fuoco .
Con la bocca puoi sputare sul tizzone e smorzarlo oppure soffiarci sopra per ravvivarlo … dice  il sapiente, e mai cosa è tanto vera  come questa affermazione. Se ti è fatta una confidenza, questa rimanga dentro di te, ma lo stolto è come una donna gravida … si contorce per le doglie che quella confidenza gli suscita e non può fare a meno di partorirla, causando spesso male a se e agli altri.
Ci sono persone che usano l’inganno della parola per rappresentare scenari che esistono solo nella loro mente e, renderli così convincenti … da indurre chi li ascolta a parlare, a dire cose che avrebbero preferito non dire; che è una tecnica te ne accorgi perché il parlare di queste persone è come il vento … inizia piano a soffiare, poi si fa tramontana e sembra non smettere mai, fino a stordirti … ma se tu dici mezza parola, confidando qualcosa , ecco che si quieta … l’autore si rivolge ad altri e ti lascia con il tuo rimorso di aver parlato, con studiata arte … rosolando a fuoco lento … e se cerchi di metter pezza alla falla, rischi di fare il suo gioco, nel dire più di quello che non avresti mai dovuto dire, rivelando comunque l'esistenza di una  tua riserva mentale, alimentando in questo modo la sua diffidenza riguardo la tua condotta  :-)

domenica 15 giugno 2014

LASSU' QUALCUNO MI AMA


Presunzione direte voi, o solo vana speranza di un piccolo uomo, sta di fatto che posso ancora raccontarvela e questo è un dato certo di per se.
Giorni funesti  di quelli che non si annunciano ma che si rivelano come un lampo a ciel sereno e qualche volta è un crescendo di lampi e tuoni fino alla tempesta che va affrontata al meglio che si può a cuore impavido, anche se non sei Rambo … ma fai quel che si può, perché di certo, quel che non si può non potrai farlo mai.
Settebagni ore 19.30 di tre quattro giorni fa,  area di servizio automatica della esso (se non ricordo male) … scendo per fare rifornimento. La stanchezza annebbia un poco l’attenzione quanto basta per scegliere la pompa del gasolio anziché quella della benzina  di cui ha bisogno la mia auto. Ovviamente le pistole della pompa hanno colori differenti, mi accorgo dell’errore e  cerco di ovviare reimpostando  per immettere benzina all’importo che ho programmato … niente di fatto e dopo qualche tempo  il distributore rilascia una ricevuta per il carburante che non è stato prelevato dalla pompa. Di questa ricevuta a dire il vero non ne sapevo niente, anche se viene chiaramente specificato sul distributore … e quindi sconsolato per aver dovuto re immettere altri soldi per fare rifornimento, altrimenti rischiavo di rimanere senza benzina, mi allontano in direzione Monterotondo, ma un sesto senso mi avverte che ben altro si sta per scatenare e che forse è il caso di ritornare a casa in direzione Roma. La marmitta, il centrale da qualche tempo tamburella allegramente al ritmo di samba e salsa … il messaggio è chiaro ha bisogno di manutenzione. Come al solito son quelle cose che si rinviano pensando che il peggio non debba necessariamente avverarsi in questo momento.
Superato l’aeroporto dell’Urbe sento il rumore aumentare, il ritmo si fa sempre più accelerato e questo mi induce a ridurre la velocità, inoltre ho l’auto carica di materiale  e penso che devo assolutamente rientrare a casa … ad un certo punto il rumore diventa simile a quello di una moto Harley Davidson, oltre a sentire l’attrito della lamiera del pezzo centrale della marmitta al contatto del suolo. La scarsa velocità, il manto stradale liscio hanno evitato il peggio, considerato che la marmitta si è staccata solo dalla parte dell’avantreno con il rischio di impuntarsi al suolo e di fare l’effetto  leva,    sbandare e ribaltare l’auto oppure sfondare semplicemente, si fa per dire, il fondo dell’auto …
Superato il primo momento misto fra  sorpresa e disappunto, provo un brivido  per il rischio potenziale a cui sarei potuto andare incontro, se dietro a me avessi avuto un camion o una autovettura  che procedeva  a forte velocità, e se la mia auto invece di camminare diritta avesse sbandato all’improvviso … tutto sommato mi è andata di lusso anche perché vedo una piazzola di sosta a cui dirigo come posso la mia auto.
Le scelte sono chiamare il soccorso stradale con i relativi costi oppure, escogitare qualcosa per rientrare a casa. La marmitta è penzolante ed adagiata al suolo, ma ancora saldamente legata al terminale … proseguire è impossibile. Non ho corde a bordo e questo si rivela una grave mancanza, ma ho un rotolo trasparente che usano  i negozianti di frutta e verdura … così dopo aver fatto scendere l’adrenalina, superato lo sconcerto e dominata la rabbia che annebbia solamente la mente ed evita di trovare le soluzioni, intravvedo la possibilità di farcela semplicemente storcendo la marmitta al fianco dello sportello di guida e imbracandola con il rotolo trasparente in modo da tenerla sollevata dal suolo con un braccio sporto dal finestrino.
Tornato  a  casa, scarico l’auto e poi aspetto  il giorno dopo per procedere alla sostituzione del pezzo centrale.
Riparata la marmitta, sono poi ripassato al distributore di benzina di Settebagni  e il benzinaio, una brava persona, dopo che gli ho raccontato tutti i particolari, ha tirato fuori dalla tasca la ricevuta che era rimasta a penzoloni dal distributore fornendomi il carburante che non ero riuscito ad immettere il giorno prima.
Tutto è bene quel che finisce bene: dice il saggio:-)

