Questo pupazzetto non ci rappresenta, ma esprime lo stato d'animo della precarietà,
a cui non Vogliamo Assomigliare ...
la scelta è ... In Direzione Ostinata e Contraria
D.O.C.








venerdì 5 dicembre 2014

TREMETE LO STESSO CACATEVE A DOSSO!



... Tremamose a dosso
cacamo lo stesso!

domenica 30 novembre 2014

LA FORZA DELLA VITA

Un giorno la Paura bussò alla porta,
la Speranza si alzò ed andò ad aprire
 e vide che non c'era Nessuno.

mercoledì 5 novembre 2014

PICCOLO GRANDE UOMO


Fretta di arrivare, telefonate a raffica … impegno  a  rispettare le consegne.
Si corre in auto, il tempo stringe e non si pensa ad altro che alle mete da raggiungere di volta in volta. Rutine … ma la disinvoltura troppo leggera non considera i rischi della strada …  basta poco per trasformare l’ordinario scorrere del tempo in una tragedia infinita ed irreparabile.
Quando sei apparso ho capito che dovevo riconsiderare le priorità e le responsabilità di chi siede alla guida di un’auto.
Piazza re di Roma una Mamma attraversa ... indossa il marsupio e stringe un piccolo, mentre al fianco da la mano ad un pupo biondo, che mi vede arrivare spedito ed alza la mano chiedendomi di rallentare … alla vista della famigliola rallento, inchiodo … il piccolo grande uomo, non più alto di un metro agita la mano, mi guarda con rabbia … ho messo a rischio la vita delle persone a lui più care … mi sorprende la precoce consapevolezza di quel giovane leone per il  pericolo scampato, della sua rabbia  espressa con occhiacci di ghiaccio e della sua reazione piccata rivolta a me  … sua mamma attraversa tranquilla stringendosi il piccolo ignaro tra le braccia, come rassicurata dalla presenza al suo fianco di quel giovane uomo … sorrido di cuore e dico rivolto al piccolo arrabbiato consapevole del suo ruolo di protettore che “ha ragione, che sono un imbecille su quattro ruote” … presuntuoso, penso  di avere il controllo assoluto del mezzo che conduco, senza rendermi conto davvero che basta niente, per arrecare danno ad altre persone e a me stesso.
Grazie piccolo per quei pugni alzati, per il tuo dimenare il braccio minaccioso  perché la tua giovane consapevolezza non solo mi sorprende ma mi ammonisce e mi richiama ad un comportamento più attento e responsabile alla guida.
Ciao angelo mio.

domenica 2 novembre 2014

IL BERNOCCOLO DEGLI AFFARI


Michele, nome di fantasia, ha il banco di frutta e verdura al mercato del Trionfale.
 Cinquant’anni, condivide l’attività con la moglie e d il figlio, inoltre ha con se un paio di lavoranti stranieri.
Tendenzialmente allegro, salace ed arguto, sferra battute  a raffica e batte la lingua dove il dente duole.
Commerciante fino alle midolla, contratta come un egiziano, allo stremo, e cerca il prezzo per sfinimento della controparte, che pur di non sentirlo più, accetta livelli di prezzo  vicini al costo di acquisto,  quando è fortunato, riducendosi di fatto a fare il passa soldi tra acquirente e fornitore grossista … in pratica un volontario del lavoro, senza scopo di lucro, che campa d’aria e impiega il suo tempo per  risollevare il morale dei banchisti, aggravati da tasse, spese e malumore … questa sarebbe la sorte che ti spetta se dai retta a Michele e a quelli come Lui, che con la scusa che movimenti il denaro …  anche se non guadagni niente … e qualche volta perdi … vendi grandi quantità di merce!!!
Che le cose funzionano così ovviamente ho forti dubbi … e non condividendo profitti con l’acquirente, fai notare che poco ti importa di vendere per vendere … ma che se devi campare qualcosa devi pur guadagnare …
Quando conosci i trucchi per svilire la qualità della tua merce, quando hai fatto l’abitudine alle teatrali battute da “me misero, me tapino che lo Stato mi ruba quasi tutto l’incasso … e agli stranieri non li vede neanche, semmai li agevola … ”  dopo aver ascoltato pazientemente, senza batter ciglio, il canto greco ed il pianto della préfica … assistito allo stracciamento delle vesti , all'auto menata di schiaffi sul viso e connessi graffi scenici (per ravvivare con l’orrido la scena pregna di disperazione) …  ti tocca pure la parte poco gradevole, a dire il vero, del mercante di Venezia … passar per stronzo anche quando non lo sei! Irremovibile nel pretende il tuo prezzo, che equivale alla libra di carne del commerciante,  badate non è la somma  di un lauto e giusto guadagno, ma quello minimo che ti permette di portare la pagnotta a casa, almeno:-)
Questa è la vita … cacca per noi,  ottimo pasto per le mosche!
Sono solo differenti  punti di vista.

