Questo pupazzetto non ci rappresenta, ma esprime lo stato d'animo della precarietà,
a cui non Vogliamo Assomigliare ...
la scelta è ... In Direzione Ostinata e Contraria
D.O.C.








domenica 25 gennaio 2015

ECCE HOMO

Da Zorba il Greco di Nikos Kazantzakis

... Un'altra sera, dopo il lavoro, gettò a terra il piccone e gridò spazientito:
" Dammi retta, padrone, finiscila di immischiarti in cose che non ti riguardano. Non faccio a tempo a costruire , che tu mi demolisci tutto. Che cosa significano le storie che stavi raccontando a quella gente poco fa?  Socialismo ed altre fandonie del genere! Sei un predicatore o un capitalista? Cerca di deciderti una buona volta!" 
Ma in qual modo avrei potuto decidermi? Ero divorato dall'ingenuo desiderio di fondere le due idee, di trovare una sintesi nella quale le due antitesi irriducibili si sarebbero accordate, di guadagnarmi insieme la vita terrena e il regno dei cieli... 
... decisi di svelare a Zorba i miei progetti. Egli mi ascoltò, trattenendo il respiro ogni tanto, nello sforzo di mantenersi paziente. Ma di quando in quando lo vidi scrollare il capo con ira. Quando ebbi finito, si strappò qualche pelo dei baffi ... mi guardò apertamente in viso e si decise: 
" L'uomo è un bruto" disse, percuotendo i ciottoli con il bastone. " E' un grande bruto. La signoria vostra non se ne rende conto. A giudicare dalle apparenze devi aver trovato tutto troppo facile, tu, ma se vuoi informazioni in merito, io posso fornirtele. E' un vero bruto, te l'assicuro!
Se sei crudele con lui, ti rispetta e ti teme. Se sei buono, ti strappa gli occhi!" e aggiunse:
" Mantieni le distanze, padrone! non far si che gli uomini diventino troppo arditi! Non raccontare loro tutte quelle fole sull'uguaglianza e sulla parità dei diritti: altrimenti essi calpesteranno i tuoi diritti e ruberanno il tuo pane, facendoti morire d'inedia. Mantieni le distanze, padrone, te lo consiglio perché ti desidero ogni bene" 
Ma non hai fede proprio in niente?" esclamai esasperato. 
" In niente,  padrone. Quante volte debbo ripeterlo? Non credo in nulla e in nessuno, eccetto in Zorba. Non perché Zorba sia migliore degli altri, neppure per sogno! è una bestia come tutto il resto dell'umanità! Ma di lui mi fido perché è l'unico essere che sia in mio potere e che io conosca a fondo. Tutti gli altri sono fantasmi. Vedo con questi occhi, odo con queste orecchie, digerisco con questo stomaco. E ogni altra cosa o persona è inesistente. Quando sarò morto io, tutto il resto morirà. L'intero mondo di Zorba sprofonderà nel nulla." ...

domenica 11 gennaio 2015

EFFETTI DELLA RITMICA SUL SISTEMA NEUROVEGETATIVO

Ritmi veloci, concitati, prolungati, possono scatenare un AUMENTO di catecolamine nel sangue, ovvero di adrenalina e noradrenalina.
Si tratta dello stesso fenomeno psicofisico che si verifica in determinati soggetti mentre ascoltano la musica rock o quando vengono ballate determinate danze sciamaniche scandite dal ritmo ripetitivo e ossessivo dei tamburi. 
Il risultato di queste pratiche ripetitive e ritmiche è uno stato euforico ed iperattivo. Ciò è dovuto al livello di adrenalina nel sangue. Non si tratta di nulla di mistico!  
Varie religioni hanno intuitivamente "scoperto" tali fenomeni, che non riguardano solo le catecolamine ma anche le endorfine, gli ormoni,  ecc. e lo hanno ritualizzato con preghiere, litanie e canti.  
A volte queste pratiche inducono stimolazione, altre volte rilassamento, addirittura stati di trance semi-ipnotica. Si pensi al rosario, ai canti gregoriani, al mantra hare krishna hare rama, allo Shmà Israel, al Kyrie Eleison, ma anche alle innumerevoli recitazioni delle religioni animiste, della Kabbala, delle devozioni popolari, delle devozioni primitive. 
                  


L'abitudine ad aumentare il proprio livello di adrenalina può effettivamente dare un aiuto psicologico in alcune circostanze, tipo dare un po' di sollievo ai depressi, ma non è sempre e comunque una pratica salutare, specialmente per gli ipertesi, che possono aggravare la propria sintomatologia. 
Va anche detto che se la pratica viene ripetuta spesso, ciò può creare uno stato di dipendenza psicologica dalla pratica stessa, così come avviene con le droghe.

