Questo pupazzetto non ci rappresenta, ma esprime lo stato d'animo della precarietà,
a cui non Vogliamo Assomigliare ...
la scelta è ... In Direzione Ostinata e Contraria
D.O.C.









domenica 31 gennaio 2016

IL SENSO DELL'ALPINISMO

Condizioni di massima difficoltà per una scalata in parete:
1- In Inverno
2- In solitaria
3- Per una via mai provata da altri

L'importante non è andare sulle montagne, ma diventare uomo, più uomo, attraverso le montagne o qualsiasi altra cosa positiva.

La paura è tante cose, anche differenti tra loro. Essenzialmente è uno stato d'animo, non sempre controllabile, che prende l'uomo quando è minacciato da un pericolo contro cui nulla può fare. La consapevolezza di trovarsi totalmente in balia del caso negativo fa paura ed è vera paura, e all'uomo non rimane che subirla con più dignità possibile.
Chi ha coscienza della paura e ne conosce gli effetti ha buone probabilità di vincerla. Spesso potrà persino evitare che si manifesti osservando una preliminare prudenza.

Il coraggio è uno stato d'animo che non può manifestarsi in chi non conosce la paura. Il coraggio è un sentimento che rende l'uomo signore della propria dignità, controllata innanzitutto dalla coscienza, dalla responsabilità, dalla determinazione.
Coraggio è anche volontà civile e responsabile, soprattutto a livello individuale, di non rassegnarsi all'incalzante degenerazione morale.
Coraggio è infine quella buona cosa che consiste nel saper pagare sulla propria pelle i propri errori.

Nell'alpinismo come in qualunque altra esperienza, l'azione ti distrae, ti assorbe completamente, però è il bivacco che ti da poi il senso ed il valore di ciò che stai facendo.

(Tratto da Una Vita così di Walter Bonatti)

lunedì 25 gennaio 2016

CIAK _ AZIONE

L'attacco dell'orso in Revenant.


Dopo 95 ciak e riprese della stessa azione:
 
il regista disse all'operatore di ripresa
" si questa mi sembra passabile, si vede perfino l'unghia dell'orso quando mette la zampa sulla testa del pirla"
il regista è un oriundo milanese:-)
 
L'orsa la vedremo in tacchi e vestito scollato sul red carpet di Hollywood e sicuramente il premio di migliore attrice non protagonista sarà suo! Quando ritirerà l'oscar ci commuoverà raccontandoci i duri anni di gavetta nei circhi di mezzo Mondo. Per l'occasione ha giurato che si depilerà.
La perfidia delle attrici rivali monta tanto che si dice che l'orsa ha ottenuto la parte dopo una prestazione orale con il regista detto il trota.
 
Qualcuno dice in giro che la troop andava per i boschi e un tizio mezzo scemo aveva il compito di far incavolare gli orsi per girare una scena quanto più realistica ... ovviamente all'insaputa dell'attore; anche le misure antropometriche prese  con la scusa della sartoria erano buone per l'impresario delle pompe funebri (Rinomata ditta Peppe o' Traghettatore).

A parte gli scherzi, notare come l'orso dopo ogni simulato attacco, rassicura l'attore leccandolo e annusandolo sembra per accertarsi di come stia ... dimostrando una sensibilità. Deduco che sia femmina per le ridotte dimensioni dell'orso e perché  nello sfondo di una scena  appare un cucciolo di orso, che giustificherebbe la sua rappresentata aggressività.