venerdì 6 giugno 2014

ANDAR ... PER MERCATI RIONALI


Più che a comprare a vendere!
Ci sono tante cose che si possono offrire e che di sicuro troveranno acquirenti tra i rivenditori ambulanti dei mercati rionali.
Le buste o se preferite le shoppers … quelle di plastica per fare la spesa.
Il rotolino per la cassa, lo standard, il 57 mm x 30 metri … la pellicola di plastica, la carta forno, le buste alimentari trasparenti di vari formati … i guanti in lattice, l’alluminio in rotolo e per uso alimentare, le buste per i cornetti, quelle per il pane e/o la frutta … le cose da vendere sono tante e qualche acquirente si trova sempre!
Alla base occorre un buon fornitore all’ingrosso … meglio se è un amico! O che si riveli tale con azioni inequivocabili concedendo prezzi e merce sostanzialmente convenienti per Te che dovrai darti da fare per vendere. A seguire, occorrono molto entusiasmo, voglia di fare e buone idee … capacità di osservazione e tanta, ma tanta pazienza ed educazione.
Considerato il lavoro dei disperati, l'ultima spiaggia, in realtà occorre molta  intraprendenza e capacità di calcolo, ovviamente dipende dal punto di vista di chi giudica  e di saper guardare oltre alle semplici apparenze.
Si viaggia, il tempo di lavoro si dilata e spesso si fatica di più del normale … ma s’imparano infinite cose sulla strada, che nessun libro potrà mai insegnare … perché da sempre l’esperienza diretta è considerata la maestra della vita.
Ci sono persone e persone, quelle che sono disposte a comprare anche se non hanno bisogno ma lo fanno per buon cuore, altre che ti considerano un potenziale brigante pronto a rubare qualcosa di loro, o del loro tempo prezioso … persone generose e persone avide e ciniche … persone intelligenti e persone sciocche … ma non ti illudere di essere il migliore, perché a volte ti capita di essere allo stesso modo intelligente e sciocco … e quindi scopri che il meglio che ti può succedere è che impari sempre qualcosa di nuovo su chi sei e sulla gente di questo Mondo, senza esagerare ... visto che a Roma puoi trovare genti di ogni dove.
Egiziani tra i banchi di frutta e verdura o tra i fiorai … preparati a contrattare ma trattali sempre con molto rispetto, perché sono abili commercianti anche quando appaiono strani e maldestri  a chi li giudica superficialmente. I cinesi sono per lo più presenti nei negozi di casalinghi … sono monolitici e non esagero … difficilmente fanno battute o si sforzano ad essere simpatici …  e le donne quando comandano sono delle vere arpie … se li giudichi in superficie, in realtà sono molto attenti ai margini di guadagno, e questo li spinge a ridurre i costi oltre ogni limite a noi possibile ed immaginabile … competere contro di loro è pressoché impossibile! Sono simpatici e gentili, quelli di seconda e terza generazione, sono Italiani con tutti i nostri difetti e pregi … in genere tendono a perdere quella freddezza apparente che si può leggere dai loro sguardi a mandorla, per assumere espressioni più vicine alle nostre.
Marianna è la prova provata … fioraia, che già da sola è un’eccezione, parla il romanesco e quando acquista è attenta ma a volte è disposta a pagare qualcosa in più del dovuto, consapevolmente e volutamente …  cosa inconcepibile  per un cinese appena arrivato in Italia!
Mille mini market e trovi altrettanti esercenti del bangladesh  o  romeni o ucraini  … sartorie indiane, anche ferramenta cominciano a popolarsi di gente d’oriente. Non importa il colore della pelle, la lingua o la provenienza … conta solo avere rispetto di chi lavora duramente per guadagnarsi la stozza di pane o un domani migliore per i propri figli. Certo se vuoi guadagnare qualcosa di più devi rivolgerti agli italiani, ma non è una regola ferrea … perché non sempre è così,  specie di questi tempi. In ogni caso se vendi buste a chi ne compera a mille a mille, a prescindere dalla nazionalità, è ovvio che cercherà il prodotto che più risponde alle sue esigenze: buste sottili e numerose se vuole soddisfare il maggior numero di clienti e la merce pesa poco; buste più resistenti e meno numerose a pacco, se vuole salvaguardare la merce che vende … in ogni caso vendere non è mai cosa semplice e spuntarla con queste volpi per necessità, è sempre un’impresa.