QUELLO CHE VEDO


Se capitate dalle parti di piazza tiburtina, angolo via castro pretorio, sotto gli archi, troverete un  bangladesh che vende fazzoletti, accendini e alberelli profumati per le auto … intabarrato per difendersi dal gelo, anche se in questi ultimi giorni il clima si è fatto decisamente meno rigido. Di tanto in tanto mi capita di scambiarci qualche chiacchiera, quando il semaforo è rosso. Anche questa sera, “Allora come va? Gli chiedo dopo averlo salutato e  mentre si avvicina sorridente al mio finestrino … ciao, mi risponde, da questa mattina ho guadagnato 2,70 € … e me lo dice sorridendo … senza che io possa leggere alcunché di disappunto! Da come lo dice sembra che ha guadagnato una grande cifra, e comunque non demorde proponendo le sue mercanzie ai probabili acquirenti … per un istante penso che non dica il vero, ma a che scopo? Forse penso, e non me ne vergogno a dirlo, che sia una strategia studiata con abilità per far leva sulla compassione dei passanti  … in ogni caso,  ogni giorno, come un’ape operaia va su e giù per il suo pezzo d’incrocio … sorride di cuore e le sue maniere sono gentili, non insiste mai più del necessario, per questo si fa notare e credo, o gli auguro sinceramente, che per la legge della causa effetto, prima o poi avrà di ritorno quanto fin ora ha speso in termini di fatica e di energie mentali per andare avanti, giorno dopo giorno

 Malika fa dolci e cucina sotto una tenda nella piazzola davanti alla Moschea di Parioli.  Svelta come un lampo ... porta un copricapo colorato e la sua persona sprigiona giovialità, energia e simpatia. Più di una volta mi ci sono scornato nel contrattare il prezzo della merce, ed è una vera teatrante nel mercanteggiare ... riesce a trovare le argomentazioni più bizzarre per cercare di abbattere il prezzo ... di solito, come è mia tattica mi arrocco in difesa e non mollo la presa, ma con Lei non riesco proprio a spuntarla e cedo immancabilmente ... o meglio voglio cedere, soprattutto quando la vedo malinconica, pensierosa, stanca, stravolta dal lavoro ...  e nonostante ciò immancabilmente mi offre con estrema gentilezza del buon thea alle foglie di menta e qualche dolce, altre volte il Kebbab senza accettare i miei soldi.
Ci sono diverse bancarelle il venerdì, giorno di preghiera pubblica per i mussulmani come la domenica per i cristiani. Il venerdì è un giorno speciale, così mi disse Malika, è il giorno del Signore … cinque fatti importanti secondo la tradizione mussulmana sono accaduti, accadono e accadranno  durante questo giorno:
-          Dio creò Adamo
-          Dio fece scendere Adamo sulla Terra
-          In esso Adamo morì
-          In questo giorno Dio accetta tutte le invocazioni del suo servo, tranne quelle illecite
-          In questo giorno cadrà il giorno del Giudizio
Vendo alluminio, rotoli di carta, buste per la spesa, sacchi della spazzatura, tovaglioli ed altro ancora … conosco quanto siano abili a tirare il prezzo, ma sanno essere anche generosi e non sempre cercano di spuntare il prezzo a loro più conveniente … specie se subentra la conoscenza, la simpatia e la stima reciproca … stimano la generosità, se ne commuovono e ricambiano facendo a gara nell’esserlo ancora di più.
Ieri passando ho visto Luigi, il suo vero nome è Hammadi, anche lui ha un banco di specialità arabe davanti la moschea, nonché mio cliente … stava armeggiando con la batteria della sua auto … era disperato! La sua macchina è stipata di tutto quanto gli occorre per il suo lavoro, senza non può fare nulla … gli dico che se vuole rimetterla in moto deve chiamare Matar, un bravo ed onesto meccanico la cui officina è sulla Palmiro Togliatti, al più c’è Seth il suo “discepolo” che con i motori ci capiscono e riescono a fare miracoli … Luigi dice, ma quello è amico mio, lo conosco! Sto cercando di telefonargli, ma non mi risponde!
Senza esitazioni gli dico dai, andiamo alla sua officina … Luigi mi ringrazia, non ha parole … Paolo sei un grande, non ci sono uguali!
Dai, gli dico, forza andiamo!
Appena arriviamo, Luigi chiama Matar per spiegargli quanto gli capita con la macchina … ma Matar gli dice aspetta! Fammi salutare Paolo! E mi stringe la mano … lasciando Luigi stupefatto … anche Seth mi saluta … tempo fa cercavano dell’olio per motori a buon prezzo, li ho indirizzati a piazza Ragusa, presso un autoricambi che lo vende a fusti ad un prezzo molto interessante, e al quale lo rifornisco  di buste grandi … forse è per questa ragione o semplicemente perché li stimo per la loro palese onestà e capacità lavorativa, libera dalle solite astuzie dei meccanici, o perché gli ho rifornito del materiale di consumo come rotoli di carta e guanti in lattice, che c’è un’amicizia spontanea e reciproca.
Luigi dice “ Paolo mi ha detto … conosco dei bravi meccanici, ma sono … di colore”  do un pugno alla spalla di Luigi, e Matar scoppia a ridere …
Dopo averli salutati, vado per i miei affari, poi successivamente ho saputo che Matar è riuscito a far ripartire l’auto di Luigi con un fil di ferro creando un contatto con un fusibile che non mandava corrente …
A piazza Verbano, vicino c’è una frutteria, Adriano è rumeno e lavora lì per conto di un italiano. Ha trent’anni e fretta di combinare qualcosa di buono nella vita … lavora ed è simpatico … tanto che diventato il beniamino di tutti i clienti … Mi parla dei progetti futuri, che vuol fare qualcosa per  se e la sua famiglia, Padre e Madre … lo ascolto, è una fucina di idee, ne sforna una dopo l’altra, frutto di osservazioni meditate … qualcuna sta cercando di realizzarla e sono convinto che riuscirà a trovare la sua strada, lo intuisco dal suo sguardo positivo nei confronti della vita, e questo già è un’ottima partenza.
La lista potrebbe continuare per pagine e pagine … ma tutte queste persone hanno un minor comune denominatore:
Voglia di vivere in Pace e del loro lavoro, senza chiedere altro!