Aggiornamento

Non si tratta di un animale reale, ma creato al montaggio con la grafica digitale, Croma Key, alla base c'è un uomo bardato appositamente in una maschera completamente blu e l'attore viene sballottato grazie a delle funi ...

domenica 24 gennaio 2016

LIBERA INTERPRETAZIONE DEL FILMATO



Immaginate che questo cane abbia ricevuto la quota disponibile di un bene, e che poi venga citato da un familiare del signore in tribunale per falso in atto pubblico, reato penale … con il dubbio che il documento olografo del de cuius sia stato scritto con le sue zampe o comunque non dall’anziano signore … che ragionevolmente lo ha fatto senza altri motivi che di sola estrema gratitudine.  
In ogni caso il cane avrebbe voluto solo stare con il suo padrone … e del bene in se e per se poco gli importa! Ma ha subito la violenza di una citazione di fronte al giudice, senza alcun ragionevole motivo, con l’onere di dover assumere a sua volta un avvocato a sua difesa.  
Il giudice e gli avvocati dibattono ed argomentano su cavilli legali e banali questioni giuridiche, perdendo di vista l’essenza della questione.  
Povero cane, la sua vita è proprio quella di un cane e non potrebbe essere differentemente per lui:-) intanto si spezza la schiena lavorando duro per pagare l'avvocato, spese condominiali, il mutuo, le bollette, tirare a campare e compagnia cantando (meno male che il canone della tv lo si paga a luglio in bolletta della luce e a rate ... se mai qualcuno ancora non lo sapesse). 
A certe persone bisognerebbe donare un grande cuore, ma forse non basterebbe in ogni caso … perché per la loro natura desiderano di più, molto di più... vogliono la tua Anima!

DIVENTARE VECCHI


L’uomo è come il vino invecchiando migliora. Non sempre è vero e del resto anche il vino migliore con il tempo può diventare aceto; ma il più delle volte siamo sorpresi da quanto sia vero questo detto popolare.

L’esperienza vissuta e la sofferenza conseguente aumentano in noi le consapevolezze, il più delle volte è così, dipende dalla nostra capacità di leggere i fatti, dalla propria autocritica e dalla volontà di trovare soluzioni o rimedi a situazioni apparentemente senza uscita … in altri termini saper trovare il buono anche nelle peggiori situazioni, anche,  una  piccola cosa che ha fatto la differenza e che ci è piaciuta davvero.
Dipende in poche parole da come reagiamo alle crisi, dalla nostra capacità di adattamento e dalle nuove iniziative che riusciamo a mettere in campo con l’aiuto di veri amici.
Siamo in perenne mutazione, perché ogni giorno ci può donare o togliere qualcosa, e noi, dobbiamo in un caso essere grati al cielo, nell’altro diventar roccia e comunque andare avanti … In ogni modo  non siamo più la stessa persona di prima. Nell’aspetto siamo ovviamente gli stessi, forse con qualche capello bianco in più, con qualche dente in meno, con un po’ di pancia in più … ma essenzialmente abbiamo fatto un passo in salita o in discesa, questo dipende da come ci adattiamo alle situazioni e da come reagiamo agli inevitabili problemi esistenziali.
I veri amici sanno gioire con noi dei progressi compiuti, sorridono e si rallegrano con Te senza dire altro e la loro vicinanza fisica e di frequenza d’onda è palpabile, qualcosa che avverti concretamente, e che impari ad apprezzare a piccoli sorsi, per la sua preziosa essenzialità.
Quelli che dicono di esserti amico, ti chiudono in un ruolo, in un’etichetta e per loro sei sempre quello … negando ogni tuo cambiamento o per invidia o per grettezza d’animo, cambia l’intenzionalità che ci mettono, per stare da una parte o dall’altra … e comunque non puoi non notarlo, anche se  impercettibilmente, ti rende più distante e diffidente verso certe persone che un tempo ritenevi amiche e vicine a te.
Però quanto è strana la vita, se è vero che per certi versi si migliora, tralasciando l’inevitabile decadimento fisico, si esce di scena quando potremmo donare molto di più rispetto a quanto potevamo fare in passato.
Che strana questa Società che da tanta importanza ai giovani sempre più soli ed egoisti e considera i vecchi un peso, soprattutto quando sono poveri e quindi c’è poco da spremere … qualcosa dovrà cambiare, necessariamente!
Il più delle volte si muore con un animo grande e con un cuore pieno di amore da donare … anche se il fisico non regge e decade … anche se si diventa materialmente più poveri   soli perché perdiamo  le persone  care e vicine a noi, ma nonostante tutto questo si diventa, il più delle volte, anime illuminate da una luce Divina.

domenica 17 gennaio 2016

SAGGEZZA POPOLARE

Un saggio amico, temprato dalla vita,  ama spesso ripetere questa frase:

"Con Poco se campa
con Niente se more"

Penso che ha proprio ragione!