Quando ti avvicini fallo con un sorriso, usa il Lei o il Voi, se preferisci … sempre con rispetto ed attenzione, non sottovalutare mai chi hai di fronte … in ogni caso impara sempre da chi sa più cose di Te, anche quando sembra che ti prenda in giro o ti ignori … in realtà sta mettendo alla prova la tua pazienza e capacità di contrattazione!
Ovviamente impari a non credere a tutto quello che si dice, spesso chi compra disprezza la merce per avere il prezzo migliore, inoltre non stai con le mani in mano ad aspettare il miracolo di un lavoro che al momento non c'è ... che se ti dai da fare in qualche modo la sfanghi "dignitosamente" ed "onestamente", sorvolando su alcuni dettagli di non poco conto e che costituiscono un rischio accettabile :

Tutto sommato è di per se una buona cosa.

mercoledì 21 maggio 2014

ALLE FONDAMENTA DI UN RAPPORTO

La malta migliore che consolida l'Amicizia ed anche l'Amore, non è rappresentata dai pregi o dalle virtù, ma stranamente è  da quella impastata dalle  imperfezioni, dai difetti, dai limiti, dalle mancanze che condividiamo o semplicemente riconosciamo nell'altra persona: che altro non è che un essere piccolo piccolo, come ci sentiamo un po' tutti, desiderosi di affetto e di attenzione sincera.

"Limiti" condivisi di cui nessuno è pienamente privo, di fatto riducono le distanze, affratellano, perché non devi apparire più di quello che non sei,  e per questo ti senti rassicurato, a tuo agio, e stranamente felice.

Va a capire come siamo fatti!! Meccanismi Paradossali.