lunedì 18 agosto 2014

EVERYBODY'S TALKING

Da quando ho iniziato la mia carriera da “Man‘s shopping -bags  o di bustarolo, tradotto in garbato romanesco, fortunatamente atti intimidatori veri e propri non li ho ancora subiti e spero di non subirne in futuro.
E’ vero che nei vari mercati rionali ci sono delle figure di riferimento che per bravura e scaltrezza sono riuscite a scavare un solco di simpatia negli animi dei banchisti , ma al motto  di “ tutti dovemo campà” c’è davvero spazio per i nuovi che provano come me a misurarsi con un lavoro tutt’altro che semplice.
Il commercio richiede scaltrezza e abilità relazionali, occorre buona parlantina ed energie  psichiche per superare le inevitabili incomprensioni, oltre che ai momentanei attacchi di pessimismo cosmico a cui si è periodicamente soggetti, frequentando luoghi affollati  di varia umanità, scontrandosi con le difficoltà  pratiche e la stanchezza  che ti fa dimenticare l’incasso di una negoziazione, la merce appena mostrata su un banco o il chiudersi di una trattativa neppure iniziata a causa di un contrattempo o di un giudizio troppo affrettato.
C’è sempre qualcosa che non è rispondente alle aspettative del cliente e l’erba del vicino è sempre più verde … guarda caso ti dice che acquista la stessa merce ad un prezzo inferiore di quello che proponi … o che allo stesso prezzo acquista maggior quantità di merce e di qualità migliore della tua … che se ti fai impapocchiare dalle chiacchiere finisci per dargliela vinta  accettando il prezzo che ti propone: praticamente  gli stai regalando la tua merce ad un prezzo ridicolo e con un margine vicino al niente, dopo un lavoro bestiale di carico, scarico e scorazzamento della stessa merce per ogni possibile angolo del mercato e alle ore più improbabili per la concorrenza … nella speranza di una buona vendita.
Con questo non dico di essere un santo,  perché mi arrabbio e ci rimango male pure io, ma cerco di ampliare il mio sguardo e di distaccarmi da certe sensazioni  negative seppur passeggere e di guardare altro e comprendere piuttosto che soffermare lo sguardo sul mio ombelico.
Un giorno mi sono allarmato per aver trovato una ruota a terra … ma quella volta a ben ripensare fu dovuta non tanto all’azione di prepotenti che non tolleravano la mia presenza, ma ad un marciapiede tagliente o  ad una buca troppo profonda dell’asfalto stradale che ha da prima  indebolito il pneumatico per poi   sgonfiarlo definitivamente appena è passato su un sasso aguzzo …  e al mercato di  Valmelaina c’è una parte sterrata, quando vado a trovare la bella e simpatica Maria, che se anche non compra sempre le mie buste passo volentieri a salutarla che finisco per imparare qualcosa sui mercati rionali.
Per qualche tempo ho lasciato la macchina a vista di amici nei mercati dove potevo pensare a qualche atto di ritorsione, ma conoscendo sempre di più i miei potenziali rivali, mi accorgo che dietro il bofonchiare, l’area minacciosa o lo sguardo di traverso non c’è una vera volontà a danneggiare  e che i sacrifici più che a dividere finiscono per accomunare  le persone,  le affratellano rendendole più  tolleranti e comprensive , ci si rispetta vicendevolmente e si prova un misto di compassione e stima, ritrovandosi al bar scambiando quattro chiacchiere e offrendoci a turno il caffè … In altre situazioni ed in ambienti,  apparentemente più colti e raffinati, non avevano esitato a “tagliarmi la gola” per mettermi in cattiva luce, nell’ambiente di lavoro, e togliermi ogni velleità di speranza di poter pensare di mettere radici e costruire, in qualche modo, un domani meno incerto piuttosto che lavorare ad intermittenza con gli impieghi interinali.
 
Mi stanno parlando tutti
non sento le parole che dicono
solo l’eco della mia mente
La gente si ferma stupefatta
non riesco a vedere I loro volti
solo l’ombra dei loro occhi
...

domenica 10 agosto 2014

ASSIOMA


Io sono più importante dei miei errori.