Spesso sapersi accontentare rende tutto più semplice e non si rischia di rimanere con il classico  " pugno di mosche in mano"
in altri termini con niente,
perché allora:
si che sono dolori veri!

lunedì 11 gennaio 2016

FEEL_ BUSTA


 La Ciurma
 


http://www.analicsrl.it/

I Feel good!
So, We can give yuo more
 
Stateve Bbuono!
                                                                                                 er Bustaro Nero

venerdì 1 gennaio 2016

SO FERNUT E SORDI


...
e dimane,
e dimane
si viv
(questo è quello che davvero conta: Sei Vivo!)
e cocc cos te à inventà
sì viv
stù mal nun c pò affunnà
 
E ballamm (che equivale:ci diamo da fare) pe chi nun sap nient
e ballamm pe chi è indifferent
e ballamm pe chi se stà zitt
e ballamm e ballamm e ballamm e ballamm
(in altri termini non ci si arrende mai!!!!)

e ballamm pe chi se lament
e ballamm pe chi è prepotent
e ballamm pe chi ne approfitt
e ballamm e ballamm e ballamm e ballamm

(anche se capitano di incontrare persone ... non propriamente edificanti e positive ...
ci si da da fare in ogni caso ...)

.....

e dimane c’ crir
(La Speranza da la Forza, senza non si vive ...
per questo guardi al domani e ci credi: posso farcela!)

staj chin e vogl e libertà
c' crir
(stai pieno di voglia di libertà ... ci credi: posso farcela!!)
 
 
Nessun pianto di miseria o richiesta di alcunché ... non si allarmino i pochi lettori ed assidui frequentatori di queste pagine ... è solo una bella canzone ritmica che inneggia a lottare e a superare anche le difficoltà maggiori, sempre con un atteggiamento positivo e di voglia di fare e mai darsi per vinto. SpaccaNapoli è un bel documentario sulla capacità di adattamento e superamento dei disagi di varia natura e grado di difficoltà ... gente positiva e volenterosa in ogni caso ... un buon modo per augurare un ottimistico e tonico  2016!

giovedì 31 dicembre 2015

IL PICCOLO PRINCIPE


domenica 29 novembre 2015

LA MISURA DELL'AMORE

Quello che mi hai insegnato Madre, non con sterili parole o ragionamenti ben costruiti  ...
 
 quello che mi hai donato con la tua pazienza, capacità di ascolto, con il tuo benevolo sguardo e rassicurante sorriso, con i tuoi silenzi e la tua forza nel sopportare le cose negative, senza trattenerle senza fissarle continuamente è la seguente riflessione:
 