Una volta entrai nella Basilica di San Lorenzo, nel mentre stavano celebrando un funerale di un uomo di mezza età. Ognuno esprimeva un ricordo del compianto, ed erano giovani quelli che parlavano e la cosa che mi sorprese più di tutte è che ognuno ricordava più i difetti del defunto amico, parente o compagno di vita ... soprattutto sua moglie disse candidamente "era davvero un gran rompi palle, ma mi manca davvero ... e non riesco ad accettare l'idea di dover vivere il resto dei miei anni in sua assenza "
La commozione crebbe nella sala, anche quella del prete che in un primo momento aveva cominciato a tossicchiare nervosamente;  rimasi sbalordito ed ammirato per tanta sincera spontaneità.
 

lunedì 19 maggio 2014

TORPIGNATTARA


Torre delle pignatte, Sub Augusta, Ad duos lauros: il territorio ebbe diversi nomi nel tempo. La fantasia popolare la battezzò nel nome a noi noto a causa del mausoleo eretto da Costantino I a sua madre Elena, tra il 326 e il 330 d.C. Tale mausoleo sorge all'interno di un'area anticamente denominata Ad duas lauros, perché c’era una villa imperiale. La struttura del tamburo superiore, in parte crollata, del mausoleo dedicato ad Elena, è costituita da calcestruzzo nel quale sono incorporate delle anfore (dette pignatte) che avevano lo scopo di alleggerire la costruzione.
Precedentemente alla costruzione del mausoleo, l'area era utilizzata come cimitero dagli Equites Singulares, un vero e proprio corpo di élite a cavallo, che fungevano da guardie del corpo degli imperatori, istituito dalla dinastia flavia intorno al 70 DC. Si sono infatti ritrovate numerose iscrizioni riguardanti gli Equites nella zona di ad Duas Lauros, ma non è stato possibile individuare l'esatta ubicazione del sepolcreto. Di certo fu cancellato da Costantino I dopo la battaglia di Ponte Milvio, perché gli Equites si erano schierati a favore di Massenzio, suo avversario .
Per poter diventare Equites Singulares occorreva aver maturato un'esperienza di almeno cinque anni negli altri reparti dell'esercito, il servizio durava complessivamente venticinque anni. Gli Equites Singulares erano  di etnia prevalente germanica e successivamente con Settimio Severo in maggioranza era composta da Pannoni, Daci e Traci.. Con il reclutamento i soldati ottenevano automaticamente la cittadinanza romana con tutti i relativi benefici che questa comportava e questo sta ad indicare la volontà dell'imperatore di avvalersi di una forza d'élite efficace e fidata. Gli Equites Singulares veneravano in particolare le divinità protettrici dei soldati che erano per lo più di origine  Campestres (per le esercitazioni con le armi) e la dea  Epona protettrice dei cavalli. Gli Equites singulares, per l’appunto,avevano una loro necropoli situata nella proprietà imperiale detta  ad “Duos Lauros”al III miglio dellaVia Labicana. La necropoli fu utilizzata dal II al IV secolo, quando il corpo fu sciolto. Dopo lo scioglimento la necropoli fu distrutta e su di essa venne edificato il Mausoleo di Elena.
Domenica pomeriggio, mi trovo a via di Torpignattara e mi guardo intorno e vedo che siamo diventati multietnici perché ci sono tante persone di nazionalità diverse e non sono turisti ma residenti. Sono laboriosi e per la via è un fervere di attività … gente che nemmeno la domenica smette di lavorare: mini market, casalinghi, sartorie, lavanderie, pizzerie, frutterie, money transfert  … gente attiva come i nostri Padri e Nonni … gli italiani che hanno fatto il boom economico lavorando sodo tutta  la settimana e il sabato e la domenica si sono costruiti casa poco per volta: altri tempi.
Chi parla degli stranieri come un problema non si rende conto dell’opportunità di ricchezza sociale scaturente dall’incontro di etnie differenti … gente per lo più laboriosa pacifica ed onesta … abituata ai sacrifici … penso che sia  importante che le nuove generazioni imparino a convivere ad amalgamarsi ed apprezzarsi l’una con l’altra. Roma da sempre è abituata a questo da più di duemila anni che accoglie ed assimila gente di ogni dove … e forse è per questo che il vero romano ha cuore, cinico in apparenza e filosofo nella sostanza, quando canta che basta la salute e un paio di scarpe nuove … per essere liberi di andare e fare qualunque cosa!
Nella vita nulla ti è regalato, tutto costa sudore e fatica … le nuove generazioni degli italiani vivono della rendita prodotta dalle generazioni passate, ed hanno dimenticato i sacrifici e la fatica … è tempo  di rimboccarsi le maniche e di lasciar perdere i gratta vinci e gli occasionali palcoscenici che regalano qualche tempo di notorietà … la vita facile esiste nei sogni … ma prima o poi bisogna necessariamente risvegliarsi e la realtà è tutt’altra cosa: il Benessere si conquista mattoncino dopo mattoncino in un sol modo lavorando, lavorando e ancora lavorando.