Il passo successivo viene da se:
Nella diversità c'è ricchezza, scambio, completamento a vicenda.

Un valore universale che se viene negato semina solo sofferenze ed incomprensioni insuperabili. 

domenica 28 dicembre 2014

LE LETTERE DAL FRONTE



Nel corso della prima guerra mondiale, milioni di uomini e di donne furono spinti a prendere la penna in mano con una frequenza e un'intensità che non aveva precedenti.
I soldati al fronte, pur scarsamente alfabetizzati, cercarono di scrivere a casa con frequenza quasi giornaliera per testimoniare la loro esistenza in vita e riallacciare i contatti mentali con il contesto di origine e, ritrovare il collegamento con un "mondo buono" fatto di parole gentili, premurose ...estraniarsi per qualche tempo dagli orrori della guerra.
Quando mancava la carta per scrivere, spesso i soldati associavano questo evento disdicevole, alla carestia ... parlano di carestia della carta, perché scrivere era ritenuto nutrimento dell'anima, quello che ti da forza ad affrontare le inenarrabili sofferenze quotidiane del fronte ... non è possibile raccontare tutto quello che si vive, non solo a causa della censura, e delle difficoltà linguistiche incontrate da uomini poco avvezzi a scrivere, che normalmente comunica verbalmente ... ma perché certe vicende sono di per se inenarrabili ed incomprensibili a chi non le esperimenta in prima persona ... non è possibile comprendere da chi vive in un contesto lontano anni luce da quello della guerra ... si tenta di raccontare il disaggio del freddo e del fango, ma soprattutto il tanfo dei cadaveri che si insinua nelle vesti, nel pane e nella brodaglia ...le sensazioni prima di ogni assalto, lo smarrimento all'idea di dover uccidere  un altro disgraziato come te, simile a te, che non ti ha fatto niente di personale ma che ha il torto di portare un'altra divisa ...l'assordante tuono dei cannoni o lo smarrimento individuale allo scoppio ravvicinato delle granate nemiche ... si prova! ma più di ogni altra cosa si cerca un filo alla vita, un legame per non perdersi nel baratro della pazzia, altra fuga possibile dalle dure privazioni che derivano dall'inferno quotidiano, di attese interminabili inframezzate da sconquassanti episodi di atroce crudezza.
Le famiglie, le donne rimaste a casa dovettero a loro volta trasmettere incoraggiamenti, rassicurazioni e notizie sull' andamento delle cose domestiche.
Così, nei tre anni e mezzo di guerra, secondo calcoli attendibili, furono movimentate in Italia quasi 4 miliardi di lettere e di cartoline, di cui oltre due miliardi furono quelle indirizzate dal fronte al paese, circa un miliardo e mezzo quelle in senso inverso e le altre da una parte all'altra del fronte. 
 “In verità, o signori, la posta è il più gran dono che la patria possa fare ai combattenti: perché in quel fascio di lettere che giunge ogni giorno fino alle trincee più avanzate, la patria appare ai soldati non più come una idealità impersonale ed astratta, ma come una lontana moltitudine di anime care e di noti volti , in mezzo alla quale ciascuno riconosce un bene che è solamente suio, uno sguardo che soltanto per lui riluce, una voce che per lui solo canta”
 