Quanta infelicità deve appartenerci se desideriamo il male per un'altra persona ... se non consideriamo quanto male possiamo fare con il nostro agire, quando la nostra indifferenza è giustificata da false ragioni costruite ad arte per tacitare la nostra coscienza.
Contrariamente se siamo felici siamo disposti a perdonare a dimenticare, ad essere generosi.
 L’infelicità propria è riflessa nella persona a cui si vuole farla scontare, vederla piangere e contorcere … perché questo a nostro giudizio è il meritato castigo.
Tutto questo può davvero risollevare, farci stare meglio?
La felicità è qualcosa che ci appartiene e che non dipende dagli altri …
Sappiamo guardare a fondo, scindere fatti ed accadimenti, liberarci dai sensi di colpa e perdonare se mai abbiamo subito un torto?
Sappiamo chiederci quali sono state le nostre mancanze per aver subito quel torto?
Sappiamo guardare con realistico distacco ai fatti della vita e riconoscere che certe cose capitano a prescindere dalla responsabilità di qualcuno?
Vorrei che queste parole non risultassero vuote ed insignificanti … parole tanto per dire, il senso di esse è che la felicità è qualcosa che ci appartiene  e che nessuno potrà mai togliere o donare … è uno stato mentale che sa apprezzare e riconoscere quei pochi istanti, sa assapora il gusto e li vive intensamente
La via della santità è altra cosa davvero, qui si tratta di capire chi siamo e che cosa proviamo a prescindere dal mondo che ci circonda e dalle situazioni che ci capita di dover  vivere.
Da un'umiliazione o da una sconfitta, quanto abbiamo potuto apprendere per risollevarci, ma soprattutto abbiamo saputo continuare a vedere il bene o perseguire questo fine?

domenica 22 novembre 2015

PIAZZA ELIO CALLISTIO


Publio Elio Callistio ( più esattamente Callisto che in greco significa di bello aspetto) fu liberto dell’Imperatore Adriano e della moglie di Lui: Sabina.
Badate non liberto ai tempi di …  ma precisamente di Adriano e Sabina. Uno schiavo affrancato non sappiamo se alla morte dell’Imperatore o prima … di sicuro dovette avere delle doti non comuni se riuscì a diventare ricco ed importante tanto da permettersi  una sontuosa tomba.
Non sappiamo nulla di Lui, di che cosa si occupasse precisamente di quali meriti avesse … in quale campo: artistico, militare, forse un medico? Sappiamo solo che come Trimalcione  nel Satyricom di Petronio era ossessionato dalla morte tanto da non badare a spese per le sue esequie costruendosi una costosa e sontuosa tomba , impiegando gran parte della sua ricchezza in un atto di egoismo, testimonianza amara, forse, di un’esistenza che si conclude in se stessa.

Col principato di Claudio, da 41 al 54 DC, cominciarono ad avere nella vita dell'impero  parte importantissima i liberti. Sotto gli altri imperatori (prima di Claudio) i liberti non erano stati impiegati che nella corte, riservando ai cavalieri e ai senatori l'amministrazione dello stato e l'ufficio di consiglieri e ministri del principe. I nemici più accaniti degli imperatori si trovano proprio tra i senatori e i cavalieri, per questo nel tempo si consolidò l'impiego dei liberti, rafforzando il regime monarchico, a patto che l'imperatore fosse uomo dotato di forte energia e volontà, altrimenti i liberti potevano diventare i veri padroni dell'impero , anziché essere docili e laboriosi strumenti del principe. Con i loro intrighi potevano servirsi dell'imperatore del tutto ignaro di quanto riuscivano a macchinare alle sue spalle.