 L’errore è movimento, è slancio generoso,  è disperata resistenza, è lotta alla rassegnazione … è assalto oltre la trincea e corsa allo sbaraglio con il cuore in gola … è azione prima della riflessione … è voglia di scrollare i dubbi e le esitazioni, è affrontare ciò che verrà come verrà … l’errore spesso è sottovalutato,  o non visto … non intuito ne prevenuto … l’errore è vita, perché la vita è imprevedibile e va vissuta con coraggio sia quel che sia … senza caricarsi di troppe responsabilità e colpe! Si va all’avventura … nessuno può garantire che le cose capitino come vorremmo che capitassero, ci si muove e si intraprende un’iniziativa … possiamo al più valutare le probabilità di riuscita, ma mai rilevare dettagliatamente  ciò che poi realmente accadrà e le conseguenze del nostro agire … è umanamente impossibile leggere il futuro … anticipare gli eventi … troppe variabili da considerare e l’imprevedibile, il miracoloso, l’imponderabile c’è ma non si vede, non lo si mette in conto eppure anima la Speranza e da forza ad ogni a nostra azione … salto nel buio!
Siamo troppo vulnerabili e limitati per godere delle nostre certezze effimere … su successi e azioni gloriose, vane e simili a neve al sole … ciò che è, non è detto che si ripeterà … ciò che è stato non sempre è garanzia di ciò che sarà necessariamente.   A volte vedo esseri tronfi , sprizzanti superbia in ogni loro azione, parola, gesto ...  penso poveracci: non sanno che cosa gli riserva il domani e sono nella condizione peggiore per affrontarlo, chiusi dalle loro presunzione e certezze effimere!
Rassegnato all’idea di essere un imperfetto guardo con pietà e dolcezza al Mondo che mi circonda … umiliato e vinto dall’idea di essere umano e debole, affronto il Mondo con rinnovato coraggio e rigenerata forza:  libero da complessi d’inferiorità,  dalle paure ataviche  o dettate dall’insicurezza, dall'incertezza e dalla precaria condizione di ogni essere vivente; vivo  come posso e come sono, senza voler essere altro .... questo basta e avanza!
Rende leggero il fardello e risolleva l'animo del viandante.

sabato 2 agosto 2014

IL SIGNORE DEL CASTELLO


Beh! C’è da dir poco  sulla crisi … se si va per mercati rionali  il calo negli acquisti è tangibile ed evidente … forse per eccesso di offerta, visto che tra super mercati e mini market  a conduzione straniera , c’è l’imbarazzo della scelta.
Enzo è un fruttivendolo italiano … e per lui la causa di ogni problema è l’emigrazione  incontrollata, la connivenza delle istituzioni che sembrano essere accomodanti con gli stranieri che esercitano un’attività e  molto dure con i commercianti italiani.
Ogni volta che lo ascolto parlare è una sequela di lamentele sul degrado sociale, sulle condizioni igieniche di certi banchi tenuti da stranieri, sul loro comportamento  … e la rabbia di un uomo mite sale di giorno in giorno, il suo parlare diventa offensivo  senza curarsene minimamente di essere ascoltato da alcuni banchi limitrofi al suo e condotti da stranieri … c’è un cupo risentimento, un ribollire di odio  e di forte intolleranza, nei discorsi di Enzo, e non è il solo a pensarla così!
Mi dispiace, ma non condivido quel modo di pensare … con il mio lavoro mi trovo a contatto con gli stranieri e vedo che lavorano sodo, non sono rincoglioniti ancor dalla tv e dalle mode del momento, a loro non frega niente ne di Corona e della Belen … loro lavorano dalla mattina alla sera, e sono gli unici che ti trattano umanamente se sei in difficoltà … Mi è capitato di essere accolto da miei connazionali come un pezzente,  un barbone che cerca l’elemosina … mentre mi sono sentito accolto con rispetto da quegli stranieri tanto criticati e considerati il male dei mali …  credo che le cause della crisi siano altrove e non certo tra le povera gente che lotta per sopravvivere …  giorno per giorno! La nostra società è fin troppo viziata per rendersi conto di quanto sia diventata marcia e stupida … chi veramente soffre, suda sangue e lacrime può comprendere ciò che intendo!