venerdì 26 dicembre 2014

MONTE CENGIO


Molto frequentemente passano in tv storie del primo conflitto mondiale, dopo cento anni dal loro accadimento.
Una storia che non conoscevo e che mi ha colpito particolarmente per le considerazioni che se ne possono trarre è la strenua difesa del Monte Cengio da parte dei nostri Granatieri di Sardegna, nel maggio del 1916, ultimo baluardo  alpino prima della pianura Vicentina e subito dopo di Venezia.
Conrad il supremo generale austriaco aveva pianificato al meglio la sua spedizione punitiva contro l’Italia attaccando la prima armata al confine del Trentino alto Adige … truppe di riservisti e richiamati ,scarsamente armati senza artiglieria di appoggio e pochissime mitragliatrici a difesa.
 Sbaragliare l’Altopiano del Pasubio  e penetrare nella pianura vicentina significava chiudere in una sacca il grosso delle armate italiane impiegate sull’Isonzo. Il Generale Conrad aveva pianificato più volte un attacco preventivo all’Italia … durante il terremoto di Messina, e quando l’Italia era impegnata contro l’impero Turco nella conquista della Libia … ma a Cecco Beppe  ripugnava colpire un alleato … all’epoca l’Italia era schierata con gli imperi centrali: Austria e Germania.
Comunque già dai primi anni del secolo XX, come denunciarono gli irredentisti di Trento, tra cui anche  Cesare Battisti, l’Austria potenziò i suoi confini con l’Italia di fortificazioni e linee di comunicazioni in vista di un conflitto prossimo e ritenuto inevitabile, anche se l’Italia continuava a dichiararsi alleata.
Dopo il "radioso" maggio del 15’ che portò la scelta di campo dell’Italia a fianco dell’Intesa, Francia, Russia e Gran Bretagna … Conrad fu considerato un oracolo e proclamato supremo comandante dell’esercito austro ungarico. La spallata decisa e violenta dell’Italia sull’Isonzo per arrivare a Lubiana e brindare a Natale del 1915 a Vienna si infranse in un bagno di sangue … a novembre del 1915 si contavano, dopo pochi mesi di guerra, più di 200.000 soldati morti ( si consideri che tutto il secondo conflitto mondiale costò all’Italia 300.000 soldati). Gli austriaci dopo l’urto progettarono la controffensiva  che doveva passare dal trentino e chiudere in una sacca le armate italiane … per nostra fortuna la Germania bocciò il progetto … e poi l’Italia aveva dichiarato guerra solo all’Austria … formalmente i due Paesi non erano belligeranti ancora. L’Austria desiderava non essere coinvolta su due fronti e non potendo debellare quello russo … decise di regolare lo stesso da sola i conti con l’Italia … distogliendo uomini ed armi dal fronte russo e costituendo una possente armata.
Cadorna considerò l’inizio delle ostilità austriache in trentino come un diversivo … e non volle sguarnire i fronti orientali … la prima armata italiana si immolò in atti di eroismo, quantunque annientata dalle possenti bocche da fuoco nemiche … le perdite italiane furono ingenti, spesso si contrattaccava all’arma bianca senza alcun appoggio di mitraglie e cannoni … non si avevano molte bombe a mano e per i nostri soldati ogni assalto era un suicidio … tanto che cominciarono le ribellioni e la triste pratica delle decimazioni, quando si riteneva che un reparto si era macchiato di codardia.