sabato 10 maggio 2014

ARTEMARCIA



La particolarità sta nella tipicità degli articoli trattati:
forniture per scultori in pietra,
scultori in legno,
per compositori di mosaici,
per artisti vetrai ...

 Inoltre si occupa di restaurare giocattoli vintage che rivende a collezionisti.

Notare che il video è strutturato come un'autopresentazione essenziale dell'esercente e fatto girare su You Tube e sui Social Network principali.

Si potrebbe fare di più, creare ad esempio con un software dedicato, una postazione PC ad uso console che controlli un certo numero di telecamerine e produrre contenuti in proprio e farli girare sul web:
  • presentazione delle novità ;
  • spiegazione delle metodiche di uso con particolari corsi;
  • interviste a fornitori, che permette loro di farsi conoscere ed apprezzare;
  • idem clienti e loro valutazioni su un determinato prodotto ... permettendo anche di raccontarsi e di farsi conoscere in video e voce, interagendo o  con  un intervistatore o semplicemente esprimendo un giudizio o dispensando consigli sulla qualità dei beni o dei servizi.
Diventare un palcoscenico semplice e diretto per interagire con il mondo esterno, fatto in proprio e secondo i propri gusti oppure su consiglio di un esperto di comunicazione in grado di curare alcuni aspetti della  regia, o suggerire parole chiavi da utilizzare nei messaggi scritti per ricevere maggiori visite possibili ... e molto altro ancora!

Sia il software che le metodiche di comunicazione, compresa la cura della diffusione sul web dei contenuti, sono offerte a prezzi veramente interessanti dalla coppia Daniele Aiello e Emilia Urso Anfuso, per contattarli: ursoanfuso@gliscomunicati.com

Oppure potete scrivere a me paulus.falconi@yahoo.it  che provvederò a farvi ricontattare, per maggiori informazioni, da Emilia e/o  Davide .