venerdì 1 agosto 2014

martedì 22 luglio 2014

IL SALUTO ISLAMICO

“Assalamu aleikum”, che significa “Pace su di voi” riferendosi agli angeli che ognuno di noi ha sulla destra e sulla sinistra, per scrivere le nostre buone e le cattive azioni. 
La risposta è “Aleikum salam” che significa “Su di voi la pace”.  
Questo mi ha spiegato Luigi, un tunisino che insieme alla nipote, Stella, ha un banco di dolci e di cibi tipici, davanti alla Moschea di Roma, e che i mussulmani possono degustare solo dopo le nove della sera, a causa del Ramadan. 
Vedi, mi dice Luigi, ma il suo vero nome è molto più difficile da ripetere e ricordare:
“Ciò che è inteso dal saluto di ‘Assalamu aleikum’ è il saluto tra la gente , che getta i semi dell’amore e dell’amicizia nei loro cuori , come il dare cibo. Può esserci debolezza nel cuore di uno di loro, che è espulsa quando egli viene salutato , o ci può essere dell’ostilità , che è trasformata in amicizia attraverso il saluto.” 
Porto loro buste di plastica, pellicole, vassoi di cartoni ed altro ancora ... e spesso ho modo di parlare con loro e d'imparare cose sorprendenti davvero, se mettiamo da parte gli stereotipi, i pregiudizi e i timori dettati dall'incomprensione e dall'ignoranza. 
Così Luigi mi parla con simpatia ed amicizia, e mi spiega:
 
Capita a volte di provar rancore – sentimento da evitare- verso un fratello, per aver subìto torto da lui. Cosa fare? “se lo incontro per strada non lo saluto nemmeno!”, oppure “faccio finta di non vederlo”, o “cambio completamente strada!”. A quanti di noi è successo? Ecco, tutte e tre le soluzioni sono completamente sbagliate. Dobbiamo salutare lo stesso la persona con “Assalamu aleikum”, inshaAllah con quel saluto Allah  ci aiuterà a non portar rancore verso il fratello.
Un musulmano non può rompere completamente i rapporti con un altro musulmano, al massimo può essere arrabbiato solo per tre giorni, il tempo sufficiente per far capire al fratello che ha sbagliato, NON DEVE superare i tre giorni. 
Paolo! la vita è meravigliosa, se la viviamo in tranquillità, affrontando tutto ciò che Iddio ci manda nel bene e nel male,  e che è previsto fin dalla nostra nascita, come percorso di crescita e di miglioramento. 
Non si vive solo per il denaro, il successo e la competizione ... c'è molto di più da riscoprire e considerare come prioritari ... la fede in Dio che tutto è stato scritto a fin di bene per noi stessi ... l'amore per il prossimo, il rispetto per i propri Genitori, per la propria consorte e l'amore per i figli.
Vivere in Pace è il desiderio di ogni uomo, come quello di guardare al prossimo non con invidia o cattiveria, ma semmai preoccupandosi del prossimo che non abbia bisogno di aiuto e di conforto. 
Poi vedo un scintillio negli occhi di Luigi, e quasi ridendo mi dice: ma come è possibile amare un animale, cane o gatto che sia, come fosse una persona, un figlio, un amico? come è possibile tenerlo in casa, lasciargli condividere il letto, la tavola ...  focolaio di germi patogeni che potrebbero intaccare la salute del padrone stesso? Per noi è inconcepibile ... gli animali restano fuori della casa! 
Probabilmente, gli rispondo, il senso della comunità, i rapporti parentali più stretti e la solidarietà espressa anche solo da un semplice saluto a cui si deve dare risposta, per obbligo morale e religioso ... escludono di fatto la ragione principale per cui si tengono da noi gli animali:
una profonda solitudine nonostante il benessere materiale , inteso in senso edonistico ... di esclusivo vantaggio personale, al più della strettissima cerchia dei propri familiari! 

domenica 13 luglio 2014

AUTOSCATTO


Ho un indole gentile, a dispetto della mia corporatura robusta e dell’altezza  superiore a 1,80.
L’attività fisica non mi pesa, anzi al contrario mi distende e mi fa sentire in buona forma. Sono di temperamento calmo, di fronte ad un problema non perdo la testa e difficilmente mi lascio andare,  cercando in ogni modo  di venirne a capo. Non mi arrendo alle prime difficoltà o sconfitte … lavoro duramente e tenacemente, sopporto sacrifici.
Mi basta davvero poco per sentirmi un re.
Non cerco la compagnia ad ogni costo, e la solitudine non mi pesa affatto... sebbene sappia apprezzare la buona compagnia e le persone piacevoli.
Preferisco essere diplomatico  e cauto nelle dispute, il più delle volte lascio correre … non cerco la lite, ne mi infiammo alla prima scintilla, ma non dimentico mai il torto subito, quando questo mi offende e mi danneggia in modo del tutto ingiusto ed abnorme.
Distinguo le persone dalle loro azioni più che dalle loro parole … osservo i loro gesti, lo sguardo, sono attento ad ogni minimo particolare … quando mi accorgo che qualcuno ingiustamente cerca di calpestarmi, di umiliarmi, di confondermi e di approfittare a proprio vantaggio allora non subisco, non riesco a chinare il capo, ad inghiottire rospi  … non riesco a fargliela passare e non importa con chi ho a che fare … fosse anche una persona potente ed influente,  con me ha chiuso!!
Costi quel che costi.