Tre ondate austriache avanzarono sull’altipiano di Asiago e giunsero giubilanti all’estremo baluardo del Cengio, che si affaccia sulla piana vicentina e da cui si può vedere Venezia … un pugno di uomini  se consideriamo la forza di attacco di gran lunga superiore difesero strenuamente le posizioni … e superstiti  raccontarono di commilitoni che senza più munizioni,  decisi a non arrendersi o indietreggiare si scaraventarono contro gli assalitori abbracciandoli e precipitando insieme nel vuoto!
Questo mi ha commosso pensando a che cosa quei semplici uomini, per lo più contadini, analfabeti … gente umile, avvezza ai sacrifici e alla fatica, gente concreta; forse più che dall’ideale della Patria … fu il sentimento che affratella i commilitoni lungamente accasermati in una località, che li spinse spontaneamente a immolare la propria vita per il bene di chi restava … per dare un’opportunità minima di salvezza a chi poteva ancora combattere, perché possedeva qualche caricatore, e ritardare l’avanzata nemica contando che i rinforzi sarebbero giunti quanto prima.
In tempi attuali dove l’egoismo è imperante … dove perfino i problemi globali del nostro Pianeta, come la moltiplicazione esponenziale della popolazione, la pretesa di consumare sempre più risorse, considerando il nostro Pianeta illimitato … essendo l’uomo incapace di ragionare a lungo termine … di andare oltre il breve termine, e il ristretto ambito di appartenenza … famiglia, nazione …  questo episodio fa riflettere e accapponare la pelle.
Un velo pietoso fu steso per anni sulla dimostrazione di incapacità dei vertici militari italiani … e solo l’estremo sacrificio di quei poveri fanti evitò forse il peggio … il Cengio cadde comunque perché gli austriaci accumularono tonnellate di tritolo per farlo saltare. Le terre perse durante l’avanzata austriaca dovettero attendere la fine del conflitto per ritornare italiane.
L’inizio dell’offensiva russa costrinse gli austriaci a cessare l’avanzata sul fronte italiano e dirottare quanto prima, uomini ed armi al confine con la Russia … fummo molto fortunati non solo audaci!

giovedì 25 dicembre 2014

GOOD MORNING, UNIVERSE!



In Indonesia vivono 244 milioni di persone, a me per uno scherzo del destino è capitato di conoscere una di loro, Riffa Hadiya Santi ... i suoi occhi e il suo sorriso non hanno bisogno di parole ... tant'è che non parla gran che in italiano, preferendo esprimersi in inglese, ma si fa capire ugualmente con la sua mimica facciale ... sorprendente la sua vitalità e forza d'animo condensate in uno scricciolo, che irradia simpatia e calore umano da ingigantirla ... riempiendo spazi immensi:-)

Difetti? ... è pure juventina convinta!! a parte questo ... è adorabile e si fa perdonare sto' deficit:-)

venerdì 5 dicembre 2014

TREMETE LO STESSO CACATEVE A DOSSO!



... Tremamose a dosso
cacamo lo stesso!

domenica 30 novembre 2014

LA FORZA DELLA VITA

Un giorno la Paura bussò alla porta,
la Speranza si alzò ed andò ad aprire
 e vide che non c'era Nessuno.

mercoledì 5 novembre 2014

PICCOLO GRANDE UOMO


Fretta di arrivare, telefonate a raffica … impegno  a  rispettare le consegne.
Si corre in auto, il tempo stringe e non si pensa ad altro che alle mete da raggiungere di volta in volta. Rutine … ma la disinvoltura troppo leggera non considera i rischi della strada …  basta poco per trasformare l’ordinario scorrere del tempo in una tragedia infinita ed irreparabile.
Quando sei apparso ho capito che dovevo riconsiderare le priorità e le responsabilità di chi siede alla guida di un’auto.
Piazza re di Roma una Mamma attraversa ... indossa il marsupio e stringe un piccolo, mentre al fianco da la mano ad un pupo biondo, che mi vede arrivare spedito ed alza la mano chiedendomi di rallentare … alla vista della famigliola rallento, inchiodo … il piccolo grande uomo, non più alto di un metro agita la mano, mi guarda con rabbia … ho messo a rischio la vita delle persone a lui più care … mi sorprende la precoce consapevolezza di quel giovane leone per il  pericolo scampato, della sua rabbia  espressa con occhiacci di ghiaccio e della sua reazione piccata rivolta a me  … sua mamma attraversa tranquilla stringendosi il piccolo ignaro tra le braccia, come rassicurata dalla presenza al suo fianco di quel giovane uomo … sorrido di cuore e dico rivolto al piccolo arrabbiato consapevole del suo ruolo di protettore che “ha ragione, che sono un imbecille su quattro ruote” … presuntuoso, penso  di avere il controllo assoluto del mezzo che conduco, senza rendermi conto davvero che basta niente, per arrecare danno ad altre persone e a me stesso.
Grazie piccolo per quei pugni alzati, per il tuo dimenare il braccio minaccioso  perché la tua giovane consapevolezza non solo mi sorprende ma mi ammonisce e mi richiama ad un comportamento più attento e responsabile alla guida.
Ciao angelo mio.