PARLIAMO DI VENE E ARTERIE E DI COME PULIRLE


Cominciamo col dire che alimentandoci male e in modo frettoloso, il nostro organismo e, quindi, anche  il sangue si riempie di tossine e diventa viscoso, la circolazione può dare qualche problema e i reni, nel loro ruolo di filtri, si affaticano ulteriormente.
Il risultato è che ci sentiamo stanchi, pesanti e affaticati, talvolta gonfi e con piedi e mani freddi e doloranti.
Non parliamo, poi delle caviglie che per la sera diventano quasi il doppio!
Come ovviare a tutto ciò?
- Innanzitutto bere tanto: acqua, succhi di frutta appena spremuti, tè … attenzione allo zucchero,lo si usi con moderazione perché è un vero Killer: si presenta candido nella versione raffinata, è gradevole e rassicurante ma il suo consumo è direttamente proporzionale alle probabilità di ammalarsi di patologie cardiovascolari.
Il passaggio a una dieta a basso contenuto di saturi (animali) grassi può aiutare a ridurre il colesterolo e, infine, togliere le arterie di grasso in eccesso. D'altra parte, insaturi (vegetale) grassi possono aiutare a controllare l'ossidazione di lipoproteina a bassa densità (LDL) "cattivi particelle di colesterolo, diminuendo il tasso al quale forma placca nelle arterie. Buone fonti di acidi grassi insaturi sono l'olio d'oliva, avocado e noci.
Salmone e semi di lino contengono grassi omega-3, che controllano la coagulazione del sangue e prevenire l'ossidazione, mentre gli alimenti ricchi di fibre, come verdure a foglia verde e fagioli sono ricchi di fibre e contribuire a rimuovere l'eccesso di grasso nel corpo.
Aglio è particolarmente efficace nella pulizia arterie, come inibisce calcificazione e impedisce placca di depositarsi nelle arterie. Si riduce anche la quantità di nanoplaque (placche nelle fasi iniziali di formazione) e previene l'ossidazione del colesterolo. Aglio fresco o al forno è la cosa migliore, ed è possibile aggiungere ai piatti, salse e zuppe.
Non preoccupatevi per l’alito … una mentina (poco zucchero) prima di un bacio appassionato può bastare ... e i baci fanno bene al cuore.

domenica 27 aprile 2014

DUE POSSENTI CHIAPPE BRONZEE E UN TRATTATO BILATERALE

O Roma o Morte
 
Chi l'avrebbe mai detto! in una clausola del trattato Lateranense del 1929, si fa specifica richiesta da parte dello Stato Vaticano, che si provvedesse quanto prima a spostare la statua di Garibaldi, sul Gianicolo, affinché " ... sia rimosso l'oltraggio" :
il cavallo mostra le irriverenti terga in direzione di sua Santità il Cupolone!
Così oggi la statua è posta in direzione contraria ... resta solo la famigerata ostinazione di Garibaldi per Roma ... e per questo mai nessuno pensò mai di farlo Santo!!Anche se a Roma, ai tempi che era ancora papalina ... furono stampate molti santini "clandestini" che raffiguravano Garibaldi con le sembianze di Gesù e, nonostante il vero miracolo di essere l'artefice dell'Unità d'Italia. Quantunque Cavour ci mise del suo, con  ben altre chiappe, quelle della  Contessa di Castiglione! che nessun monumento oggi ricordano ... a parte le cronache su Napoleone III.
Poi i francesi ci ripensarono, decisero che Roma dovesse rimanere papalina e a Mentana nel 1867 tolsero ogni velleità garibaldina per Roma, provando i nuovi fucili a retrocarica chassepot sui facili bersagli di color rosso vivo.
Si dovette attendere la guerra franco-prussiana quando Napoleone III volle arraffare il Lussemburgo ... ma ottenne una fracassata di legnate dai prussiani, che incoraggiò gli italiani a ricongiungersi con Roma.
 
Tali pensieri riaffioravano stamane sul bus che mi portava al Vaticano ... passando per il Muro Torto (mura Aureliane), appena dopo l'incrocio con via Romagna, quando ho rivisto una curiosa testimonianza dell'aspra battaglia combattuta nel 1870 dalle armate italiane che assediarono Roma, ancora retta dal governo pontificio: una lesione nella trama di mattoni  prodotta da una cannonata, al centro la palla di cannone che l'ha prodotta si trova ancora lì, saldamente incastrata nel muro!
Quella palla, di certo,  non ha ucciso nessuno, ma è rimasta a perenne memoria di quanta fatica occorse per arrivare a Roma e, che questa è italiana non da 153 anni, ma da 144 anni!
 