sabato 5 luglio 2014

BALLA CON I CIUCHI

Buon giorno! Ehm ... vendo buste, shoppers, e non  solo ... tovaglioli, rotolini fiscali per la cassa, rotoloni professionali altamente assorbenti, carta politenata, carta accoppiata, carta svedese,  etc... etc...
 
Homo cretinus
- A me frega niente! ho già tutto ... un tizio "strano" passa ogni mattina e mi rifornisce, poveraccio!!! se compro da te, poi quello fa la fame!! e poi ne ho anche un altro che passa ... francamente siete troppi!!! molesti come le mosche ... ma non avete meglio da fare? Non valete un cazzo! Per questo vi do del tu e vi tratto da merda, cambio il mio ghigno da chi adocchia un potenziale pollo da spennare ... in una smorfia cinica da perfetto imbecille, appena ti qualifichi per rappresentante o venditore ... e poi mi diverto a farti credere che compro qualcosa, salvo poi cambiare idea all'ultimo istante! così per vedere la tua faccia diventare verde, mentre ti sforzi a rimanere gentile e calmo:
che libidine!!! E ti è andata bene ... se no ti facevo aspettare anche una mezzoretta ... prima di dirti che non mi serve niente ^-^
 
Senti stronzetto!! non sto chiedendo  l'elemosina, ne sto  qui a piatire un tuo aiuto ... semmai ti sto offrendo un    s e r v i z i o ... forse non ti sei accorto che ti sto rifornendo di materiali di cui hai bisogno giornaliero, senza staccare il tuo culo dal tuo posto di lavoro, facendoti risparmiare tempo e soldi ... ti rifornisco, insieme agli altri miei colleghi ... che tu definisci poveri diavoli sfigati,  ma che si guadagnano il pane lavorando duramente  anche 18 ore al giorno, 7 giorni su 7!!  comunque noi saremo anche tanti, ma anche i negozi sono tanti!! grazie a Dio! e  nonostante la crisi!!  
Agli stronzi come te, di ogni età - sesso - nazionalità, in cerca di improbabili rivalse dalla vita, prima o poi, si finisce per fare l'abitudine ...  
Fortunatamente non si incontrano sempre persone così:-) inoltre cambiando prospettiva ... quando si incontrano soggetti di tale specie ... si ha poi il modo di apprezzare maggiormente le persone di natura assai differente ... scoprendo il piacere dei rapporti umani autentici, spontanei ... anche quando non comprano niente da te, ma un sorriso, una parola gentile o una stretta di mano ... fanno la differenza!!

martedì 1 luglio 2014

GREEN INSIDE

Philosophy

Non si possono più ignorare, soprattutto negli ultimi anni, gli effetti devastanti dell'inquinamento, gli aumenti dei prezzi dell'energia, l'invasione sul mercato di prodotti nocivi alla salute.

La nostra scelta si è così naturalmente volta verso un'attività al servizio dei cittadini "verdi", in grado di avvicinare e sensibilizzare nuovi partecipanti alla vita SOSTENIBILE .
GREEN INSIDE, la scelta di vivere consapevolmente rispettando l'AMBIENTE!
 
Dare una vera svolta ecologica alla propria vita
Questa domanda ruota intorno alla medesima risposta: lo stile di vita.
Avere un atteggiamento green significa essere sensibili, investire del tempo (non del denaro come pregiudizievolmente si ritiene).
Proprio nei momenti di crisi economica ci si può adoperare per migliorare la propria eco-attitudine, concretizzandola nelle scelte d'acquisto, nei consumi, nei risparmi e investimenti.

Questa è la presentazione sul loro sito 
http://www.greeninsideshop.com/index.php?lang=it

che vale la pena andare a vedere. Se volete conoscere gli ideatori di questa iniziativa, sarete sorpresi dalla loro giovane età e dalla loro intraprendenza: basta andare a  GREEN INSIDE SHOP
VIA DEI MARRUCINI 58 ROMA 00185, vicino piazzale Aldo Moro .
Provare per credere! 



domenica 22 giugno 2014

P101: IL SOGNO ITALIANO


La prima cosa che i giornalisti americani misero in evidenza dopo la presentazione della Programma 101 della Olivetti alla mostra di New York dell'ottobre del 1965, le dimensioni, simili a quelle di una macchina per scrivere, l'idea della scheda magnetica, il programma e la facilità  d'uso, che, come sottolineava Business Week, metteva la macchina alla portata di qualunque impiegato di un ufficio. Ai primi di novembre, cinque Programma 101, su richiesta della società televisiva NBC, vennero impiegate per il computo  dei risultati elettorali da trasmettere a milioni di telespettatori  nelle zone di New York e del New Jersey.