domenica 2 novembre 2014

IL BERNOCCOLO DEGLI AFFARI


Michele, nome di fantasia, ha il banco di frutta e verdura al mercato del Trionfale.
 Cinquant’anni, condivide l’attività con la moglie e d il figlio, inoltre ha con se un paio di lavoranti stranieri.
Tendenzialmente allegro, salace ed arguto, sferra battute  a raffica e batte la lingua dove il dente duole.
Commerciante fino alle midolla, contratta come un egiziano, allo stremo, e cerca il prezzo per sfinimento della controparte, che pur di non sentirlo più, accetta livelli di prezzo  vicini al costo di acquisto,  quando è fortunato, riducendosi di fatto a fare il passa soldi tra acquirente e fornitore grossista … in pratica un volontario del lavoro, senza scopo di lucro, che campa d’aria e impiega il suo tempo per  risollevare il morale dei banchisti, aggravati da tasse, spese e malumore … questa sarebbe la sorte che ti spetta se dai retta a Michele e a quelli come Lui, che con la scusa che movimenti il denaro …  anche se non guadagni niente … e qualche volta perdi … vendi grandi quantità di merce!!!
Che le cose funzionano così ovviamente ho forti dubbi … e non condividendo profitti con l’acquirente, fai notare che poco ti importa di vendere per vendere … ma che se devi campare qualcosa devi pur guadagnare …
Quando conosci i trucchi per svilire la qualità della tua merce, quando hai fatto l’abitudine alle teatrali battute da “me misero, me tapino che lo Stato mi ruba quasi tutto l’incasso … e agli stranieri non li vede neanche, semmai li agevola … ”  dopo aver ascoltato pazientemente, senza batter ciglio, il canto greco ed il pianto della préfica … assistito allo stracciamento delle vesti , all'auto menata di schiaffi sul viso e connessi graffi scenici (per ravvivare con l’orrido la scena pregna di disperazione) …  ti tocca pure la parte poco gradevole, a dire il vero, del mercante di Venezia … passar per stronzo anche quando non lo sei! Irremovibile nel pretende il tuo prezzo, che equivale alla libra di carne del commerciante,  badate non è la somma  di un lauto e giusto guadagno, ma quello minimo che ti permette di portare la pagnotta a casa, almeno:-)
Questa è la vita … cacca per noi,  ottimo pasto per le mosche!
Sono solo differenti  punti di vista.

lunedì 18 agosto 2014

EVERYBODY'S TALKING

Da quando ho iniziato la mia carriera da “Man‘s shopping -bags  o di bustarolo, tradotto in garbato romanesco, fortunatamente atti intimidatori veri e propri non li ho ancora subiti e spero di non subirne in futuro.
E’ vero che nei vari mercati rionali ci sono delle figure di riferimento che per bravura e scaltrezza sono riuscite a scavare un solco di simpatia negli animi dei banchisti , ma al motto  di “ tutti dovemo campà” c’è davvero spazio per i nuovi che provano come me a misurarsi con un lavoro tutt’altro che semplice.
Il commercio richiede scaltrezza e abilità relazionali, occorre buona parlantina ed energie  psichiche per superare le inevitabili incomprensioni, oltre che ai momentanei attacchi di pessimismo cosmico a cui si è periodicamente soggetti, frequentando luoghi affollati  di varia umanità, scontrandosi con le difficoltà  pratiche e la stanchezza  che ti fa dimenticare l’incasso di una negoziazione, la merce appena mostrata su un banco o il chiudersi di una trattativa neppure iniziata a causa di un contrattempo o di un giudizio troppo affrettato.
C’è sempre qualcosa che non è rispondente alle aspettative del cliente e l’erba del vicino è sempre più verde … guarda caso ti dice che acquista la stessa merce ad un prezzo inferiore di quello che proponi … o che allo stesso prezzo acquista maggior quantità di merce e di qualità migliore della tua … che se ti fai impapocchiare dalle chiacchiere finisci per dargliela vinta  accettando il prezzo che ti propone: praticamente  gli stai regalando la tua merce ad un prezzo ridicolo e con un margine vicino al niente, dopo un lavoro bestiale di carico, scarico e scorazzamento della stessa merce per ogni possibile angolo del mercato e alle ore più improbabili per la concorrenza … nella speranza di una buona vendita.
Con questo non dico di essere un santo,  perché mi arrabbio e ci rimango male pure io, ma cerco di ampliare il mio sguardo e di distaccarmi da certe sensazioni  negative seppur passeggere e di guardare altro e comprendere piuttosto che soffermare lo sguardo sul mio ombelico.
Un giorno mi sono allarmato per aver trovato una ruota a terra … ma quella volta a ben ripensare fu dovuta non tanto all’azione di prepotenti che non tolleravano la mia presenza, ma ad un marciapiede tagliente o  ad una buca troppo profonda dell’asfalto stradale che ha da prima  indebolito il pneumatico per poi   sgonfiarlo definitivamente appena è passato su un sasso aguzzo …  e al mercato di  Valmelaina c’è una parte sterrata, quando vado a trovare la bella e simpatica Maria, che se anche non compra sempre le mie buste passo volentieri a salutarla che finisco per imparare qualcosa sui mercati rionali.
Per qualche tempo ho lasciato la macchina a vista di amici nei mercati dove potevo pensare a qualche atto di ritorsione, ma conoscendo sempre di più i miei potenziali rivali, mi accorgo che dietro il bofonchiare, l’area minacciosa o lo sguardo di traverso non c’è una vera volontà a danneggiare  e che i sacrifici più che a dividere finiscono per accomunare  le persone,  le affratellano rendendole più  tolleranti e comprensive , ci si rispetta vicendevolmente e si prova un misto di compassione e stima, ritrovandosi al bar scambiando quattro chiacchiere e offrendoci a turno il caffè … In altre situazioni ed in ambienti,  apparentemente più colti e raffinati, non avevano esitato a “tagliarmi la gola” per mettermi in cattiva luce, nell’ambiente di lavoro, e togliermi ogni velleità di speranza di poter pensare di mettere radici e costruire, in qualche modo, un domani meno incerto piuttosto che lavorare ad intermittenza con gli impieghi interinali.
 