Portava lo stesso cognome di Adriano, Aelius (Elio),  chissà, forse era un parente e non un liberto, di sicuro fu un suo stretto collaboratore e  magari avrà viaggiato molto in sua compagnia  … lo avrà consigliato (forse gli ispirò il concetto di difesa a costi sostenibili, come la costruzione del vallo adriano in Bretagna, di fortificazioni in Germania, di concessione di territori al controllo di Popoli considerati alleati privilegiati di Roma, di non ampliare l'Impero per non aumentare i problemi a causa dei costi di approvvigionamento di territori indifendibili).
Probabilmente portava la barba come il suo dominus, visto che dopo di lui  a Roma gli imperatori seguirono la moda di non radersi .
Se era in sintonia con Adriano doveva essere un tipo abituato alla dura vita dei legionari, odiare le comodità e vivere con poco, facendoselo bastare e avanzare.
A Roma il rispetto ed il prestigio lo si conquistava unicamente sui campi di battaglia, non si poteva accedere ad alcuna carica pubblica senza prima aver prestato con merito servizio militare.
Di certo non era ebreo perché Adriano non li poteva proprio vedere e a causa della loro natura indomita e ribelle, cercò di sterminarli e risolvere definitivamente le tensioni in Palestina tanto da meritarsi l’epitaffio “possano essere le sue ossa frantumate” espressione mai usata neppure nei confronti dell’Imperatore  Tito che aveva fatto distruggere il Tempio a Gerusalemme.
Forse Callisto seppe della sconveniente  storia omosessuale (c'è chi la smentisce e parla di affiliazione) tra Adriano e il giovinetto Antino, che lo seguii nei suoi viaggi e che morì annegato in circostanze misteriose nelle acque del Nilo. La relazione (se vera) in se non era contro la  "morale" dell'epoca, (pur ché nel rapporto carnale si era la parte attiva e non passiva),  quello che sorprese e fu considerato irresponsabile fu la scomposta reazione di Adriano alla morte di Antino: lo innalzò al di sopra della natura umana, glorificandolo pubblicamente come un dio.
 Come il suo imperatore si costruì la Mole Adriana (Castel Sant’Angelo) … Callisto costruì la sua tomba … oggi conosciuta come sedia del diavolo … per la sua strana forma, ormai ridotta a un rudere  che ricorda una grande sedia degna del principe dell’inferno … strana associazione , ma mai nulla capita per caso e se il tempo cancella le tracce delle esistenze degli esseri umani, qualcosa finisce per ricollegarsi ad esse, di generazione in generazione, in questo caso, tramandando forse un sentimento di tenebrose sensazioni, a ragione o a torto, questo nessuno potrà mai dirlo fino in fondo.

domenica 15 novembre 2015

E QUALCUNO DISSE “ I HAVE A DRIME”



 

La vendita delle case degli enti pubblici e simili,                  


indubbiamente  è stata per gli ex inquilini una mazzata . 

Le case spesso fatiscenti richiedono interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria di non poco conto.

 Molti si sono indebitati per poter acquistare la prima casa e nel tempo non tutti sono riusciti a chiudere il mutuo e l'ipoteca ... arrancando come potevano alle difficoltà nei giorni di vacche magre. 

Il mercato immobiliare ha risentito della crisi, per quanto alcune zone residenziali sono maggiormente richieste rispetto ad altre. Chi ha venduto  e si è trasferito forse è stato più lungimirante rispetto a chi ha tenuto la casa.

L’impreparazione dei nuovi proprietari alle questioni condominiali è costata lacrime e sangue.

Squali e squallide figure hanno carpito la fiducia degli ingenui … che come pecore si sono lasciate guidare sull’orlo del precipizio, senza nemmeno rendersene conto. Amministratori  dediti  unicamente ad approfittare della situazione sfruttando le debolezze degli sprovveduti: lusinghe, piccoli interessi e soprattutto chiacchiere senza costrutto; intanto i conti sono sempre più salati, i lavori sono fatti sempre con più approssimazione, le informazioni sono elargite con astuto intento di impapocchiare e confondere i malcapitati che non sanno più a quale santo votarsi.

 Gli esasperati svendono intimiditi ed impauriti dall’ insaziabile e vorace pozzo di San Patrizio … a causa di furbi che non pagano e restano impuniti, di amministratori solerti solo ad incassare e a far pagare quelli che pagano … anche più del dovuto! Nel frattempo incantano gli incauti che credono di aver a che fare con un amico o un’amica … non con un demandato a fare l’interesse degli amministrati.
Il fatto è che gli amministratori quando si accorgono che possono osare senza essere fermati, perdono letteralmente il senso della misura e diventano pericolosi …  anche per se stessi!
I fornitori compiacenti li sostengono, con fatture gonfiate, con lavori inventati … con servizi mai del tutto resi … qualche amministratore si sente Dio e crede di poter tutto … anche fare qualche affaruccio nelle compravendite  degli sventurati che decidono di svendere pur di andarsene …
 Ovviamente le complicità non mancano e l’occasione ghiotta di raggirare e di spennare la massa degli sprovveduti  neo condomini è troppo forte che nessuna remora etica, regola di legge o fede religiosa li può fermare … solo la loro insaziabile voracità li fermerà e li rovinerà.