In sostanza il mercato americano colse perfettamente il carattere innovativo della Programma 101 e diede una risposta superiore ad ogni aspettativa.

Dopo il successo ottenuto all'estero, la direzione dell'Olivetti trovò il coraggio di organizzare in Italia una presentazione dedicata alla Programma 101. Questa avvenne a Milano il 7 aprile del 1966, precedendo di pochi giorni la fiera campionaria. Anche in Italia ovviamente  tutta la stampa diede grande enfasi all'avvenimento. La Stampa di Torino scrisse nell'editoriale dell'8 aprile:: " la Programma 101 segna una svolta nella storia degli strumenti del calcolo, in quanto nelle dimensioni di una comune calcolatrice meccanica e con una estrema facilità d'impiego, mette a disposizione di vaste categorie di utenti la velocità  e la logica  dei grandi calcolatori elettronici ". L'Avanti, alla stessa data, disse: " con la nuova apparecchiatura che nel gergo della Olivetti è denominata perottina dal nome dell'ingegner Perotto che ne è il progettista, i vantaggi del calcolo elettronico potranno essere sfruttati da tecnici,  professionisti, piccole aziende per i servizi più disparati, che toccano i campi della matematica, della statistica, dell'ingegneria, dell'amministrazione, della finanza e assicurazioni. Per fare un esempio, la Programma 101    elabora e scrive il programma di ammortamento di un qualsiasi capitale per un periodo di cinque anni in meno di 50 secondi. L'operatore dovrà limitarsi a impostare il capitale, il tempo e il tasso ".

I progressi della tecnologia sono stati talmente prodigiosi, che può sembrare impietoso confrontare le prestazioni della Programma 101 coi personal computer di oggi. D'altra parte altrettanto impietoso è il' confronto di questi coi grandi calcolatori dell'epoca della 101.