Mi stanno parlando tutti
non sento le parole che dicono
solo l’eco della mia mente
La gente si ferma stupefatta
non riesco a vedere I loro volti
solo l’ombra dei loro occhi
...

domenica 10 agosto 2014

ASSIOMA


Io sono più importante dei miei errori.

 L’errore è movimento, è slancio generoso,  è disperata resistenza, è lotta alla rassegnazione … è assalto oltre la trincea e corsa allo sbaraglio con il cuore in gola … è azione prima della riflessione … è voglia di scrollare i dubbi e le esitazioni, è affrontare ciò che verrà come verrà … l’errore spesso è sottovalutato,  o non visto … non intuito ne prevenuto … l’errore è vita, perché la vita è imprevedibile e va vissuta con coraggio sia quel che sia … senza caricarsi di troppe responsabilità e colpe! Si va all’avventura … nessuno può garantire che le cose capitino come vorremmo che capitassero, ci si muove e si intraprende un’iniziativa … possiamo al più valutare le probabilità di riuscita, ma mai rilevare dettagliatamente  ciò che poi realmente accadrà e le conseguenze del nostro agire … è umanamente impossibile leggere il futuro … anticipare gli eventi … troppe variabili da considerare e l’imprevedibile, il miracoloso, l’imponderabile c’è ma non si vede, non lo si mette in conto eppure anima la Speranza e da forza ad ogni a nostra azione … salto nel buio!
Siamo troppo vulnerabili e limitati per godere delle nostre certezze effimere … su successi e azioni gloriose, vane e simili a neve al sole … ciò che è, non è detto che si ripeterà … ciò che è stato non sempre è garanzia di ciò che sarà necessariamente.   A volte vedo esseri tronfi , sprizzanti superbia in ogni loro azione, parola, gesto ...  penso poveracci: non sanno che cosa gli riserva il domani e sono nella condizione peggiore per affrontarlo, chiusi dalle loro presunzione e certezze effimere!
Rassegnato all’idea di essere un imperfetto guardo con pietà e dolcezza al Mondo che mi circonda … umiliato e vinto dall’idea di essere umano e debole, affronto il Mondo con rinnovato coraggio e rigenerata forza:  libero da complessi d’inferiorità,  dalle paure ataviche  o dettate dall’insicurezza, dall'incertezza e dalla precaria condizione di ogni essere vivente; vivo  come posso e come sono, senza voler essere altro .... questo basta e avanza!
Rende leggero il fardello e risolleva l'animo del viandante.

sabato 2 agosto 2014

IL SIGNORE DEL CASTELLO


Beh! C’è da dir poco  sulla crisi … se si va per mercati rionali  il calo negli acquisti è tangibile ed evidente … forse per eccesso di offerta, visto che tra super mercati e mini market  a conduzione straniera , c’è l’imbarazzo della scelta.
Enzo è un fruttivendolo italiano … e per lui la causa di ogni problema è l’emigrazione  incontrollata, la connivenza delle istituzioni che sembrano essere accomodanti con gli stranieri che esercitano un’attività e  molto dure con i commercianti italiani.
Ogni volta che lo ascolto parlare è una sequela di lamentele sul degrado sociale, sulle condizioni igieniche di certi banchi tenuti da stranieri, sul loro comportamento  … e la rabbia di un uomo mite sale di giorno in giorno, il suo parlare diventa offensivo  senza curarsene minimamente di essere ascoltato da alcuni banchi limitrofi al suo e condotti da stranieri … c’è un cupo risentimento, un ribollire di odio  e di forte intolleranza, nei discorsi di Enzo, e non è il solo a pensarla così!
Mi dispiace, ma non condivido quel modo di pensare … con il mio lavoro mi trovo a contatto con gli stranieri e vedo che lavorano sodo, non sono rincoglioniti ancor dalla tv e dalle mode del momento, a loro non frega niente ne di Corona e della Belen … loro lavorano dalla mattina alla sera, e sono gli unici che ti trattano umanamente se sei in difficoltà … Mi è capitato di essere accolto da miei connazionali come un pezzente,  un barbone che cerca l’elemosina … mentre mi sono sentito accolto con rispetto da quegli stranieri tanto criticati e considerati il male dei mali …  credo che le cause della crisi siano altrove e non certo tra le povera gente che lotta per sopravvivere …  giorno per giorno! La nostra società è fin troppo viziata per rendersi conto di quanto sia diventata marcia e stupida … chi veramente soffre, suda sangue e lacrime può comprendere ciò che intendo!