I nuovi amministratori (perché nel frattempo cambiano, affinché l'oblio ricopra le  malefatte e si faccia spallucce) sono cooptati dai soliti furbetti (garantendo l'impunità ai predecessori) …  passato il testimone, i nuovi lasciano credere agli sprovveduti che risolveranno i problemi … in realtà faranno ben poco se non quello di continuare ad agitare spauracchi, a far lievitare le spese … nessun colpo di spugna … anche i fornitori sono gli stessi :-) … e da una posizione di forza (del tutto millantata) … tutti  …. in coro,  intimidiscono gli sprovveduti condomini con lettere scritte da avvocati … boriosi strombazzanti assoldati  per spremere e spillare il più possibile.
Se qualcuno si oppone ... viene isolato, deriso, considerato un poveraccio  ... che spetti a vendere se non puoi pagare? Vuoi fare causa: accomodati i costi della giustizia e i tempi lunghi giocano a tuo sfavore e poi anche se vinci sei proprio sicuro che ti pagheranno? Con queste chiacchiere rabboniscono i più decisi ... ma non a tutti riescono ad incantare;  lo sanno che non possono tirare troppo la corda.
I diritti vengono usurpati, dimenticati … principi di equità e di corretta amministrazione sono relegati in soffitta o gettati nel cesso … tutto in nome del dio denaro che gira , comanda e sorride solo a quelli che sanno come fregare il prossimo stordendolo di sole chiacchiere e nulla più.
A volte penso e me ne vergogno un po’, che la nostra società è marcia davvero fino alle midolla e che abbiamo poche cose in cui credere veramente e per cui valga la pena combattere e morire … forse la famiglia? mah ...
Provo tenerezza per tutti  noi poveri paperini, che con sisifa durezza portiamo il peso della nostra buona fede,  fantozziani e gentili come pecore ci facciamo condurre dal buon pastore al macello, belando grati e docili.
E' ora di svegliarsi! Che ne dite?

Il fatto è che ci sono persone che fingono di cadere dal pero, che non hanno alcun interesse a svegliarsi ... altre reagiscono come gli struzzi, nascondono la testa sotto la sabbia sperando che i problemi una volta ignorati non esistano ... in nome del "tengo famiglia, che devo fa?".

Lo stato delle cose è tale che se ancora esiste la Giustizia in questo Paese ... basta una semplice azione di responsabilità per mala gestio condominiale,  per scoperchiare d'ufficio,  sul piano penale un sistema dedito a delinquere, a depredare denaro ai danni di molte persone ignare e che non avrebbero potuto in ogni caso opporsi, difendersi perché il sistema, generalizzato colpisce senza lasciare segni evidenti ... solo se non si passano i limiti dell'impunità ... e in questo caso siamo andati ben oltre!

Non ci si può scusare a causa di problemi di salute o famigliari ... tutti abbiamo problemi ma non per questo siamo giustificabili per i danni eventualmente causati ad altre persone.


Qualcuno, mi auguro, piangerà lacrime amare e questa volta non saremo noi poveri paperini.

 
 


 

 

 

 

 

sabato 14 novembre 2015

GABBIANI DI ROMA


Vi vedo e penso che qui non dovreste esserci davvero … il Mondo è bello perché vario, ma con tutta la comprensione possibile vi vedo tra i rifiuti, terrorizzare i poveri piccioni, solidarizzare con le cornacchie … vi invito a pensare al mare … abbiamo ottomila chilometri … un Paradiso immenso …
ma che ce venite a fare a Roma?