giovedì 24 aprile 2014

LA CUCINA AD INDUZIONE


Esteticamente colpisce per l’assenza dei classici fornelli.
Si presenta con una superficie totalmente piatta, liscia, lucida e generalmente nera.
 Questo perché non funziona a gas ma a corrente, non ha bisogno di fornelli dove far fuoriuscire gas né di piastre in ghisa per appoggiarci sopra le pentole.
Non si tratta però di una cucina elettrica. Il calore, infatti, viene generato da un campo elettromagnetico.
Quando si posa un recipiente metallico ferroso sopra alla piastra, un induttore elettrico che è presente sotto alla piastra genera un campo magnetico.
Questo campo crea all’interno della pentola delle correnti chiamate di “Focault” dal nome dell’inventore. Queste correnti trasformano l’energia magnetica in calore, provocando il riscaldamento della pentola che così scalda le pietanze al suo interno.
Il campo magnetico, e di conseguenza il calore, si sprigiona solo a contatto con la pentola e solo all’interno del diametro della pentola.
Molto diffuse all’estero, soprattutto in Germania, queste cucine hanno da qualche anno iniziato ad essere vendute anche nel mercato italiano.

I costi elevati della corrente elettrica, la difficoltà di gestire tutti gli apparecchi elettrici di un’abitazione con i classici contatori da 3 kW e infine la tradizione culinaria italiana che per la cottura predilige la fiamma sono solo alcune delle argomentazioni che si sono levate a sfavore della tecnologia a induzione, a discapito dei suoi enormi vantaggi: sicurezza, velocità, risparmio energetico ed una grandissima funzionalità.

 Per funzionare sul piano a induzione, le pentole devono avere un fondo ferroso. Per questo l’80% delle pentole in acciaio, anche quelle anti-aderenti, e tutte le pentole e griglie in ghisa sono adatte ai piani a induzione. Molte pentole, sul fondo, riportano dei simboli che indicano su quali tipi di piani cottura possono essere utilizzate. Diversamente, basta prendere una calamita e appoggiarla sul fondo della pentola. Se aderisce, è adatta.
 La classica moka per il caffè è in alluminio. In questo caso, quindi, occorre sostituirla con una in acciaio inox.
Se si utilizza una pentola non adatta, non viene semplicemente emesso calore. L’indicatore di potenza sul piano continuerà a lampeggiare e dopo qualche secondo la zona cottura si spegnerà. Non vi saranno danni per la pentola e neppure per il piano.

 La superficie rimane sempre fredda ed essendo perfettamente liscia, la pulizia del piano è decisamente più agevole. Bastano una spugna umida e una goccia di detersivo per piatti per far tornare il piano sempre bello, lucido e perfetto. Inoltre l’assenza di griglie e bruciatori rende la pulizia molto più veloce rispetto a quella di un normale piano a gas.
 Il tema della sicurezza è una delle aree di maggior forza dei piani a induzione. Anche in caso di accensione accidentale, nel momento in cui il rilevatore non percepisce la pentola sul piano, la cottura non viene attivata. Di conseguenza non viene prodotto calore e dopo alcuni secondi il piano si spegne da solo.

 Il rendimento è senza dubbio uno dei tanti vantaggi della cottura a induzione. I piani a induzione sfruttano al meglio la potenza dell’energia elettrica ottenendo il calore più velocemente rispetto ai piani a gas o elettrici.
Cucinando a induzione si sfrutta il 90% dell’energia assorbita, mentre con un piano a gas se ne sfrutta solo il 55%.

lunedì 14 aprile 2014

MUSEO DELL’OLIO DELLA SABINA





Museo dell'Olio della Sabina. Ubicato a circa 60 km da Roma ed a 30 km da Rieti. Il Borgo,  Castelnuovo di Farfa, di origine medioevale, è situato in una zona ricca di uliveti attraversata dal fiume Farfa. L'economia locale, prevalentemente agricola, ha il suo prodotto principale nell'olio di oliva, che già  Galeno nel II sec. d. C. definiva il migliore del mondo antico.
L'idea del museo nasce alla fine degli anni '80, quando l'amministrazione comunale decide (grazie ai finanziamenti comunitari per un programma di valorizzazione dei beni culturali e ambientali) di recuperare e restaurare il