            Si pensi che un mastodonte come l'Elea 9003 del 1959, che peraltro era abbastanza rappresentativo della sua epoca, aveva una memoria dinamica di 4000 od 8000 caratteri come base, realizzata con la tecnologia dei nuclei magnetici " tessuti " in matrici di complessa costruzione. Oggi un personal portatile ha normalmente una memoria dinamica, realizzata con componenti a semiconduttori, di 3-4 milioni di caratteri. Ma, sopra tutto, quei grandi calcolatori ( ai quali meglio si addice l'aggettivo " grossi " ) erano scomodi e pochissimo accessibili. Erano di solito enormi e occupavano interi stanzoni, richiedevano ambienti condizionati in temperatura e umidità potevano essere maneggiati solo da personale specializzato ( ricordate lo " chauffeur " delle prime automobili? ). Il lavoro di programmazione era improbo e comportava una complessa procedura, che richiedeva specializzazioni diverse. Dovevano intervenire analisti, programmatori che conoscessero l'astruso linguaggio macchina del calcolatore, perforatrici di schede; e il povero utente, quello che aveva un problema da risolvere, doveva mettersi pazientemente in lista di attesa .
Il successo riscosso dalla P101 è immediato, grazie all’inatteso interesse di professionisti (piccoli imprenditori, dattilografi, impiegati ...) accesso dal costo praticamente irrisorio rispetto a suoi concorrenti: se infatti il PDP-8 (il più piccolo minicomputer disponibile all’epoca) non veniva venduto a meno di 20.000 dollari, era possibile portarsi a casa la P101 per 3.200 dollari (presso di lancio negli USA), diminuendo drasticamente anche il costo di manutenzione visto che la quello della “perottina” era assolutamente inferiore ai grossi cugini americani.
La P101 mantiene il monopolio nella costruzione di elaboratori individuali fino al 1969, anno in cui la HP presenta il modello HP 9100: quest’ultima frutta comunque oltre 900.000 dollari all’Olivetti sotto forma di royalties, in quanto utilizza gran parte dei principi della P101 che Perotto aveva intelligentemente brevettato.
Il design fu affidato all’architetto Mario Bellini, che sfruttò nuovi materiali come plastica e alluminio e introdusse il colore, influenzando il futuro dell’informatica del nuovo millennio. In pochi anni, ne furono venduti 44.000 esemplari in tutto il mondo e il 90% negli Stati Uniti.
Se nel 1975 Bill Gates appariva come un visionario («Nel futuro vedo un computer su ogni scrivania e uno in ogni casa»), dieci anni prima la più grande rivoluzione informatica del nostro tempo era già iniziata ed era made in Italy.
         In un bel  libro, molto documentato, scritto dal   giornalista    Lorenzo Soria, intitolato " Informatica: un' occasione perduta " , si ventila il sospetto che nei primi anni 60, tre eventi traumatici, la morte di Enrico Mattei a Bascape' nell'ottobre del 62, il caso di Felice Ippolito  ( con la demolizione della ricerca nucleare in Italia ) verificatosi un anno dopo e la cessione agli americani della Divisione elettronica dell'Olivetti nell'agosto del 1964, siano legati da  un unico sotterraneo filo conduttore. Quello di un complotto internazionale, finalizzato a relegare l'Italia in un ruolo subalterno nella divisione internazionale del lavoro, neutralizzando i tentativi di occupare una posizione più avanzata in tre settori fondamentali per lo sviluppo, i nuovi materiali, l'energia e l'informazione.
       Ma più che ad un complotto ordito da qualche misterioso grande vecchio... in rappresentanza del grande capitale internazionale, le cause della caduta dei sogni dei primi anni 60 vanno ricercate nella arretratezza culturale di un mondo industriale che aveva sempre trovato più comodo percorrere vie di sviluppo molto tradizionali e che l'innovazione aveva sempre preferito importarla piuttosto che crearla. Un mondo per il quale la ricerca e la sperimentazione di vie nuove non erano legittimate, erano considerate spreco di risorse, megalomania, mancanza di concretezza. E'  significativa a questo riguardo la dichiarazione di Valletta, fatta all'assemblea della Fiat del 30 aprile del 1964, con riferimento alla ipotesi di intervento nel capitale Olivetti:
 " la società di Ivrea è strutturalmente solida e potrà superare senza grosse difficoltà il momento critico. Sul suo futuro pende però una minaccia, un neo da estirpare: l'essersi inserita nel settore elettronico, per il quale occorrono investimenti che nessuna azienda italiana può affrontare ".

IL PARLARE DI CERTE PERSONE E' COME IL VENTO


Metti una serratura a sette mandate sulla tua bocca … rispondi come puoi al tuo prossimo, ma prima pensa attentamente a ciò che dici …  si pronto ad ascoltare e lento a proferire risposta. Attento a chi semina inciampi per farti cadere.
Saggezza millenaria scolpita nel marmo dei Sapienziali della Bibbia, nel vecchio Testamento.  Avvolte ci si stupisce come le cose sono fondamentalmente immutate e ricorrenti  quando  il soggetto è l’essere umano … possiamo essere più progrediti ma di certo non più evoluti spiritualmente … e i difetti dell’animo umano, attraversano i secoli immutati e perenni come certezze granitiche … come gli obelischi di Roma!
Trovarsi tra l’incudine e il martello … essere amico di entrambi ed assistere alla loro lite … rimanendo inevitabilmente scosso dai due amici che pretendono da te amicizia esclusiva ed assoluta!!  Il miglior servizio che puoi rendere a loro: essere una tomba dei loro sproloqui … non riportare mai quello che uno dice dell’altro a quattro occhi con te. Già questo è segno di grande amicizia verso ognuno di essi, in quanto non fomenti  la loro lite buttando  la benzina sul fuoco .
Con la bocca puoi sputare sul tizzone e smorzarlo oppure soffiarci sopra per ravvivarlo … dice  il sapiente, e mai cosa è tanto vera  come questa affermazione. Se ti è fatta una confidenza, questa rimanga dentro di te, ma lo stolto è come una donna gravida … si contorce per le doglie che quella confidenza gli suscita e non può fare a meno di partorirla, causando spesso male a se e agli altri.
Ci sono persone che usano l’inganno della parola per rappresentare scenari che esistono solo nella loro mente e, renderli così convincenti … da indurre chi li ascolta a parlare, a dire cose che avrebbero preferito non dire; che è una tecnica te ne accorgi perché il parlare di queste persone è come il vento … inizia piano a soffiare, poi si fa tramontana e sembra non smettere mai, fino a stordirti … ma se tu dici mezza parola, confidando qualcosa , ecco che si quieta … l’autore si rivolge ad altri e ti lascia con il tuo rimorso di aver parlato, con studiata arte … rosolando a fuoco lento … e se cerchi di metter pezza alla falla, rischi di fare il suo gioco, nel dire più di quello che non avresti mai dovuto dire, rivelando comunque l'esistenza di una  tua riserva mentale, alimentando in questo modo la sua diffidenza riguardo la tua condotta  :-)