venerdì 1 agosto 2014

martedì 22 luglio 2014

IL SALUTO ISLAMICO

“Assalamu aleikum”, che significa “Pace su di voi” riferendosi agli angeli che ognuno di noi ha sulla destra e sulla sinistra, per scrivere le nostre buone e le cattive azioni. 
La risposta è “Aleikum salam” che significa “Su di voi la pace”.  
Questo mi ha spiegato Luigi, un tunisino che insieme alla nipote, Stella, ha un banco di dolci e di cibi tipici, davanti alla Moschea di Roma, e che i mussulmani possono degustare solo dopo le nove della sera, a causa del Ramadan. 
Vedi, mi dice Luigi, ma il suo vero nome è molto più difficile da ripetere e ricordare:
“Ciò che è inteso dal saluto di ‘Assalamu aleikum’ è il saluto tra la gente , che getta i semi dell’amore e dell’amicizia nei loro cuori , come il dare cibo. Può esserci debolezza nel cuore di uno di loro, che è espulsa quando egli viene salutato , o ci può essere dell’ostilità , che è trasformata in amicizia attraverso il saluto.” 
Porto loro buste di plastica, pellicole, vassoi di cartoni ed altro ancora ... e spesso ho modo di parlare con loro e d'imparare cose sorprendenti davvero, se mettiamo da parte gli stereotipi, i pregiudizi e i timori dettati dall'incomprensione e dall'ignoranza. 
Così Luigi mi parla con simpatia ed amicizia, e mi spiega:
 
Capita a volte di provar rancore – sentimento da evitare- verso un fratello, per aver subìto torto da lui. Cosa fare? “se lo incontro per strada non lo saluto nemmeno!”, oppure “faccio finta di non vederlo”, o “cambio completamente strada!”. A quanti di noi è successo? Ecco, tutte e tre le soluzioni sono completamente sbagliate. Dobbiamo salutare lo stesso la persona con “Assalamu aleikum”, inshaAllah con quel saluto Allah  ci aiuterà a non portar rancore verso il fratello.
Un musulmano non può rompere completamente i rapporti con un altro musulmano, al massimo può essere arrabbiato solo per tre giorni, il tempo sufficiente per far capire al fratello che ha sbagliato, NON DEVE superare i tre giorni. 
Paolo! la vita è meravigliosa, se la viviamo in tranquillità, affrontando tutto ciò che Iddio ci manda nel bene e nel male,  e che è previsto fin dalla nostra nascita, come percorso di crescita e di miglioramento. 
Non si vive solo per il denaro, il successo e la competizione ... c'è molto di più da riscoprire e considerare come prioritari ... la fede in Dio che tutto è stato scritto a fin di bene per noi stessi ... l'amore per il prossimo, il rispetto per i propri Genitori, per la propria consorte e l'amore per i figli.
Vivere in Pace è il desiderio di ogni uomo, come quello di guardare al prossimo non con invidia o cattiveria, ma semmai preoccupandosi del prossimo che non abbia bisogno di aiuto e di conforto. 
Poi vedo un scintillio negli occhi di Luigi, e quasi ridendo mi dice: ma come è possibile amare un animale, cane o gatto che sia, come fosse una persona, un figlio, un amico? come è possibile tenerlo in casa, lasciargli condividere il letto, la tavola ...  focolaio di germi patogeni che potrebbero intaccare la salute del padrone stesso? Per noi è inconcepibile ... gli animali restano fuori della casa! 
Probabilmente, gli rispondo, il senso della comunità, i rapporti parentali più stretti e la solidarietà espressa anche solo da un semplice saluto a cui si deve dare risposta, per obbligo morale e religioso ... escludono di fatto la ragione principale per cui si tengono da noi gli animali:
una profonda solitudine nonostante il benessere materiale , inteso in senso edonistico ... di esclusivo vantaggio personale, al più della strettissima cerchia dei propri familiari!