Se dipendesse da me aprirei la caccia anche in pieno centro … sarei un crociato senza alcuna compassione … vi dichiarerei guerra, anche se qui le cose hanno preso una brutta piega che la gente povera ed indifesa è lasciata a se stessa, senza più ideali o sogni da realizzare … non ci servite gabbiani  e non ci potete cambiare raccontandovi il vostro Paradiso che non ci appartiene , e  se provate ad imporcelo anche con la minaccia … allora scoprirete che molti di noi non fuggirebbero,
ma vi abbracceremmo fino a stritolarvi.

martedì 10 novembre 2015

FLASH


Come un lampo che illumina per qualche istante l’oscurità della stanza e lascia intravvedere cose celate …  dimenticate dalla quotidiana corsa, da appuntamenti incontri ed incalzanti eventi di una vita aliena al passato, ma inevitabilmente inscindibile ad esso.
L’occasione che ha fatto scaturire quel lampo: leggere una notizia apparentemente distante e per questo inaspettata nelle conseguenze … La Traviata di Ozpetek  incanta il pubblico del San Carlo poi ... seguono le motivazioni sceniche, coreografiche, musicali … che giustificano tale titolo … leggo ed ancora il lampo deve manifestarsi, sono ancora nell’oscurità che cela … nell’incoscienza finta che fa dimenticare il proprio vissuto e che non ha motivo di riemergere in quell’istante … poi continuo a leggere che  il regista quando aveva sette anni ascoltava spesso sua Madre cantare le arie più celebri della Traviata … dunque, penso, un atto di grande tenerezza si cela nello sforzo del regista di compiacere la persona che più ama al Mondo.
Continua, Ozpetek , e dice con parole semplici, non di circostanza, che mi arrivano come una sberla e mi fanno rivivere momenti apparentemente dimenticati … ma evidentemente non cancellati … “Mia Mamma, dorme tutto il giorno, sta Morendo … e quando gli faccio ascoltare la Traviata … vedo una piega appena delineata sulle sue labbra … un abbozzo di sorriso e questo mi emoziona profondamente”.
Ne avverto l’impotenza, la perplessità … la struggente sofferenza vissuta da chi Ama e perde il contatto diretto con chi ci sta per lasciare, non per sua volontà, e che solo di tanto in tanto si riaffaccia in questo Mondo …  riscaldandoci ancora il cuore.
Il Lampo lascia intravvedere cose … che pensavo perse per sempre, insabbiate, inabissate … ma è troppo il dolore che la luce si spegne subito dopo oscurando il tutto nuovamente.

domenica 8 novembre 2015

DOVE E' IL MALE?



Un uomo può dire a se stesso molte cose, ma l'uomo vive in un Universo che non è composto solo di se stesso.

PER ME E' UN MISTERO ...



...
abbiamo un'avidità con la quale
abbiamo accettato di convivere

pensi di dover volere
più di quello di cui hai bisogno
finchè non hai tutto non sarai libero

società, sei una razza folle
spero che tu non sia sola senza di me

quando vuoi più di quello che hai,
pensi di averne bisogno
quando pensi più di quello che vuoi,
i tuoi pensieri cominciano a sanguinare

penso di dover trovare un posto più grande
perchè quando hai più di quello che pensi,
hai bisogno di più spazio

società, sei una razza folle
spero che tu non sia sola, senza di me
società, pazza e profonda
spero che tu non sia sola, senza di me

ci sono quelli che pensano più o meno, ma il meno è di più
ma se il meno è di più come fai a mantenere il punteggio?
significa che per ogni punto che fai
scendi di livello
è un pò come cominciare dalla cima
non puoi farlo...

società, sei una razza folle
spero che tu non sia sola, senza di me
società, pazza e profonda
spero che tu non sia sola, senza di me

società, abbi pietà di me
spero che tu non ti arrabbierai se non sono d'accordo
società, pazza e profonda
spero che tu non sia sola, senza di me
 
(Society- Eddie Vebber)