domenica 15 giugno 2014

LASSU' QUALCUNO MI AMA


Presunzione direte voi, o solo vana speranza di un piccolo uomo, sta di fatto che posso ancora raccontarvela e questo è un dato certo di per se.
Giorni funesti  di quelli che non si annunciano ma che si rivelano come un lampo a ciel sereno e qualche volta è un crescendo di lampi e tuoni fino alla tempesta che va affrontata al meglio che si può a cuore impavido, anche se non sei Rambo … ma fai quel che si può, perché di certo, quel che non si può non potrai farlo mai.
Settebagni ore 19.30 di tre quattro giorni fa,  area di servizio automatica della esso (se non ricordo male) … scendo per fare rifornimento. La stanchezza annebbia un poco l’attenzione quanto basta per scegliere la pompa del gasolio anziché quella della benzina  di cui ha bisogno la mia auto. Ovviamente le pistole della pompa hanno colori differenti, mi accorgo dell’errore e  cerco di ovviare reimpostando  per immettere benzina all’importo che ho programmato … niente di fatto e dopo qualche tempo  il distributore rilascia una ricevuta per il carburante che non è stato prelevato dalla pompa. Di questa ricevuta a dire il vero non ne sapevo niente, anche se viene chiaramente specificato sul distributore … e quindi sconsolato per aver dovuto re immettere altri soldi per fare rifornimento, altrimenti rischiavo di rimanere senza benzina, mi allontano in direzione Monterotondo, ma un sesto senso mi avverte che ben altro si sta per scatenare e che forse è il caso di ritornare a casa in direzione Roma. La marmitta, il centrale da qualche tempo tamburella allegramente al ritmo di samba e salsa … il messaggio è chiaro ha bisogno di manutenzione. Come al solito son quelle cose che si rinviano pensando che il peggio non debba necessariamente avverarsi in questo momento.
Superato l’aeroporto dell’Urbe sento il rumore aumentare, il ritmo si fa sempre più accelerato e questo mi induce a ridurre la velocità, inoltre ho l’auto carica di materiale  e penso che devo assolutamente rientrare a casa … ad un certo punto il rumore diventa simile a quello di una moto Harley Davidson, oltre a sentire l’attrito della lamiera del pezzo centrale della marmitta al contatto del suolo. La scarsa velocità, il manto stradale liscio hanno evitato il peggio, considerato che la marmitta si è staccata solo dalla parte dell’avantreno con il rischio di impuntarsi al suolo e di fare l’effetto  leva,    sbandare e ribaltare l’auto oppure sfondare semplicemente, si fa per dire, il fondo dell’auto …
Superato il primo momento misto fra  sorpresa e disappunto, provo un brivido  per il rischio potenziale a cui sarei potuto andare incontro, se dietro a me avessi avuto un camion o una autovettura  che procedeva  a forte velocità, e se la mia auto invece di camminare diritta avesse sbandato all’improvviso … tutto sommato mi è andata di lusso anche perché vedo una piazzola di sosta a cui dirigo come posso la mia auto.
Le scelte sono chiamare il soccorso stradale con i relativi costi oppure, escogitare qualcosa per rientrare a casa. La marmitta è penzolante ed adagiata al suolo, ma ancora saldamente legata al terminale … proseguire è impossibile. Non ho corde a bordo e questo si rivela una grave mancanza, ma ho un rotolo trasparente che usano  i negozianti di frutta e verdura … così dopo aver fatto scendere l’adrenalina, superato lo sconcerto e dominata la rabbia che annebbia solamente la mente ed evita di trovare le soluzioni, intravvedo la possibilità di farcela semplicemente storcendo la marmitta al fianco dello sportello di guida e imbracandola con il rotolo trasparente in modo da tenerla sollevata dal suolo con un braccio sporto dal finestrino.
Tornato  a  casa, scarico l’auto e poi aspetto  il giorno dopo per procedere alla sostituzione del pezzo centrale.
Riparata la marmitta, sono poi ripassato al distributore di benzina di Settebagni  e il benzinaio, una brava persona, dopo che gli ho raccontato tutti i particolari, ha tirato fuori dalla tasca la ricevuta che era rimasta a penzoloni dal distributore fornendomi il carburante che non ero riuscito ad immettere il giorno prima.
Tutto è bene quel che finisce bene: dice il saggio:-)