cinquecentesco Palazzo Perelli, un maestoso edificio incastonato nel perimetro murario della città  destinandone lo spazio alla millenaria storia e alla valorizzazione di questo prezioso prodotto.
Affidato agli inizi degli anni '80 a dei giovani architetti della scuola di Giancarlo De Carlo - Mao Benedetti e Sveva Di Martino - il progetto prende forma sull'idea che l'arte contemporanea sarebbe stata il mezzo più coinvolgente per dare visibilità  ad un mito della cultura e della spiritualità  del mondo antico, esaltandone contemporaneamente il valore come prodotto ancora oggi universalmente riconosciuto tra i migliori del mondo. L'olio della Sabina, in particolare quello di Castenuovo di Farfa, ha infatti ottenuto i più ambiti premi di qualità  ed ha acquisito il riconoscimento europeo di marchio D.O.P. (denominazione di origine protetta).


Il Museo dell'Olio inteso non come pura evocazione ideale di un mito, ma come ponte tra la memoria storica e l'attualità  produttivo-culturale della città . Opportunamente integrate negli spazi dell'antico palazzo le opere artistiche avrebbero trasportato il visitatore in una dimensione sospesa tra passato e futuro, sul cui registro si sarebbe sviluppato tutto il museo. L'idea appassiona gli artisti, e maestri della scultura contemporanea aderiscono con entusiasmo all'iniziativa che, nel 1997, può decollare definitivamente. Fanno parte del gruppo Alik Cavaliere, Maria Lai, Hidetoshi Nagasawa, Gianandrea Gazzola. Ille Strazza infine per la musica.
Le installazioni che gli artisti realizzano nel museo e nella città  costituiscono la sezione contemporanea di questo atipico museo etnografico, nel quale ogni segno della storia viene reinventato.
La parte artistica è integrata da una sezione documentaria articolata in due sale: la sala della memoria, che ha come protagonisti i volti dei cittadini di Castelnuovo con i loro ricordi visivi e sonori, nasce nel segno di una piena identificazione della comunità  con il museo (immagini scelte da Franca Vergine, musiche selezionate da Sandra Canzanetti), e la sala multimediale nella quale è offerto un vastissimo patrimonio d'immagini e di testi grazie al contributo di esperti di diversi ambiti disciplinari. Per la parte più strettamente tecnico-documentaria la sala delle macchine conserva antichi torchi in uso nella Sabina, documentando le trasformazioni produttive attraverso quattro secoli di storia ed un gruppo di giare in terracotta del XVII secolo, da sempre murate nel palazzo, entra come materia per l'arte nel percorso museale.   

Un'antica mola a trazione animale viene collegata al museo attraverso l'ampio locale, adiacente la sala consiliare, restaurato ed attrezzato come punto vendita
Gli architetti e gli artisti pensano poi di ampliare l'itinerario museale all'intero borgo. Nell'antico forno cittadino un'installazione di Maria Lai fa rivivere con i suoi pani di terracotta lo spazio abbandonato. Altri luoghi vengono pensati per possibili attività future del museo: degustazione dell'olio, laboratori artistici, mostre e scambi culturali. Nel progetto di restauro viene infine inclusa la piccola chiesa tardomedievale di S. Donato, posta in un sito archeologico poco fuori il centro storico e collegata al museo con un percorso pedonale tra gli ulivi.
Coordinatore del progetto scientifico del museo è lo studioso di storia ed archeologia sabina Tersilio Leggio, mentre gli architetti Mao Benedetti, Sveva Di Martino e Marcello Morgante hanno curato il progetto architettonico, l'ideazione e l'allestimento.

Il museo, prima ancora di essere inaugurato, è stato inserito tra i trenta musei selezionati nella guida Little-known museums in and around Rome di Rachel Kaplan, ed. Abrams, che segue quelle già  edite con successo sulle altre grandi capitali europee.
Orario del Museo: venerdì¬ ore 15.30 - 20.00, sabato e domenica ore 10.00 - 20.00, per gli altri giorni della settimana prenotarsi al 0765.32091.